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<channel><title><![CDATA[Medicina e Informazione Web Tv -  News]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news]]></link><description><![CDATA[ News]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 03:31:19 -0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[“50 ANNI ACCANTO AI PAZIENTI. RICERCA. CURA. FUTURO.”]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/50-anni-accanto-ai-pazienti-ricerca-cura-futuro]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/50-anni-accanto-ai-pazienti-ricerca-cura-futuro#comments]]></comments><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 06:51:54 GMT</pubDate><category><![CDATA[ail]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/50-anni-accanto-ai-pazienti-ricerca-cura-futuro</guid><description><![CDATA[&ldquo;50 ANNI ACCANTO AI PAZIENTI. RICERCA. CURA. FUTURO.&rdquo;Il 2 ottobre 2026 AIL Milano Monza Brianza celebra i suoi primi 50 anni con un incontro dedicato ai progressi della ricerca onco-ematologica e al suo impegno accanto ai pazienti. Per condividere la sua storia e le sfide per il futuro insieme a medici, ricercatori, volontari, sostenitori e istituzioni.       Si terr&agrave; venerd&igrave; 2 ottobre 2026 presso l&rsquo;Istituto dei Ciechi di Milano - in Via Vivaio 7 - un incontro org [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&ldquo;50 ANNI ACCANTO AI PAZIENTI. RICERCA. CURA. FUTURO.&rdquo;</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Il 2 ottobre 2026 AIL Milano Monza Brianza celebra i suoi primi 50 anni con un incontro dedicato ai progressi della ricerca onco-ematologica e al suo impegno accanto ai pazienti. Per condividere la sua storia e le sfide per il futuro insieme a medici, ricercatori, volontari, sostenitori e istituzioni.</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/ail-save-the-date-incontro-50anni_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />Si terr&agrave; venerd&igrave; 2 ottobre 2026 presso l&rsquo;Istituto dei Ciechi di Milano - in Via Vivaio 7 - un incontro organizzato da AIL Milano Monza Brianza in occasione dei primi 50 anni di attivit&agrave; dell&rsquo;Associazione. Un momento di riflessione con esperti nella ricerca e nella cura delle malattie onco-ematologiche e la testimonianza di pazienti e volontari.<br />&ldquo;50 anni accanto ai pazienti&rdquo; &egrave; il titolo dell&rsquo;incontro ma anche l&rsquo;impegno che AIL Milano Monza Brianza ha assunto nei confronti dei malati oncoematologici e dei loro caregiver nel 1976, anno della sua costituzione, e che ha sempre mantenuto in cinque decadi di attivit&agrave;.<br />&ldquo;Essere accanto ai malati significa prima di tutto ascoltare: bisogni espressi e inespressi, timori, speranze. E cos&igrave;, in 50 anni, abbiamo lavorato per dare risposte concrete e tempestive ai pazienti affetti da un tumore del sangue che non possono aspettare&rdquo; ricorda Federica Fiorani, Presidente di AIL Milano Monza Brianza.<br />&ldquo;50 anni accanto ai pazienti. Ricerca. Cura. Futuro.&rdquo;<br />2 ottobre 2026, dalle ore 14.30 &ndash; 17.30<br />Istituto dei Ciechi di Milano in Via Vivaio 7 a Milano<br />Ingresso gratuito su prenotazione, fino a esaurimento posti<br />&#8203;<br />AIL Milano Monza Brianza<br />&Egrave; un&rsquo;organizzazione di volontariato costituita nel 1976 e aderisce ad AIL Nazionale - Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, con sede a Roma. L&rsquo;Associazione nasce con lo scopo di contribuire alla ricerca scientifica sulle leucemie e sulle altre emopatie maligne e di intervenire nella riduzione, e dove possibile nell&rsquo;eliminazione, delle situazioni di emarginazione e disagio derivanti dallo stato di malattia. AIL Milano Monza Brianza vuole essere un punto di riferimento per i malati e per le loro famiglie. L&rsquo;Associazione opera anche a favore di tutta la comunit&agrave; ematologica promuovendo azioni di sensibilizzazione e favorendo la presa di coscienza sui temi legati alla malattia e alle conseguenze nel vissuto delle persone. Il suo operato si ispira ai principi democratici di partecipazione attiva che si realizzano attraverso la contribuzione libera, volontaria e gratuita di quanti intendono mettere a disposizione risorse, competenze e tempo.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SALUTE: COLDIRETTI, NASCE PATTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI CON AGRICOLTORI E MEDICI]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/salute-coldiretti-nasce-patto-per-la-salute-dei-cittadini-con-agricoltori-e-medici]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/salute-coldiretti-nasce-patto-per-la-salute-dei-cittadini-con-agricoltori-e-medici#comments]]></comments><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:27:30 GMT</pubDate><category><![CDATA[alimentazione]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/salute-coldiretti-nasce-patto-per-la-salute-dei-cittadini-con-agricoltori-e-medici</guid><description><![CDATA[SALUTE: COLDIRETTI, NASCE PATTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI CON AGRICOLTORI E MEDICIMercati contadini in 70 ospedali d&rsquo;Italia: dal Niguarda di Milano all'Isola Tiberina di Roma, dal Gaslini di Genova al Santobono di NapoliAl Gemelli di Roma incontro istituzionale con Ministro Lollobrigida, presidenti Bellantone (ISS) e Rocca (Regione Lazio) e sindaco Gualtieri       SALUTE: COLDIRETTI, NASCE PATTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI CON AGRICOLTORI E MEDICIMercati contadini in 70 ospedali d&rsquo; [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><a><strong>SALUTE: COLDIRETTI, NASCE PATTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI CON AGRICOLTORI E MEDICI</strong></a><ul style="color:rgb(0, 0, 0)"><li><strong>Mercati contadini in 70 ospedali d&rsquo;Italia: </strong>dal Niguarda di Milano all'Isola Tiberina di Roma, dal Gaslini di Genova al Santobono di Napoli</li><li><strong>Al Gemelli di Roma incontro istituzionale con Ministro Lollobrigida, presidenti Bellantone (ISS) e Rocca (Regione Lazio) e sindaco Gualtieri</strong></li></ul></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/img-20260710-wa1093-1_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><a><strong>SALUTE: COLDIRETTI, NASCE PATTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI CON AGRICOLTORI E MEDICI</strong></a><ul><li><strong>Mercati contadini in 70 ospedali d&rsquo;Italia: dal Niguarda di Milano al</strong>l'Isola Tiberina di Roma, dal Gaslini di Genova al Santobono di Napoli</li><li><strong>Al Gemelli di Roma incontro istituzionale con Ministro Lollobrigida, presidenti Bellantone (ISS) e Rocca (Regione Lazio) e sindaco Gualtieri</strong></li></ul> Dall&rsquo;olio contraffatto che subisce manipolazioni e che viene miscelato per farlo diventare extravergine, passando per il grano trattato con il glifosate in pre-raccolta, una pratica consentita in altri Paesi extra-ue e vietata in Italia. E poi gli ultraformulati, energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine. Tutti cibi che ammalano e mettono seriamente a rischio la salute soprattutto dei pi&ugrave; giovani.<br />&nbsp;<br />Da questa emergenza sanitaria nasce l&rsquo;alleanza per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione. Per la prima volta nella storia della sanit&agrave; nazionale, con l&rsquo;iniziativa &ldquo;Campagna Amica per la Salute&rdquo; pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini possono trovare all'interno di oltre 70 ospedali in tutta Italia prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati. Un'iniziativa senza precedenti promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia che sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla prevenzione attraverso una corretta alimentazione e sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea come primo presidio di salute.<br />&nbsp;<br />Ad aprire la giornata l&rsquo;incontro istituzionale al Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS, primo ospedale ad avviare il progetto con Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Presenti i vertici dell'organizzazione agricola e della struttura sanitaria, assieme al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranit&agrave; alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, al presidente dell'Istituto Superiore di Sanit&agrave; Rocco Bellantone, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al sindaco di Roma Roberto Gualtieri. In collegamento da tutta Italia anche sette ospedali, tra strutture pediatriche, universitarie e civili, a testimonianza della dimensione nazionale dell'iniziativa.<br />&nbsp;<br /><strong>LE VOCI DEI PROTAGONISTI</strong><br />&nbsp;<br />&ldquo;La scienza del microbioma ci ha mostrato che la salute non &egrave; soltanto l'assenza di malattia molecolare: &egrave; la resilienza di un ecosistema biologico complesso, plasmato da ci&ograve; che mangiamo, dall'ambiente in cui viviamo e dalle esperienze che attraversiamo. Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non &egrave; un gesto di comunicazione. &Egrave; la dimostrazione che l'integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria &egrave; possibile oggi, a scala nazionale, e che la prevenzione basata sull'evidenza biologica pu&ograve; diventare parte integrante della missione di un ospedale moderno&rdquo;.<br />Prof. <strong>Antonio Gasbarrini</strong> &mdash; Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS; Presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Aletheia<br />&nbsp;<br />&ldquo;Il Policlinico Gemelli &egrave; da sempre un luogo in cui la missione della cura si intreccia con quella della ricerca e dell'innovazione. La Salute Entra in Campo aggiunge una dimensione nuova e necessaria: la prevenzione attiva, portata dentro le mura dell'ospedale attraverso il linguaggio concreto del cibo di qualit&agrave;. &Egrave; un modello che siamo orgogliosi di ospitare e di promuovere&rdquo;.&nbsp;<br /><strong>Daniele Franco</strong> &mdash; Presidente Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS<br />&nbsp;<br />&ldquo;La salute si costruisce ogni giorno, non soltanto quando si &egrave; ammalati. Questa iniziativa trasforma l'ospedale in un ambiente che parla di benessere anche a chi &egrave; sano, a chi accompagna un familiare, a chi lavora qui ogni giorno. &Egrave; un investimento sulla prevenzione che ha il merito della concretezza immediata&rdquo;.<br /><strong>Daniele Piacentini</strong> &mdash; Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp;<br />&ldquo;Con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto pi&ugrave; di un mercato contadino. Portiamo un&rsquo;idea nuova di prevenzione, fondata sull&rsquo;incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici. Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone. Per questo il lavoro delle aziende agricole di Campagna Amica assume un valore che va ben oltre la produzione di alimenti: &egrave; un presidio di prevenzione. Nonostante le difficolt&agrave; causate dall'aumento dei costi, dalla crisi economica e dagli effetti sempre pi&ugrave; pesanti della siccit&agrave;, i nostri agricoltori continuano a garantire prodotti genuini, tracciabili e di qualit&agrave;. Scegliere questi alimenti significa anche difendersi da tutto quel cibo che danneggia la salute dei cittadini&rdquo;.<br /><strong>Dominga Cotarella</strong> &ndash; Presidente Fondazione Campagna amica &ndash; Terranostra.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />&nbsp;<br />&ldquo;Con questa iniziativa dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli oltre 70 ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei pi&ugrave; efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualit&agrave;. L'esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come l'olio venduto come extravergine senza esserlo, il grano trattato con glifosato che finisce sulle nostre tavole e tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani. Questa grande mobilitazione culturale, che unisce medici e agricoltori, dimostra ancora una volta come Coldiretti si confermi una vera Forza Amica del Paese, con una filiera agricola italiana capace di rispondere con tempestivit&agrave;, responsabilit&agrave; e coerenza a una crescente domanda di salute che arriva dalla societ&agrave; e trova pieno riscontro nella scienza&rdquo;.<br /><strong>Vincenzo Gesmundo</strong> &mdash; Segretario Generale Coldiretti<br />&nbsp;<br /><em>&ldquo;</em>I nostri agricoltori possono garantire sulla qualit&agrave; e quindi sulla salubrit&agrave; dei prodotti che portano all&rsquo;interno dei mercati, degli ospedali o in qualsiasi altro luogo. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanit&agrave;, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese. La nostra rete capillare e il supporto scientifico dimostrano la forza di questa iniziativa unica destinata a diventare un vero e proprio modello, con l&rsquo;Italia che ancora una volta si conferma paese leader in Europa e nel mondo in fatto di cultura della sicurezza e qualit&agrave; alimentare&rdquo;.<br /><strong>Ettore Prandini</strong> &mdash; Presidente Coldiretti<br /><strong>SALUTE: ALL&rsquo;EVENTO </strong>&ldquo;<strong>CAMPAGNA AMICA PER LA SALUTE&rdquo; PRESENTATO L&rsquo;INSTANT REPORT COLDIRETTI/CENSIS </strong><br />Per il 97% degli italiani mangiare in modo sano &egrave; essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesit&agrave; ma spesso fanno fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Cos&igrave; l&rsquo;88% dei cittadini vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. &Egrave; quanto emerge dall&rsquo;Instant report Coldiretti/Censis &ldquo;Mangiare bene per vivere meglio&rdquo; presentato oggi in occasione dell&rsquo;iniziativa nazionale Campagna amica per la Salute in corso in oltre 70 delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Quella del cibo che ammala sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia silenziosa, alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualit&agrave; nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali.<br />&nbsp;<br /><strong>Ultraformulati e prodotti con additivi per un italiano su due (45%).</strong> Secondo il report Coldiretti-Censis, il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora pi&ugrave; allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani.<br />&nbsp;<br /><strong>La preoccupazione delle famiglie</strong>. Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilit&agrave;, tendono ad abbandonare un'alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultraformulati.<br />Dal report emerge anche il rischio di una crescente percezione distorta di questi prodotti. Il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne &egrave; convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani.<br />&nbsp;<br /><strong>Bevande energetiche, consumo e frequenza tra i giovani.</strong> Le bevande energetiche stanno conquistando sempre pi&ugrave; spazio nelle abitudini dei ragazzi, spinte da strategie di marketing aggressive, packaging accattivanti e dinamiche di emulazione sociale. Un genitore su due &egrave; convinto che i figli le consumino soprattutto perch&eacute; rappresentano un fenomeno di moda tra i coetanei. Secondo il 52% dei genitori, inoltre, gli energy drink vengono utilizzati soprattutto nei periodi di studio pi&ugrave; intenso, in prossimit&agrave; di verifiche ed esami, trasformandosi cos&igrave; in un falso alleato delle prestazioni scolastiche.<br />&nbsp;<br /><strong>Cresce la consapevolezza dei rischi</strong>. Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche (75%) e agli energy drink (75%), mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine (71%), dolciumi e caramelle (71%). Pi&ugrave; contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati (63%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilit&agrave; verso un'alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualit&agrave; e origine certa. &Egrave; da qui che Coldiretti rilancia la propria battaglia sindacale e culturale: difendere il lavoro degli agricoltori significa anche difendere la salute dei cittadini, riportando il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione e contrastando un modello alimentare dominato da prodotti ultraformulati, spesso sostenuti da campagne di marketing molto pi&ugrave; forti dell'informazione nutrizionale.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>SANIT&Agrave;: COLDIRETTI, DALLA FERTILIT&Agrave; AL CUORE, IL CIBO CHE AMMALA E MINACCIA LA SALUTE DEI CITTADINI</strong><br />Dal microbiota intestinale alla fertilit&agrave;, dalle malattie cardiovascolari al diabete e all&rsquo;obesit&agrave;: il cibo che ammala sta compromettendo il futuro del Paese. Una pandemia silenziosa che colpisce tutte le generazioni e che impone un cambio di passo nelle politiche alimentari, riportando sulle tavole delle famiglie, nelle scuole e nelle mense i prodotti genuini della Dieta Mediterranea. Una mobilitazione nazionale, quella messa in campo da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia con la presenza dei mercati contadini in oltre 70 ospedali in contemporanea &nbsp;anche per contrastare quegli alimenti di cui non si conosce l&rsquo;origine o che subiscono manipolazioni &mdash; come nel caso dell&rsquo;olio miscelato e commercializzato come extravergine senza averne i requisiti, o del grano importato da Paesi che consentono il trattamento con glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia &mdash; fino ad arrivare ai cibi ultraformulati.<br /><strong>Il ruolo del microbiota intestinale nella salute umana</strong>. Secondo un&rsquo;analisi della Fondazione Aletheia, il microbiota &egrave; una delle pi&ugrave; importanti acquisizioni della ricerca degli ultimi anni: i circa 38 trilioni di microrganismi che popolano l&rsquo;intestino contribuiscono alla regolazione del sistema immunitario, del metabolismo, dell&rsquo;infiammazione e perfino della comunicazione tra intestino e cervello. Quando questo ecosistema viene alterato, si sviluppa una condizione di disbiosi che favorisce un&rsquo;infiammazione cronica di basso grado &mdash; la cosiddetta metainfiammazione &mdash; riconosciuta come uno dei principali meccanismi biologici che precedono l&rsquo;insorgenza delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, di numerose forme tumorali e delle patologie neurodegenerative.<br />La scienza dimostra che l&rsquo;alimentazione rappresenta il principale fattore in grado di proteggere o compromettere questo equilibrio. Secondo le ricerche della Fondazione Aletheia, infatti, una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti freschi sostiene la biodiversit&agrave; del microbiota intestinale e la produzione di acidi grassi a catena corta, sostanze fondamentali per il corretto funzionamento della barriera intestinale e del sistema immunitario. Al contrario, il consumo abituale di alimenti ultraformulati &mdash; ricchi di additivi, emulsionanti, conservanti e dolcificanti artificiali &mdash; altera profondamente il microbiota. Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024, condotta su quasi 10 milioni di partecipanti, ha associato l&rsquo;elevato consumo di ultraprocessati a un aumento del 50% della mortalit&agrave; cardiovascolare e del 40% del rischio di diabete di tipo 2, con effetti indipendenti dalla composizione nutrizionale: sono in particolare gli additivi in s&eacute; a fare danno, non solo le calorie o i macronutrienti.<br /><strong>Alimentazione e salute riproduttiva</strong>. I pericoli per la salute non si limitano alle malattie croniche dell&rsquo;adulto. Le evidenze scientifiche confermano con crescente solidit&agrave; il legame tra alimentazione e salute riproduttiva. Tre ricerche indipendenti &mdash; una meta-analisi internazionale pubblicata su Human Reproduction Update, uno studio pubblicato nel 2024 su Nutrients e una ricerca europea pubblicata su Human Reproduction Open &mdash; hanno documentato che un consumo elevato di alimenti ultraformulati &egrave; associato a una riduzione della qualit&agrave; del liquido seminale nei giovani uomini, con effetti negativi sulla concentrazione e sulla motilit&agrave; degli spermatozoi. Uno studio pubblicato su Human Reproduction nel 2026 ha inoltre evidenziato come il consumo abituale di junk food sia correlato a una crescita embrionale pi&ugrave; lenta e a un minore volume del sacco vitellino nel primo trimestre di gravidanza. Anche in questi casi, l&rsquo;alterazione del microbiota intestinale rappresenta uno dei principali meccanismi biologici attraverso cui una cattiva alimentazione pu&ograve; compromettere le possibilit&agrave; di concepimento e il corretto sviluppo del nascituro.<br /><strong>Gli alimenti sotto osservazione</strong>. Tra i prodotti che destano maggiore preoccupazione scientifica figurano gli energy drink. L&rsquo;elevato contenuto di caffeina, zuccheri e taurina pu&ograve; favorire dipendenza, alterazioni del sonno, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Uno studio pubblicato nel 2023 su Nature da ricercatori della University of Rochester ha evidenziato, in modelli sperimentali animali, che la taurina pu&ograve; promuovere la proliferazione di alcune forme di cellule leucemiche &mdash; un dato preclinico che, pur richiedendo ulteriori studi nell&rsquo;uomo, rafforza la necessit&agrave; di un consumo prudente di queste bevande, soprattutto tra bambini e adolescenti. Le merendine industriali, ricche di zuccheri semplici, grassi raffinati, sale e additivi, favoriscono sovrappeso, obesit&agrave;, resistenza all&rsquo;insulina e alterazioni metaboliche, mentre gli snack salati aumentano il rischio di ipertensione e di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Particolare attenzione meritano le barrette energetiche industriali che, pur presentate come alimenti salutari o adatti alla pratica sportiva, possono contenere quantit&agrave; elevate di zuccheri aggiunti, sciroppi e ingredienti ultraformulati &mdash; con formulazioni che comprendono spesso decine di componenti distinti, molti dei quali estranei alla tradizione della Dieta Mediterranea. Lo stesso vale per piatti pronti e prodotti precotti, spesso ricchi di conservanti, grassi di scarsa qualit&agrave;, sodio e additivi, il cui consumo abituale &egrave; associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, obesit&agrave; e malattie cardiovascolari.<br /><strong>Trasparenza, origine e frodi alimentari</strong>. A preoccupare &egrave; anche la diffusione di prodotti realizzati con materie prime di origine opaca o provenienti da sistemi produttivi che adottano pratiche non consentite in Italia. Il grano importato da Paesi che autorizzano il trattamento con glifosato in pre-raccolta &mdash; pratica vietata dalla normativa italiana &mdash; pone un problema concreto di trasparenza e di equit&agrave; competitiva per gli agricoltori italiani, oltre che un problema di sicurezza e salubrit&agrave; alimentare. I residui nei prodotti finali sono in genere al di sotto delle soglie regolamentari, ma il consumatore ha il diritto di sapere come &egrave; stato prodotto il cibo che acquista e soprattutto che sta mangiando prodotti con residui di glifosate. Lo stesso vale per le sofisticazioni nel settore dell&rsquo;olio d&rsquo;oliva, dove prodotti non conformi agli standard dell&rsquo;extravergine vengono commercializzati come tali, a danno del consumatore e della filiera agricola italiana di qualit&agrave;. Difendere la salute dei cittadini significa anche garantire piena trasparenza sull&rsquo;origine degli alimenti, contrastare i meccanismi elusivi e sostenere il lavoro degli agricoltori italiani che producono nel rispetto delle norme pi&ugrave; stringenti al mondo.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[‘Parola alla Medicina’: FISM e Adnkronos in prima linea per l’innovazione dell’informazione sanitaria]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/parola-alla-medicina-fism-e-adnkronos-in-prima-linea-per-linnovazione-dellinformazione-sanitaria]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/parola-alla-medicina-fism-e-adnkronos-in-prima-linea-per-linnovazione-dellinformazione-sanitaria#comments]]></comments><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:19:42 GMT</pubDate><category><![CDATA[sanit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/parola-alla-medicina-fism-e-adnkronos-in-prima-linea-per-linnovazione-dellinformazione-sanitaria</guid><description><![CDATA[&lsquo;Parola alla Medicina&rsquo;: FISM e Adnkronos in prima linea per l&rsquo;innovazione dell&rsquo;informazione sanitaria&nbsp;La Federazione delle Societ&agrave; Medico-Scientifiche Italiane e il gruppo Adnkronos lanciano un progetto editoriale dedicato alle grandi sfide della sanit&agrave;       Prende il via &lsquo;Parola alla Medicina&rsquo;, il nuovo progetto editoriale realizzato da Adnkronos in collaborazione con FISM - Federazione delle Societ&agrave; Medico-Scientifiche Italiane, pe [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">&lsquo;Parola alla Medicina&rsquo;: FISM e Adnkronos in prima linea per l&rsquo;innovazione dell&rsquo;informazione sanitaria</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><em style="color:rgb(0, 0, 0)">La Federazione delle Societ&agrave; Medico-Scientifiche Italiane e il gruppo Adnkronos </em><em style="color:rgb(0, 0, 0)">lanciano un progetto editoriale dedicato alle grandi sfide della sanit&agrave;</em></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/tappo-generico-pm-v2_orig.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />Prende il via &lsquo;<strong>Parola alla Medicina&rsquo;</strong>, il nuovo progetto editoriale realizzato da Adnkronos in collaborazione con <strong>FISM - Federazione delle Societ&agrave; Medico-Scientifiche Italiane</strong>, per raccontare attraverso la voce delle societ&agrave; scientifiche le priorit&agrave; della salute pubblica e le trasformazioni del Servizio Sanitario Nazionale.<br /><em>&ldquo;Parola alla Medicina nasce per rendere pi&ugrave; accessibile il contributo della comunit&agrave; medico-scientifica italiana al dibattito pubblico sulla salute&rdquo;</em>, dichiara <strong>Loreto Gesualdo, Presidente della FISM</strong>. <em>&ldquo;Le societ&agrave; scientifiche esprimono competenze, ricerca ed esperienza clinica: un patrimonio fondamentale per leggere le trasformazioni della sanit&agrave; e promuovere una cultura della salute fondata su evidenze, responsabilit&agrave; e innovazione.&rdquo;</em><br />A questo obiettivo si affianca il ruolo dell&rsquo;informazione, chiamata a tradurre la complessit&agrave; scientifica in contenuti chiari, accessibili e verificati, capaci di orientare cittadini, decisori e professionisti.<br /><em>&ldquo;L&rsquo;informazione scientifica e sanitaria richiede rigore, chiarezza e capacit&agrave; di rendere comprensibili temi complessi&rdquo;</em>, afferma <strong>Davide Desario, Direttore Responsabile dell&rsquo;Agenzia Adnkronos</strong>. <em>&ldquo;Con &lsquo;Parola alla Medicina&rsquo;, Adnkronos mette a disposizione un progetto editoriale per offrire contenuti affidabili e verificati su un tema centrale per la vita delle persone e per il futuro del Paese.&rdquo;</em><br />&nbsp;<br />La piattaforma raccoglie oltre 60 video-interviste offrendo una lettura ampia e qualificata delle principali sfide della sanit&agrave; contemporanea: prevenzione, diagnosi precoce, cronicit&agrave;, innovazione terapeutica e diagnostica, salute mentale, medicina del territorio, emergenza-urgenza, salute della donna, medicina di laboratorio, ricerca, sicurezza delle cure e sostenibilit&agrave; del sistema sanitario.<br />&nbsp;<br />Le testimonianze restituiscono una visione comune orientata alla costruzione di modelli di cura sempre pi&ugrave; integrati, multidisciplinari e centrati sulla persona, capaci di rafforzare il dialogo tra comunit&agrave; scientifica, cittadini e istituzioni e di contribuire all&rsquo;evoluzione delle politiche sanitarie del Paese.<br />Nei prossimi mesi sono previste nuove sessioni di registrazione per ampliare il numero delle realt&agrave; coinvolte e arricchire ulteriormente i contenuti della piattaforma.<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[GIMEMA, la ricerca ematologica italiana accelera verso cure sempre più efficaci, personalizzate e sostenibili]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/gimema-la-ricerca-ematologica-italiana-accelera-verso-cure-sempre-piu-efficaci-personalizzate-e-sostenibili]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/gimema-la-ricerca-ematologica-italiana-accelera-verso-cure-sempre-piu-efficaci-personalizzate-e-sostenibili#comments]]></comments><pubDate>Thu, 28 May 2026 06:26:26 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/gimema-la-ricerca-ematologica-italiana-accelera-verso-cure-sempre-piu-efficaci-personalizzate-e-sostenibili</guid><description><![CDATA[GIMEMA, la ricerca ematologica italiana accelera verso cure sempre pi&ugrave; efficaci, personalizzate e sostenibiliOltre 17.000 pazienti coinvolti negli studi clinici nazionali, nuove strategie chemio-free, immunoterapie cellulari CAR-T, medicina di precisione, reti di laboratori dedicati alle indagini biologiche e studi multicentrici che stanno cambiando concretamente la prognosi delle malattie del sangue. I risultati della Terza Riunione Nazionale GIMEMA.       &nbsp;Dalla riduzione della che [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">GIMEMA, la ricerca ematologica italiana accelera verso cure sempre pi&ugrave; efficaci, personalizzate e sostenibili</strong><br /><em style="color:rgb(0, 0, 0)">Oltre 17.000 pazienti coinvolti negli studi clinici nazionali, nuove strategie chemio-free, immunoterapie cellulari CAR-T, medicina di precisione, reti di laboratori dedicati alle indagini biologiche e studi multicentrici che stanno cambiando concretamente la prognosi delle malattie del sangue. I risultati della Terza Riunione Nazionale GIMEMA.</em></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/ematologia-mater-dei-general-hospital-5_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><strong><br />&nbsp;</strong>Dalla riduzione della chemioterapia alla possibilit&agrave; di vivere senza terapia: la ricerca sta cambiando concretamente la prognosi delle malattie del sangue. Presentati oggi a Roma durante la Terza Riunione Nazionale GIMEMA, promossa dalla Fondazione GIMEMA &ndash; Franco Mandelli Onlus, gli aggiornamenti pi&ugrave; rilevanti della ricerca scientifica clinica e traslazionale sulle malattie del sangue condotta in Italia dai principali ematologi del Paese. L&rsquo;evento rappresenta il momento di incontro e confronto della rete cooperativa italiana dedicata all&rsquo;ematologia, composta da centri clinici, laboratori di ricerca e strutture specialistiche distribuite su tutto il territorio nazionale. &ldquo;L&rsquo;ematologia sta vivendo una trasformazione straordinaria grazie all&rsquo;integrazione tra ricerca biologica, medicina di precisione, immunoterapia e studi clinici collaborativi&rdquo;, sottolinea <strong>Marco Vignetti</strong>, presidente della Fondazione GIMEMA. &ldquo;L&rsquo;obiettivo oggi non &egrave; soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare concretamente la qualit&agrave; di vita dei pazienti, riducendo tossicit&agrave;, ospedalizzazioni e impatto sociale delle cure&rdquo;.<br />&nbsp;<br />In occasione della Riunione, ampio spazio &egrave; stato dedicato anche al mieloma multiplo e alla medicina di precisione. Tra i progetti strategici pi&ugrave; rilevanti &egrave; stato presentato MY-LabNet, la nuova rete nazionale di laboratori promossa da GIMEMA per standardizzare e rendere accessibile su tutto il territorio italiano la valutazione della malattia minima residua nel <strong>mieloma multiplo</strong>, oggi considerata uno dei biomarcatori pi&ugrave; importanti per guidare le decisioni terapeutiche personalizzate. Il progetto rappresenta un passaggio cruciale verso una medicina sempre pi&ugrave; integrata con la diagnostica avanzata: attraverso MY-LabNet, laboratori altamente specializzati potranno condividere metodologie, tecnologie e criteri di valutazione uniformi, garantendo ai pazienti un accesso pi&ugrave; equo alle analisi molecolari di ultima generazione e favorendo trattamenti sempre pi&ugrave; mirati e sostenibili.<br />&nbsp;<br />I gruppi di lavoro, Working Party, delle principali patologie ematologiche, hanno presentato studi conclusi, in corso e in fase di progettazione. Tra i risultati pi&ugrave; rilevanti presentati emerge lo studio multicentrico ENABLE che ha mostrato risultati rilevanti nei pazienti con <strong>neoplasie mieloproliferative</strong> in fase blastica, una delle forme pi&ugrave; aggressive di malattia. La combinazione di chemioterapia e venetoclax ha prodotto risposte clinicamente significative e durature anche in pazienti fragili, non candidabili a trattamenti intensivi. La sopravvivenza post&#8209;trapianto supera l&rsquo;80%.<br />&nbsp;<br />Importanti risultati sulle <strong>leucemie acute</strong>. Nella leucemia mieloide acuta ad alto rischio, lo studio AML1718 ha raggiunto tassi di remissione completa vicini all&rsquo;80%. Il protocollo, basato su venetoclax associato alla chemioterapia standard, ha permesso a oltre il 60% dei pazienti di accedere al trapianto allogenico. I risultati superano quelli delle strategie terapeutiche precedenti.<br />Presentato nel corso della Riunione, inoltre, uno dei pi&ugrave; ampi lavori italiani sulla profilassi antimicrobica nei pazienti con leucemia mieloide acuta e leucemia promielocitica, sviluppato da un gruppo multidisciplinare di esperti GIMEMA. Il documento aggiorna le raccomandazioni nazionali alla luce delle nuove terapie e dell&rsquo;aumento delle infezioni resistenti, introducendo indicazioni innovative su antifungini, antibiotici e vaccinazioni nei diversi <em>setting</em> terapeutici. Per la leucemia promielocitica acuta, GIMEMA ha confermato un risultato ormai consolidato: oggi i pazienti trattati con protocolli chemio-free basati su ATRA e triossido di arsenico possano raggiungere un&rsquo;aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale, confermando una delle pi&ugrave; importanti rivoluzioni terapeutiche dell&rsquo;ematologia moderna.<br />Lo studio randomizzato ALL2820 ha dimostrato, per la prima volta al mondo, la superiorit&agrave; di una strategia completamente chemio&#8209;free. Il trattamento combina ponatinib e blinatumomab ed &egrave; risultato pi&ugrave; efficace rispetto alla chemioterapia tradizionale associata a imatinib. I dati riguardano pazienti adulti con leucemia acuta linfoblastica Philadelphia positiva.<br />Accanto a questo risultato di portata internazionale, GIMEMA ha presentato anche il nuovo documento di <em>consensus</em> nazionale sull&rsquo;utilizzo di blinatumomab nella leucemia linfoblastica acuta Philadelphia negativa dell&rsquo;adulto, con l&rsquo;obiettivo di integrare in modo sempre pi&ugrave; efficace l&rsquo;immunoterapia nei percorsi terapeutici e ridurre l&rsquo;intensit&agrave; della chemioterapia soprattutto nei pazienti pi&ugrave; fragili.<br />&nbsp;<br />Ancora nella fase di arruolamento, il progetto europeo IMPACT-AML, collaborazione europea finanziata nell&rsquo;ambito del programma Horizon Europe. I pazienti inclusi sono soggetti recidivanti o refrattari, ovvero pazienti in cui la leucemia mieloide acuta &egrave; ricomparsa dopo una iniziale risposta alle cure oppure non ha risposto ai trattamenti standard, rappresentando una popolazione con bisogni clinici ancora insoddisfatti. Il progetto prevede la creazione di un registro europeo condiviso e la conduzione di uno studio clinico randomizzato per confrontare diverse strategie terapeutiche nella pratica clinica.<br />&nbsp;<br />Sul fronte della <strong>leucemia mieloide cronica</strong>, &egrave; stato presentato il primo studio randomizzato italiano (SUSTRENIM CML1415) che rappresenta una svolta culturale oltre che clinica: l&rsquo;obiettivo non &egrave; pi&ugrave; soltanto controllare la malattia, ma consentire a un numero crescente di pazienti di vivere senza terapia, riducendo effetti collaterali, tossicit&agrave; cumulative e impatto economico e sociale delle cure a lungo termine. Ha invece l&rsquo;obiettivo di valutare l&rsquo;efficacia di asciminib, un inibitore di tirosin-chinasi di nuova generazione, lo studio PEARL, condotto in Italia e in Spagna. I dati raccolti aiuteranno a capire come il farmaco pu&ograve; aumentare il tasso di remissioni molecolari e conseguentemente il numero di pazienti candidabili alla sospensione terapeutica.<br />&nbsp;<br />Nella leucemia linfatica cronica, &egrave; di importanza strategica lo studio osservazionale CLL 2121, che ha ormai raccolto i dati di oltre 10.000 pazienti trattati in pi&ugrave; di cento centri di ematologia italiani dal 2010. GIMEMA progetta, in questo modo, uno dei pi&ugrave; grandi database europei dedicati alla malattia consentendo di realizzare una fotografia di come questa patologia venga trattata in tutta Italia.<br />&nbsp;<br />Le iniziative del Working Party delle <strong>Immunoterapie</strong> riguardano principalmente le terapie cellulari attualmente pi&ugrave; innovative, ovvero le <strong>CAR-T</strong>. Gli studi attivati hanno come obiettivo l&rsquo;analisi dell&rsquo;efficacia e della sicurezza delle CAR-T commerciali nella leucemia acuta linfoblastica del bambino e dell&rsquo;adulto e nel mieloma multiplo. Con i nuovi protocolli osservazionali, uno dei quali sar&agrave; attivato prossimamente in cooperazione con AIEOP, si avr&agrave; modo di raccogliere preziosissimi dati della pratica medica ospedaliera su efficacia, sicurezza e durata delle risposte e di creare una delle pi&ugrave; grandi piattaforme italiane dedicate alle immunoterapie cellulari avanzate. &nbsp;E importanti novit&agrave; sono arrivate anche dal Working Party dedicato alle <strong>piastrinopenie</strong>. In particolare, sulla trombocitopenia immune dell&rsquo;adulto si sta lavorando alla realizzazione di uno dei pi&ugrave; importanti database europei dedicati a questa patologia, fondamentale per comprendere l&rsquo;evoluzione della malattia, monitorare efficacia e sicurezza delle nuove terapie e valutare gli effetti a lungo termine dei trattamenti nella pratica clinica reale. Ad oggi ha superato i 1.000 pazienti coinvolti, raggiungendo quota 1.189 casi raccolti in 37 centri italiani.<br />&nbsp;<br />Per quanto riguarda la <strong>qualit&agrave; di vita</strong> dei pazienti ematologici, il Working Party dedicato a questo tema ha presentato i risultati di uno dei primi studi al mondo sulla valutazione diretta, da parte dei pazienti, degli effetti collaterali precoci delle terapie CAR-T nei linfomi aggressivi. I risultati hanno evidenziato una significativa discrepanza tra i sintomi percepiti dai pazienti e quelli riportati dai clinici, confermando l&rsquo;importanza dell&rsquo;integrazione dei <em>patient-reported outcomes</em> nella pratica ematologica e nella gestione del percorso di cura. Per la rilevanza scientifica dei risultati ottenuti, lo studio &egrave; stato accettato per la pubblicazione su <em>The Lancet Haematology</em>.&nbsp;<br />Tra le altre iniziative nell&rsquo;ambito della qualit&agrave; di vita, segnalata anche la monografia speciale della rivista <em>JNCI, la prestigiosa rivista del National Cancer Institute (NCI) statunitense che sar&agrave;&nbsp; &nbsp;</em>dedicata ai <em>patient-reported outcomes</em> in ematologia<em>,</em> curata dal GIMEMA insieme al MOFFIT Cancer Center.<br />&nbsp;<br />I dati presentati confermano il ruolo della Fondazione GIMEMA come la principale infrastruttura italiana per la ricerca indipendente in ematologia, capace di mettere in rete ospedali, universit&agrave;, laboratori e gruppi di ricerca per trasferire rapidamente i risultati scientifici nella pratica clinica.<br />Con 17.000 pazienti coinvolti attualmente negli studi, la ricerca cooperativa italiana continua a contribuire in modo decisivo allo sviluppo di cure pi&ugrave; personalizzate, sostenibili e orientate ai bisogni reali delle persone affette da malattie del sangue.<br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Mieloma multiplo, il 27 maggio GIMEMA presenta la nuova rete nazionale di laboratori]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-il-27-maggio-gimema-presenta-la-nuova-rete-nazionale-di-laboratori]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-il-27-maggio-gimema-presenta-la-nuova-rete-nazionale-di-laboratori#comments]]></comments><pubDate>Sat, 23 May 2026 06:36:22 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><category><![CDATA[mieloma multiplo]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-il-27-maggio-gimema-presenta-la-nuova-rete-nazionale-di-laboratori</guid><description><![CDATA[Mieloma multiplo, il 27 maggio GIMEMA presenta la nuova rete nazionale di laboratori dedicati al controllo della malattia.LabNet MRD Mieloma Multiplo collegher&agrave; centri di cura e laboratori per garantire diagnosi avanzate e monitoraggio della malattia su tutto il territorio. In agenda anche le presentazioni dei principali progetti di ricerca GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell&rsquo;Adulto) su diagnosi precoce, follow up e terapie delle malattie del sangue.       Garantire e [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Mieloma multiplo, il 27 maggio GIMEMA presenta la nuova rete nazionale di laboratori dedicati al controllo della malattia.<br /></strong><em style="color:rgb(0, 0, 0)">LabNet MRD Mieloma Multiplo collegher&agrave; centri di cura e laboratori per garantire diagnosi avanzate e monitoraggio della malattia su tutto il territorio. In agenda anche le presentazioni dei principali progetti di ricerca GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell&rsquo;Adulto) su diagnosi precoce, follow up e terapie delle malattie del sangue.</em><br /></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/ail_orig.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><br /><br />Garantire esami diagnostici sofisticati in tutta Italia, ridurre i tempi di refertazione ed evitare ai pazienti spostamenti impropri, con effetti positivi di riduzione dei costi anche per il Servizio Sanitario Nazionale (SNN). Questi sono gli obiettivi e le prospettive di lungo periodo attese dal nuovo <strong>LabNet MRD Mieloma Multiplo (MM</strong>) che verr&agrave; presentato il prossimo 27 maggio a Roma&nbsp; durante la terza <strong>Riunione Nazionale GIMEMA</strong>, il Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell&rsquo;Adulto.<br />&nbsp;<br />Si tratta del quinto progetto della rete LabNet, il servizio gestito da Fondazione GIMEMA che collega, attraverso una piattaforma digitale, centri clinici e laboratori specialistici del SSN. Forte dell&rsquo;esperienza nella gestione di questa rete che &egrave; gi&agrave; operativa per altre patologie - la leucemia mieloide cronica e acuta, le sindromi mielodisplastiche e le neoplasie mieloproliferative croniche Philadelphia-negative - la Fondazione GIMEMA estende il servizio anche al mieloma multiplo con LabNet MRD Mieloma Multiplo (MM). Una esperienza lunga due decadi che ha prodotto benefici per i pazienti, i medici e il SSN e che celebrer&agrave; il ventennale di attivit&agrave; il 26 maggio, all&rsquo;Auditorium Cosimo Piccinno presso il Ministero della Salute, durante un evento organizzato da Fondazione GIMEMA e The European House Ambrosetti: 20 anni di LabNet: attivit&agrave;, risultati e prospettive di sviluppo.<br />&nbsp;<br />Nello specifico, LabNet MRD Mieloma Multiplo (MM) metter&agrave; in contatto i medici ematologi italiani con laboratori dove si esegue la diagnosi e la valutazione della <strong>malattia minima residua</strong> (MRD) tramite esami altamente sofisticati.<br />Ogni anno in Italia si ammalano di mieloma multiplo circa <strong>5.600 pazienti</strong> (dati AIRTUM), una malattia che oggi &egrave; curabile e potenzialmente guaribile in una parte rilevante dei casi. Il monitoraggio della MRD, il numero di cellule tumorali che rimangono nell'organismo durante o dopo la terapia oncologica, &egrave; oggi una priorit&agrave; strategica per migliorare la valutazione del paziente, ottimizzare la durata del trattamento, quando possibile sospenderlo, e identificare precocemente la ricomparsa della malattia anche in pazienti che non presentano sintomi.&nbsp;<br />Ma non tutti i centri ematologici italiani hanno la possibilit&agrave; di&#8239;effettuare le indagini di laboratorio necessarie a rilevare precocemente le cellule tumorali residue o quando sono presenti in numeri molto piccoli.&nbsp; LabNet MRD Mieloma Multiplo (MM) nasce cos&igrave; dalla volont&agrave; di superare questi ostacoli e migliorare la vita dei pazienti e le possibilit&agrave; di cura offerte dagli ematologi, cos&igrave; da consentire a tutti i pazienti di avere la migliore assistenza possibile.<br />&nbsp;<br />Il monitoraggio periodico delle malattie ematologiche tramite analisi, si traduce inoltre in un <strong>beneficio netto per il SSN</strong>: &egrave; stato calcolato che, solo nel triennio 2021-23, il monitoraggio effettuato sui pazienti con leucemia mieloide cronica ha prodotto <strong>un risparmio superiore a</strong> <strong>6,8</strong> <strong>milioni di euro, </strong>grazie alla sospensione delle terapie.<br /><br />Una ulteriore possibilit&agrave; offerta &egrave; quella di partecipare a progetti di ricerca correlati o a eventuali pubblicazioni scientifiche portate avanti o coordinate dal GIMEMA.&nbsp; Dagli anni Novanta, la Fondazione GIMEMA ha condotto oltre 120 studi clinici sulle malattie ematologiche. Dal 2022, ogni due anni, organizza la Riunione Nazionale, per l&rsquo;aggiornamento sulle attivit&agrave; di ricerca dei nove gruppi di lavoro, i <em>Working Parties</em>, dedicati a tematiche specifiche nel campo dell'ematologia.&nbsp; Il 27 maggio 2026, presso l&rsquo;Hotel nhow Roma in Corso d&rsquo;Italia, si terr&agrave; la terza edizione di questo importante appuntamento durante il quale i protagonisti della ricerca GIMEMA aggiorneranno medici e ricercatori ematologici provenienti da tutta Italia sulle attivit&agrave; di ricerca in corso, gli studi e i progetti portati avanti. Un momento per condividere e discutere i pi&ugrave; avanzati progetti di diagnosi precoce, di monitoraggio e di terapia delle neoplasie del sangue e nelle patologie ematologiche non tumorali.<br />&nbsp;<br />Trover&agrave; inoltre spazio la presentazione di un&rsquo;iniziativa europea ambiziosa sulla leucemia mieloide acuta recidivante/refrattaria (AML R/R), una forma in cui la malattia si ripresenta dopo un trattamento iniziale efficace (recidivante) o non risponde alle terapie standard (refrattaria). Ogni anno in Europa si contano oltre 20.000 persone affette da leucemia mieloide acuta recidiva/refrattaria ma non esiste uno standard di cura per questi pazienti.<br />Il progetto, tra i cui partner c&rsquo;&egrave; anche la Fondazione GIMEMA, ha al centro la piattaforma STREAM che raccoglie dati demografici, metodi diagnostici, dati genetici, manifestazioni cliniche, trattamenti e sopravvivenza, per migliorare le strategie di cura in un contesto reale e inclusivo.<br />&nbsp;<br />La Riunione Nazionale GIMEMA &egrave; realizzata grazie al supporto di AIL - Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, AIL Roma, AIL Bari e con il patrocinio di Societ&agrave; Italiana di Ematologia (SIE), Societ&agrave; Italiana di Ematologia Sperimentale (SIES), Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare (GITMO).&nbsp;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Oblio oncologico: FAVO accoglie con favore il DM Lavoro–Salute che tutela guariti e lungoviventi oncologici]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/oblio-oncologico-favo-accoglie-con-favore-il-dm-lavoro-salute-che-tutela-guariti-e-lungoviventi-oncologici]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/oblio-oncologico-favo-accoglie-con-favore-il-dm-lavoro-salute-che-tutela-guariti-e-lungoviventi-oncologici#comments]]></comments><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 13:27:10 GMT</pubDate><category><![CDATA[oncologia]]></category><category><![CDATA[sanit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/oblio-oncologico-favo-accoglie-con-favore-il-dm-lavoro-salute-che-tutela-guariti-e-lungoviventi-oncologici</guid><description><![CDATA[Oblio oncologico: FAVO accoglie con favore il DM Lavoro&ndash;Salute che tutela guariti e lungoviventi oncologici       &laquo;Accogliamo con grande soddisfazione l&rsquo;adozione del che d&agrave; attuazione all&rsquo;articolo 4 della Legge 193/2023 sull&rsquo;oblio oncologico. Si tratta di un passaggio atteso e fondamentale per garantire alle persone che hanno affrontato un tumore pari opportunit&agrave; nell&rsquo;accesso, nel rientro e nella permanenza nel mondo del lavoro.Apprezziamo in par [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Oblio oncologico: FAVO accoglie con favore il DM Lavoro&ndash;Salute che tutela guariti e lungoviventi oncologici</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/diritto-oblio_orig.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />&laquo;Accogliamo con grande soddisfazione l&rsquo;adozione del che d&agrave; attuazione all&rsquo;articolo 4 della Legge 193/2023 sull&rsquo;oblio oncologico. Si tratta di un passaggio atteso e fondamentale per garantire alle persone che hanno affrontato un tumore pari opportunit&agrave; nell&rsquo;accesso, nel rientro e nella permanenza nel mondo del lavoro.<br />Apprezziamo in particolare che il Ministero abbia recepito le osservazioni presentate da FAVO, <strong>confermando che la platea dei destinatari delle politiche di inclusione lavorativa comprende non solo i guariti dal cancro, ma anche coloro che, pur senza evidenza attuale di malattia, sono ancora sottoposti a trattamenti adiuvanti o a follow&#8209;up, condizione che non consente di ritenere malate le persone ma non permette ancora di essere dichiarati guariti. &Egrave; un chiarimento decisivo, da noi fortemente richiesto, che evita discriminazioni e tutela una fascia di lavoratrici e lavoratori oncologici che vivono una condizione di fragilit&agrave; spesso invisibile. Naturalmente, i malati di cancro continuano a beneficiare delle tutele giuslavoristiche gi&agrave; vigenti.</strong><br />Positivo anche il riferimento al Piano Oncologico Nazionale e al decreto legislativo 62/2024 sugli accomodamenti ragionevoli, che rafforza l&rsquo;impianto del provvedimento e lo colloca in una cornice moderna di tutela dei diritti e di inclusione lavorativa.<br /><strong>Con questo decreto, che segue di pochi giorni il provvedimento IVASS per il settore assicurativo, si compie quasi integralmente il percorso di attuazione della Legge 193/2023: manca ormai soltanto il provvedimento del CICR per il settore bancario. Il provvedimento IVASS e il DM Lavoro&ndash;Salute danno attuazione alla legge in due ambiti cruciali per il ritorno a una vita piena e dignitosa dei guariti dal cancro, proteggendoli da odiose e inaccettabili discriminazioni. Assicurazioni e lavoro sono stati i motori che hanno permesso di arrivare al riconoscimento effettivo del diritto all&rsquo;oblio oncologico.</strong><br />Resta ancora molto da fare per rendere effettivi gli accomodamenti ragionevoli, anche attraverso una maggiore diffusione delle modalit&agrave; flessibili di lavoro, ma questo decreto rappresenta un passo concreto nella direzione giusta. FAVO continuer&agrave; a collaborare con le istituzioni affinch&eacute; i diritti sanciti sulla carta diventino realt&agrave; nella vita quotidiana delle persone che hanno affrontato un tumore.&raquo;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Momelotinib migliora l’anemia nei pazienti con mielofibrosi]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/momelotinib-migliora-lanemia-nei-pazienti-con-mielofibrosi]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/momelotinib-migliora-lanemia-nei-pazienti-con-mielofibrosi#comments]]></comments><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 13:17:31 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/momelotinib-migliora-lanemia-nei-pazienti-con-mielofibrosi</guid><description><![CDATA[Niente pi&ugrave; trasfusioni e la vita torna a scorrereMomelotinib migliora l&rsquo;anemia nei pazienti con mielofibrosi&bull; La testimonianza di Barbara Bincoletto dimostra l&rsquo;efficacia di momelotinib nel controllare i principali segni e sintomi della malattia, restituendo una buona qualit&agrave; di vita ai pazienti.&bull; La mielofibrosi &egrave; un tumore del sangue che colpisce il midollo osseo. In Italia ogni anno si stimano circa 900 nuovi casi. L&rsquo;incidenza maggiore si regist [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Niente pi&ugrave; trasfusioni e la vita torna a scorrere</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Momelotinib migliora l&rsquo;anemia nei pazienti con mielofibrosi</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&bull; La testimonianza di Barbara Bincoletto dimostra l&rsquo;efficacia di momelotinib nel controllare i principali segni e sintomi della malattia, restituendo una buona qualit&agrave; di vita ai pazienti.</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&bull; La mielofibrosi &egrave; un tumore del sangue che colpisce il midollo osseo. In Italia ogni anno si stimano circa 900 nuovi casi. L&rsquo;incidenza maggiore si registra tra i 60 e i 70 anni.</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/tumori-mielofibrosi-con-momelotinib-pazienti-con-anemia-liberi-da-trasfusioni_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />&bull; L&rsquo;anemia &egrave; una delle manifestazioni pi&ugrave; gravi e colpisce il 40% dei pazienti fin dall&rsquo;esordio.<br />&bull; Gli ultimi dati rafforzano il ruolo del momelotinib come opzione terapeutica efficace per i pazienti con mielofibrosi e anemia associata, evidenziando l'importanza di intervenire precocemente proprio sull'anemia per massimizzare i benefici clinici.<br />&nbsp;A telecamera appena spenta, si &egrave; avvicinata e quasi con pudore ha sussurrato: &ldquo;mi son dimenticata di dire una cosa importante: riesco di nuovo a tenere in braccio mia nipote. Prima non ce la facevo&rdquo;. Prima &egrave; prima di momelotinib: prima cio&egrave; di iniziare la terapia che a Barbara Bincoletto, romana, da poco in pensione, &ldquo;ha cambiato la vita&rdquo;, sono parole sue.<br />In ogni storia c&rsquo;&egrave; un prima e un dopo. Uno spartiacque, bello o brutto che sia. Nel caso della signora Barbara, in cura al Gemelli dalla prof. Elena Rossi, il prima &egrave; una storia di malattia pesante: una mielofibrosi diagnosticata nel 2019, controllata all&rsquo;inizio, ma poi andata via via peggiorando nel corso del tempo. Fino al 2023, quando a scandire il suo tempo sono diventate le trasfusioni. Una ogni 15 giorni, per cercare di riportare i livelli di emoglobina almeno in doppia cifra e far fronte cos&igrave; ad un&rsquo;anemia che condizionava pesantemente la sua quotidianit&agrave;.<br />&ldquo;Non mi reggevo in piedi &ndash; racconta -. Non riuscivo nemmeno rifare il letto o cucinare, per dire. La notte avevo un continuo rimbombo in testa, come se il cuore mi battesse proprio l&igrave;: una sensazione bruttissima che mi impediva anche di riposare bene&rdquo;. Quindici giorni. Due settimane. Era questo il suo orizzonte di programmazione, anche se da programmare c&rsquo;era ben poco, visto che &ldquo;non ero pi&ugrave; in grado di uscire di casa&rdquo;. E adesso, nel dirlo, Barbara sorride.<br />Alla fine di ogni anno tutti noi stiliamo una lista di buoni propositi e ci auguriamo,&nbsp;lo speriamo perlomeno, in qualcosa di buono. &ldquo;Arrivati agli sgoccioli del 2023 &ndash; ero da poco stata inserita in un protocollo con un farmaco innovativo - mi son detta che sarebbe stato bello smetterla con le trasfusioni. Ecco, mi &egrave; capitato questo. Speriamo che duri&rdquo;. Questo, &egrave; momelotinib.<br />&ldquo;Il dato interessante &ndash; interviene la prof. Elena Rossi, Associato di Ematologia, Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore di Roma, responsabile del Day Hospital di Ematologia del Policlinico Gemelli, che segue la paziente dall&rsquo;inizio &ndash; &egrave; che l&rsquo;esperienza di Barbara &egrave; oggi anche quella di Mario, Andrea, Giuseppina e metteteci voi i nomi che volete. Quello che abbiamo raggiunto &egrave; una tappa importante. Circa il 40% dei pazienti con mielofibrosi presenta infatti un'anemia da moderata a grave gi&agrave; al momento della diagnosi, ma quasi tutti la svilupperanno nel corso della malattia. Questa condizione richiede cure di supporto aggiuntive, tra cui appunto le trasfusioni. Con momelotinib &ndash; prosegue Rossi - siamo riusciti a migliorare i livelli di emoglobina, restituendo loro l&rsquo;indipendenza, la quotidianit&agrave;. Ma, come dicevo prima, &egrave; una tappa vincente che accogliamo con piacere, consapevoli che la mielofibrosi rimane una malattia grave e che c&rsquo;&egrave; bisogno di proseguire nella ricerca, con soluzioni innovative, che coinvolgono lo stesso momelotinib&rdquo;.<br />La mielofibrosi &egrave; un tumore del sangue che colpisce il midollo osseo. Tra le neoplasie mieloproliferative philadelfia negative, &egrave; considerata quella pi&ugrave; aggressiva. In Italia ogni anno si stimano circa 900 nuovi casi e l&rsquo;incidenza maggiore si registra tra i 60 e i 70 anni, et&agrave; in cui la maggior parte delle persone &egrave; ancora professionalmente attiva.<br />&ldquo;Parliamo di una patologia &ndash; spiega il prof. Francesco Passamonti, direttore di Struttura Complessa Ematologia del Policlinico di Milano e Ordinario di Ematologia, Universit&agrave; degli Studi di Milano &ndash; che pu&ograve; peggiorare pi&ugrave; o meno lentamente nell&rsquo;arco di diversi anni con modalit&agrave; variabili a seconda del paziente. In genere la fase iniziale consiste in un danno alla struttura del midollo osseo. &Egrave; detta fase precoce, o pre-fibrotica, poich&eacute; non &egrave; ancora presente la fibrosi del midollo osseo. Nella fase avanzata, invece, aumenta la fibrosi midollare con le cellule staminali che migrano dal midollo al sangue periferico e si annidano nella milza, fegato e altri organi. Solitamente, quando la malattia si manifesta, sono gi&agrave; presenti le alterazioni cliniche tipiche quali l&rsquo;anemia, l&rsquo;ingrossamento della milza e i sintomi sistemici (febbre, sudorazione notturna, calo ponderale). In alcuni casi (circa 10 su 100) la mielofibrosi pu&ograve; evolvere in una patologia pi&ugrave; severa: la leucemia mieloide acuta&rdquo;.<br />Sono ormai tanti i pazienti italiani in cura con momelotinib, inibitore orale di JAK1/JAK2 e del recettore dell'activina A di tipo 1 (ACVR1), primo medicinale autorizzato per il trattamento della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con anemia da moderata a severa che sono affetti da mielofibrosi.<br />&ldquo;L&rsquo;unica terapia ad oggi potenzialmente in grado di guarire &ndash; aggiunge il prof. Passamonti - &egrave; il trapianto di midollo osseo, ma &egrave; riservato a una piccola percentuale di pazienti, in genere sotto i 70 anni, a causa della complessit&agrave; e dei rischi ad esso associati. La terapia cardine della mielofibrosi &egrave; rappresentata dai JAK inibitori. Rispetto agli altri JAK inibitori gi&agrave; utilizzati, momelotinib, somministrato oralmente una vol ta al giorno ha dimostrato di avere un impatto favorevole sull&rsquo;anemia oltre che su splenomegalia e sintomi. Momelotinib riduce in modo significativo il carico trasfusionale, risolvendo un grande problema clinico&rdquo;.<br />&ldquo;I nuovi dati presentati all&rsquo;ultimo congresso europeo di ematologia a Milano &ndash; dice ancora la prof. Rossi - hanno evidenziato l'importanza di intervenire precocemente sull'anemia per massimizzare i benefici clinici. In particolare, il raggiungimento di livelli di emoglobina superiori a 10 g/dL &egrave; stato associato a una maggiore sopravvivenza globale. Gli studi confermano inoltre un beneficio sulla prognosi del paziente, per quelli che raggiungono un&rsquo;indipendenza dalle trasfusioni associata o meno al controllo della splenomegalia.<br />&ldquo;La storia di Barbara &ndash; afferma Elisabetta Campagnoli, direttore medico oncoematologia di GSK - rappresenta ci&ograve; per cui lavoriamo ogni giorno: riportare autonomia, dignit&agrave; e qualit&agrave; di vita alle persone colpite da malattie ematologiche complesse. In GSK il nostro impegno non &egrave; solo sviluppare farmaci efficaci, ma farlo con un approccio centrato sul paziente, che tenga insieme evidenza scientifica, sicurezza e impatto concreto sulla vita quotidiana. Momelotinib &egrave; un esempio tangibile di questo approccio. Per questo &ndash; conclude Campagnoli - continueremo a investire nella ricerca e nelle collaborazioni con centri clinici e investigatori italiani per approfondire i benefici per i pazienti, ottimizzare i percorsi terapeutici e garantire accesso alle soluzioni pi&ugrave; innovative. La nostra priorit&agrave; rimane la persona: ogni miglioramento nei parametri clinici deve tradursi in un miglioramento della vita di chi convive con la malattia&rdquo;.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[LINFOMI: AIFA APPROVA LA RIMBORSABILITÀ DI LISO-CEL]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/linfomi-aifa-approva-la-rimborsabilita-di-liso-cel]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/linfomi-aifa-approva-la-rimborsabilita-di-liso-cel#comments]]></comments><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 13:07:36 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/linfomi-aifa-approva-la-rimborsabilita-di-liso-cel</guid><description><![CDATA[LINFOMI: AIFA APPROVA LA RIMBORSABILIT&Agrave; DI LISO-CEL -&nbsp;IL 63% DEI PAZIENTI &Egrave; VIVO A 3 ANNIL&rsquo;agenzia regolatoria d&agrave; l&rsquo;ok alla rimborsabilit&agrave; della terapia CAR-T nei pazienti refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea o recidivati entro 12 mesi dal completamento della chemio-immunoterapia di prima linea       Nello studio TRANSFORM liso-cel ha dimostrato di essere un trattamento efficace, di breve durata perch&eacute; basta una singola infusione [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">LINFOMI: AIFA APPROVA LA RIMBORSABILIT&Agrave; DI LISO-CEL -&nbsp;</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">IL 63% DEI PAZIENTI &Egrave; VIVO A 3 ANNI</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">L&rsquo;agenzia regolatoria d&agrave; l&rsquo;ok alla rimborsabilit&agrave; della terapia CAR-T nei pazienti refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea o recidivati entro 12 mesi dal completamento della chemio-immunoterapia di prima linea</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:405px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/aifa-estende-rimborsabilita-car-t-liso-cel-nei-linfomi-63-pazienti-vivo-a-3-anni.jpg?1769692489" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><strong><em>Nello studio TRANSFORM liso-cel ha dimostrato di essere un trattamento efficace, di breve durata perch&eacute; basta una singola infusione, in grado di garantire una buona qualit&agrave; di vita e un miglioramento delle possibilit&agrave; di guarigione. &Egrave; un passo avanti importante del modo di trattare i linfomi a grandi cellule B. Il tasso di risposta completa ha raggiunto il 74% rispetto al 43% con la terapia standard<br /></em></strong><br />&nbsp;<br />&nbsp;Aumentano le possibilit&agrave; di guarigione per i pazienti colpiti da linfomi. L&rsquo;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilit&agrave; della terapia cellulare con CAR-T, lisocabtagene maraleucel (liso-cel), per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), linfoma a cellule B ad alto grado (HGBCL), linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) e linfoma follicolare di grado 3B (FL3B), che sono refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea o recidivati entro 12 mesi dal completamento della chemio-immunoterapia di prima linea. Nello studio TRANSFORM, che ha coinvolto 184 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B, la sopravvivenza mediana libera da eventi, a un follow-up mediano di 33,9 mesi, ha raggiunto 29,5 mesi con liso-cel rispetto a 2,4 mesi con lo standard di cura, costituito da chemioterapia seguita dal trapianto autologo. La risposta completa ha raggiunto il 74% rispetto al 43%.&nbsp; A tre anni, la sopravvivenza libera da eventi &egrave; stata pari al 46% rispetto al 19%, la sopravvivenza libera da progressione al 51% rispetto al 26,5% e la sopravvivenza globale al 63% rispetto al 52%. I progressi nella cura dei linfomi sono approfonditi oggi a Milano nella conferenza stampa promossa da Bristol Myers Squibb.<br />In Italia, ogni anno, si stimano circa 15.500 nuovi casi di linfomi (13.300 linfomi non Hodgkin e 2.200 linfomi di Hodgkin). &ldquo;I linfomi non Hodgkin sono i pi&ugrave; frequenti &ndash; spiega <strong>Paolo Corradini</strong>, Professore di Ematologia all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Milano e Direttore della Divisione di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie del sistema immunitario, che originano dai linfociti di tipo B, T o NK e che possono avere un comportamento indolente o aggressivo. Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l&rsquo;esposizione a radiazioni ionizzanti o a sostanze chimiche come i pesticidi e quando il sistema immunitario &egrave; compromesso&rdquo;.<br />&ldquo;I linfomi &ndash; continua il Prof. Corradini - sono patologie curabili e in molti casi guaribili, grazie alla disponibilit&agrave; di numerose terapie che, negli ultimi anni, hanno cambiato lo scenario del trattamento. Circa il 70% dei pazienti con linfomi aggressivi pu&ograve; guarire e le persone con linfomi indolenti possono ottenere una sopravvivenza libera da malattia molto lunga, fino a 15 anni. Le CAR-T sono &lsquo;chemio-free&rsquo;, cio&egrave; non prevedono l&rsquo;utilizzo in associazione alla chemioterapia, con importanti vantaggi per i pazienti. Inoltre, nei pazienti refrattari alla chemioterapia, le CAR-T possono determinare guarigione quando le cure tradizionali, come la chemioterapia, il trapianto o la radioterapia, non offrono vantaggi&rdquo;.<br />Liso-cel &egrave; gi&agrave; disponibile in Italia da giugno 2024 per i pazienti in recidiva o refrattari al trattamento dopo due o pi&ugrave; linee di terapia sistemica. &ldquo;L&rsquo;estensione della rimborsabilit&agrave; di liso-cel da parte di AIFA riguarda i pazienti che presentano recidiva dopo la prima linea. In questo modo, viene anticipato il trattamento con la terapia cellulare &ndash; afferma il Prof. Corradini -. Nello studio TRANSFORM, dopo un follow-up mediano di quasi 34 mesi, i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B trattati con liso-cel continuano a mostrare un miglioramento della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza libera da progressione. Non solo. Migliora il tasso di risposta obiettiva, che ha raggiunto l&rsquo;87% rispetto al 49% con la terapia standard. Il tasso di risposta completa, che in una malattia aggressiva come il linfoma a grandi cellule B &egrave; il prerequisito per guarire, &egrave; stato pari al 74% rispetto al 43%. Questo aumento della risposta completa nel braccio sperimentale con liso-cel si traduce in un miglioramento della sopravvivenza&rdquo;.<br />I linfomi a grandi cellule B rappresentano un terzo dei casi di linfoma non Hodgkin. L&rsquo;approvazione della rimborsabilit&agrave; di liso-cel da parte di AIFA riguarda anche pazienti, refrattari o recidivati alla terapia di prima linea, colpiti da linfoma a cellule B ad alto grado, una forma di linfoma non-Hodgkin (NHL) aggressiva e a rapida crescita, da linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, un raro sottotipo di NHL che si presenta sempre pi&ugrave; spesso negli adolescenti e nei giovani adulti, e da linfoma follicolare di grado 3B, un&rsquo;altra forma aggressiva di NHL.<br />&ldquo;La terapia CAR-T consiste in una modifica genetica dei linfociti T del paziente, che vengono indotti ad eliminare le cellule neoplastiche una volta reinfusi &ndash; sottolinea il Prof. Corradini -. Nello studio TRANSFORM, liso-cel ha dimostrato di essere un trattamento efficace, di breve durata perch&eacute; basta una singola infusione, in grado di garantire una buona qualit&agrave; di vita e un miglioramento delle possibilit&agrave; di cura. Siamo di fronte a un passo avanti importante del modo di trattare i linfomi a grandi cellule B, quando sono refrattari all&rsquo;esordio o ricadono precocemente&rdquo;.<br />&ldquo;I rilevanti progressi compiuti negli ultimi anni nella cura delle neoplasie del sangue, come l&rsquo;impiego delle terapie CAR-T, hanno profondamente cambiato il percorso terapeutico di molti pazienti, aprendo nuove prospettive anche per chi fino a poco tempo fa aveva opzioni limitate &ndash; afferma <strong>Giuseppe Toro</strong>, Presidente Nazionale AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) -. In questo scenario in rapida evoluzione, &egrave; fondamentale che i pazienti non si sentano soli e possano contare su una presa in carico che vada oltre l&rsquo;aspetto strettamente clinico. I bisogni dei pazienti con linfoma sono complessi e riguardano anche il supporto psicologico, l&rsquo;accesso a informazioni mediche corrette e certificate, l&rsquo;orientamento nei percorsi di cura e l&rsquo;assistenza costante durante tutte le fasi della malattia. AIL &egrave; da sempre impegnata a rispondere a queste esigenze, sensibilizzando e informando cittadini, pazienti e caregiver e offrendo un supporto concreto attraverso la rete dei volontari, pi&ugrave; di 17.000 in tutta Italia, e delle Case alloggio AIL, che permettono ai malati e alle loro famiglie di affrontare le cure con maggiore serenit&agrave;, vicino ai Centri Ematologici. Accompagnare i pazienti prima, durante e dopo le terapie significa contribuire in modo significativo al miglioramento della loro qualit&agrave; di vita&rdquo;.<br />I dati relativi all&rsquo;efficacia di liso-cel in seconda linea, emersi dallo studio registrativo TRANSFORM, sono stati confermati anche da evidenze di &lsquo;real life&rsquo;, cio&egrave; dalla pratica clinica quotidiana. &ldquo;Uno studio ha paragonato liso-cel con altre CAR-T disponibili &ndash; continua il Prof. Corradini -. Liso-cel ha dimostrato un&rsquo;efficacia paragonabile alle altre terapie cellulari, ma il profilo di tollerabilit&agrave; &egrave; stato migliore. Questo pu&ograve; tradursi in una riduzione delle ospedalizzazioni e dei posti letto occupati, con ricadute positive sulla sostenibilit&agrave; del Servizio Sanitario Nazionale&rdquo;.<br />&ldquo;Siamo orgogliosi dell&rsquo;importante traguardo raggiunto con l&rsquo;estensione della rimborsabilit&agrave; di liso-cel, che consentir&agrave; ai pazienti di accedere a questa terapia CAR-T anche nelle linee pi&ugrave; precoci - conclude<strong> Alessandro Bigagli</strong>, Senior Medical Head, Bristol Myers Squibb, Italia -. AIFA ha, inoltre, riconosciuto a liso-cel lo status di farmaco innovativo, attribuito sulla base di tre criteri fondamentali: bisogno terapeutico, vantaggio clinico aggiunto e solidit&agrave; delle evidenze. Questo riconoscimento garantisce l&rsquo;accesso immediato alla rimborsabilit&agrave; e l&rsquo;inserimento automatico nei prontuari terapeutici regionali. Siamo stati pionieri nelle terapie cellulari e continuiamo a trasformare lo scenario terapeutico in ematologia, sviluppando soluzioni che rappresentano un vero cambio di paradigma. Oggi siamo impegnati, infatti, nello sviluppo della seconda generazione di CAR-T autologhe, prodotte direttamente nel paziente senza necessit&agrave; di estrazione e ingegnerizzazione in laboratorio, e sono in corso studi anche sulle CAR-T allogeniche, ottenute da donatori sani o da cellule staminali pluripotenti. Queste innovazioni ci consentiranno di accelerare i tempi di produzione, migliorare efficacia e tollerabilit&agrave; delle cure, offrendo nuove opportunit&agrave; a un numero sempre maggiore di pazienti&rdquo;.&nbsp;<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Policlinico Gemelli diventa protagonista della biopsia liquida grazie a un accordo con Guardant Health]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/il-policlinico-gemelli-diventa-protagonista-della-biopsia-liquida-grazie-a-un-accordo-con-guardant-health]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/il-policlinico-gemelli-diventa-protagonista-della-biopsia-liquida-grazie-a-un-accordo-con-guardant-health#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:49:18 GMT</pubDate><category><![CDATA[diagnostica]]></category><category><![CDATA[oncologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/il-policlinico-gemelli-diventa-protagonista-della-biopsia-liquida-grazie-a-un-accordo-con-guardant-health</guid><description><![CDATA[Il Policlinico Gemelli diventa protagonista della biopsia liquida grazie a un accordo con Guardant HealthLa Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha inaugurato la piattaforma di biopsia liquida in house basata sulla tecnologia Guardant360&reg;, sviluppata in partnership con l&rsquo;americana Guardant Health. Un&rsquo;infrastruttura di altissima specializzazione che colloca il Gemelli tra i primissimi centri ospedalieri in Europa a integrare questa tecnologia nei percorsi di [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Il Policlinico Gemelli diventa protagonista della biopsia liquida grazie a un accordo con Guardant Health</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha inaugurato la piattaforma di biopsia liquida in house basata sulla tecnologia Guardant360&reg;, sviluppata in partnership con l&rsquo;americana Guardant Health. Un&rsquo;infrastruttura di altissima specializzazione che colloca il Gemelli tra i primissimi centri ospedalieri in Europa a integrare questa tecnologia nei percorsi diagnostico-terapeutici, come gi&agrave; formalizzato nell&rsquo;accordo siglato congiuntamente dal Gemelli e da Guardant Health un anno fa, e che segna un passaggio strategico nel campo dell&rsquo;oncologia di precisione.</em></strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-medium " style="padding-top:5px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:10px;text-align:left"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/laboratorio-biopsia-liquida-1a_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/laboratorio-biopsia-liquida-gemelli-1c_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/laboratorio-biopsia-liquida-1b_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><br />&nbsp;Da qualche giorno i pazienti della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS possono accedere a un test innovativo di biopsia liquida direttamente in ospedale, senza necessit&agrave; di inviare i campioni presso hub europei o oltre-oceano, riducendo in modo significativo i tempi di refertazione e quindi l&rsquo;attesa di risultati cruciali ai fini delle decisioni terapeutiche. Nel corso del 2026 la piattaforma sar&agrave; accessibile anche ad altri ospedali, IRCCS e reti territoriali, attraverso un programma di service dedicato. Il Gemelli potr&agrave; quindi servire il Paese supportando i percorsi oncologici, integrando diagnosi molecolari basate su questa tecnologia con procedure standardizzate, valutazioni clinico-scientifiche e un modello organizzativo di riferimento nazionale.<br />&nbsp;<br />&ldquo;&Egrave; un traguardo molto importante per noi - sottolinea il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS <strong>Daniele Piacentini </strong>- reso possibile grazie a una combinazione virtuosa di investimenti strategici, partnership industriali e donazioni filantropiche, come quelle raccolte nell&rsquo;ultima <em>Charity Dinner</em> del Gemelli. Tutto ci&ograve; ci ha consentito l&rsquo;acquisizione di nuove tecnologie e la formazione del personale a queste nuove <em>expertise</em>. Siamo davvero grati a tutti coloro che hanno scelto di sostenere un progetto ad alto impatto sociale, scientifico e clinico come FPG 360&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&ldquo;Questa collaborazione tra sanit&agrave; pubblica e innovazione privata consente un accesso pi&ugrave; ampio al <strong>profiling del cancro tramite analisi del sangue</strong> e alle <strong>informazioni genomiche</strong> - dichiara <strong>Helmy Eltoukhy</strong>, presidente e co-CEO di Guardant Health -. Portare la nostra tecnologia di <strong>biopsia liquida</strong> in uno dei principali centri oncologici europei rappresenta un ulteriore passo nella nostra missione di aiutare i clinici di tutto il mondo a creare piani di trattamento pi&ugrave; personalizzati e migliorare gli esiti terapeutici.&raquo;&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&ldquo;Il Technology Transfer - spiega il professor <strong>Antonio Gasbarrini</strong>, Direttore Scientifico dell'IRCCS Gemelli e&nbsp;Ordinario di Medicina Interna dell'Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore - consiste nell&rsquo;acquisizione della capacit&agrave; di svolgere procedure, normalmente effettuate in ambito industriale. In questo caso, il nostro laboratorio di genomica, diretto dal dottor <strong>Angelo Minucci</strong>, ha dovuto apprendere tutti i passaggi per realizzare un test di biopsia liquida di nuova generazione (ovvero l&rsquo;analisi del DNA tumorale circolante o ctDNA) esattamente come lo farebbe il laboratorio centrale industriale di Palo Alto di Guardant Health, l&rsquo;azienda con la quale un anno fa abbiamo siglato un accordo. Questo significa che da adesso possiamo effettuare in house questi esami, senza doverli inviare a un laboratorio centrale all&rsquo;estero, con un notevole risparmio di tempo. Fino alla fine dell&rsquo;anno il nostro laboratorio processer&agrave; solo gli esami interni, mentre nel corso del 2026 ci apriremo anche a richieste provenienti da altri ospedali. Con la prospettiva ulteriore di diventare nell&rsquo;arco dei prossimi anni un hub per tutto il Centro-Sud Europa, insieme a un laboratorio analogo al nostro, situato presso l&rsquo;Ospedale Val d&rsquo;Hebron/VHIO di Barcellona e al Royal Marsden Hospital di Londra, gli unici centri che hanno completato questo processo di acquisizione del Technology Transfer nella regione europea&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&ldquo;Quello di Guardant Health &egrave; uno dei test di biopsia liquida pi&ugrave; precisi sul mercato e questo evita ad esempio il &lsquo;doppio test&rsquo;, cio&egrave; di doverlo ripetere per confermare i risultati &ndash; spiega il professor <strong>Giampaolo Tortora</strong>, Ordinario di Oncologia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center del Gemelli -. Farlo &lsquo;in casa&rsquo; inoltre ci consente di accorciare i tempi diagnostici. Un dato non trascurabile perch&eacute; quell&rsquo;attesa ha un costo enorme, in termini di ansia del paziente, di opportunit&agrave; terapeutiche e di progressione della malattia. Siamo infine orgogliosi del fatto che la Guardant abbia scelto il Gemelli per questo Technology Transfer, essendo noi uno dei centri oncologici pi&ugrave; grandi d&rsquo;Europa (seguiamo quasi 65.000 pazienti oncologici l&rsquo;anno) e questo costituisce un vantaggio per le possibilit&agrave; di espansione del test&rdquo;.&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>Cosa si pu&ograve; fare oggi con la biopsia liquida FPG360 in uso al Gemelli.</strong> &ldquo;Questo test - spiega la dottoressa <strong>Camilla Nero</strong>, Ricercatrice in Ginecologia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della UOS Open Innovation presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS - &egrave;, per il momento, destinato allo studio della malattia oncologica solida avanzata o metastatica. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, attualmente, ne rimborsa tre indicazioni: la prima riguarda la mancanza di tessuto tumorale adeguato a effettuare l&rsquo;analisi genomica; in assenza di tessuto sul quale eseguire l&rsquo;analisi molecolare, che rimane il <em>golden standard</em>, la biopsia liquida pu&ograve; essere utilizzata in alternativa. La seconda indicazione &egrave; l&rsquo;individuazione della mutazione ERS1 in caso di progressione del tumore della mammella in corso di terapia ormonale; la terza &egrave; lo studio delle mutazioni EGFR nel tumore del polmone. In questa fase, la biopsia liquida, limitatamente a queste tre indicazioni, viene eseguita per valutare la possibilit&agrave; di prescrivere terapie oncologiche target&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&ldquo;Al Gemelli - ricorda il professor <strong>Andrea Urbani</strong>, Ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore e Direttore UOC Chimica, Biochimica e Biologia Molecolare Clinica del Gemelli - l&rsquo;attivit&agrave; scientifica nelle scienze &lsquo;omiche&rsquo; (dalla genomica alla proteomica) alimenta percorsi di innovazione clinica e costruisce infrastrutture che abilitano tecnologie emergenti in oncologia. Nel corso del XIX Congresso Internazionale della Societ&agrave; Italiana di Proteomica (ItPA), che abbiamo di recente ospitato presso il nostro Auditorium, abbiamo affidato la lettura di apertura alla professoressa <strong>Catherine Alix-Panabi&egrave;res</strong>, tra le pi&ugrave; grandi esperte di biopsia liquida nel mondo e co-autrice del termine stesso (comparso per la prima volta in una review del 2010 pubblicata su <em>Trends in Molecular Medicine</em>) insieme a Klaus Pantel. La sua presenza sottolinea la continuit&agrave; tra la visione pionieristica del concetto di &lsquo;liquid biopsy&rsquo; e la sua maturit&agrave; clinica: oggi, l&rsquo;evoluzione di questi studi pionieristici entra concretamente nel percorso assistenziale del Gemelli, diventando un pilastro della diagnostica molecolare per i pazienti oncologici italiani. Portare innovazione diagnostica rappresenta inoltre un importante tassello nella formazione dei nostri studenti che presso il campus di Roma dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica vengono continuamente esposti all&rsquo;evoluzione del settore biomedico&rdquo;.<br />&nbsp;</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Malattia di Parkinson: JNK3 nuovo biomarcatore plasmatico per identificare il danno neuronale]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/malattia-di-parkinson-jnk3-nuovo-biomarcatore-plasmatico-per-identificare-il-danno-neuronale]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/malattia-di-parkinson-jnk3-nuovo-biomarcatore-plasmatico-per-identificare-il-danno-neuronale#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:38:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[neurologia]]></category><category><![CDATA[neuroscienze]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/malattia-di-parkinson-jnk3-nuovo-biomarcatore-plasmatico-per-identificare-il-danno-neuronale</guid><description><![CDATA[LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO -&nbsp;&nbsp;Malattia di Parkinson: JNK3 nuovo biomarcatore plasmatico per identificare il danno neuronalePubblicato sulla rivista del gruppo Nature- PNJ&nbsp;Parkinson&rsquo;s Disease&nbsp;lo studio che per la prima volta rileva nel plasma l&rsquo;enzima JNK3 come indicatore di danno neuronale, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l&rsquo;evoluzione della malattia e aprire nuove strade terapeutiche. La ricerca &egrave; stata coordinata dall [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO -&nbsp;&nbsp;<strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Malattia di Parkinson: JNK3 nuovo biomarcatore plasmatico per identificare il danno neuronale</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Pubblicato sulla rivista del gruppo Nature- PNJ&nbsp;</span><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Parkinson&rsquo;s Dis</span><span style="color:rgb(0, 0, 0)">ease</span><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;lo studio che per la prima volta rileva nel plasma l&rsquo;enzima JNK3 come indicatore di danno neuronale, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l&rsquo;evoluzione della malattia e aprire nuove strade terapeutiche. La ricerca &egrave; stata coordinata dall&rsquo;Universit&agrave; Statale di Milano e dall&rsquo;Istituto Mario Negri.</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/tiziana-borsello-intervista-social_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><br />Finora conosciuto solo come target molecolare nei processi degenerativi, l&rsquo;enzima JNK3 &egrave; stato ora identificato anche nel plasma come indicatore del danno neuronale, aprendo cos&igrave; la strada a nuove applicazioni diagnostiche e cliniche.&nbsp;La ricerca, pubblicata su Nature Parkinson&rsquo;s Disease, &egrave; coordinata dalla Prof.ssa Tiziana Borsello, docente <strong>dell&rsquo;Universit&agrave;</strong> <strong>Statale di Milano, </strong>responsabile del laboratorio Morte neuronale e neuroprotezione all&rsquo;Istituto di Ricerche Farmacologiche <strong>Mario Negri IRCCS</strong> e fondatrice della spin-off dell&rsquo;Universit&agrave; di Milano PepTiDa, ed &egrave; frutto di una collaborazione interdisciplinare con il Prof. Domenico Raimondo della<strong> Sapienza Universit&agrave; di Roma</strong>, la Prof.ssa Mariaelena Repici dell&rsquo;Universit&agrave; di Aston UK, il Dr. Nunzio Perta dell&rsquo;Universit&agrave; Politecnica delle Marche e del Mario Negri IRCCS e la Prof.ssa Giorgia Melli, dell&rsquo;Universit&agrave; della Svizzera Italiana.<br /><em>&ldquo;Questi risultati rappresentano una svolta nella comprensione del Parkinson e delle malattie neurodegenerative. JNK3, conosciuta finora come un target molecolare cruciale nei processi degenerativi, emerge oggi come un nuovo biomarcatore, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l&rsquo;evoluzione della malattia e potenzialmente aprire nuove strade terapeutiche&rdquo;, </em><strong>spiega Tiziana Borsello </strong>- Professoressa del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari Rodolfo Paoletti della Statale e responsabile del laboratorio morte neuronale e neuroprotezione all&rsquo;Istituto Mario Negri -, il cui gruppo di ricerca &egrave; stato tra i primi a ipotizzare che JNK3 potesse rappresentare non solo un bersaglio terapeutico, ma anche un segnale tangibile della disfunzione neuronale.<br />Questa intuizione ha preso forma concreta grazie alla collaborazione con il gruppo della professoressa Melli<em>,</em> che ha fornito una coorte di pazienti attentamente selezionata per testare l&rsquo;ipotesi in ambito clinico, riuscendo a <strong>traslare per la prima volta la biologia di JNK3 dalla ricerca di laboratorio alla ricerca clinica</strong>, e costruendo quindi una relazione tra sperimentazione scientifica e applicazioni mediche concrete.&nbsp;<br />Il lavoro sinergico dell&rsquo;intero team ha consentito di contribuire ad una visione pi&ugrave; completa dei meccanismi patologici coinvolti nelle malattie neurologiche degenerative: JNK3 emerge infatti come <strong>un nuovo biomarcatore ematico associato alla neurodegenerazione, </strong>mostra alta specificit&agrave; nel distinguere pazienti con Parkinson da soggetti sani, &egrave; <strong>rilevabile tramite un semplice prelievo di sangue</strong> ed &egrave; quindi potenzialmente utile per la <strong>diagnosi precoce,</strong> la stratificazione dei pazienti e la selezione dei pazienti per trial clinici.<br /><em>&ldquo;Questa scoperta si inserisce in una visione pi&ugrave; ampia: comprendere come vie di risposta allo stress, disfunzione e vulnerabilit&agrave; neuronale si intreccino nelle diverse malattie del cervello siano esse croniche come il Parkinson e l&rsquo;Alzheimer, che acute come l&rsquo;ischemia cerebrale</em>&rdquo; <strong>aggiunge il professor Domenico Raimondo </strong>della Sapienza.<br /><em>&ldquo;Biomarcatori come JNK3, insieme a strategie terapeutiche innovative, permetteranno di accelerare la traduzione clinica e di aprire la strada a una medicina realmente personalizzata per i pazienti affetti da malattie del cervello,</em> <em>per accelerare la translazione di terapie innovative abbiamo fondato PepTiDa, start-up innovativa e spin-off dell&rsquo;Universit&agrave; di Milano&rdquo;</em> conclude <strong>Tiziana Borsello.</strong><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Disturbo cognitivo lieve: individuati possibili fattori di “resilienza” cerebrale]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/disturbo-cognitivo-lieve-individuati-possibili-fattori-di-resilienza-cerebrale]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/disturbo-cognitivo-lieve-individuati-possibili-fattori-di-resilienza-cerebrale#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:24:20 GMT</pubDate><category><![CDATA[neurologia]]></category><category><![CDATA[neuroscienze]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/disturbo-cognitivo-lieve-individuati-possibili-fattori-di-resilienza-cerebrale</guid><description><![CDATA[LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO - Disturbo cognitivo lieve: individuati possibili fattori di &ldquo;resilienza&rdquo; cerebraleRossini, IRCCS San Raffaele Roma: &ldquo;Analizzati 351 soggetti seguiti per tre anni&rdquo;Lo studio apre nuove prospettive nella stratificazione del rischio e nella prevenzione e terapia delle malattie neurodegenerative       Non tutti i pazienti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI, una condizione intermedia tra il normale invecchiament [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO - Disturbo cognitivo lieve: individuati possibili fattori di &ldquo;resilienza&rdquo; cerebrale</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Rossini, IRCCS San Raffaele Roma: &ldquo;Analizzati 351 soggetti seguiti per tre anni&rdquo;</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Lo studio apre nuove prospettive nella stratificazione del rischio e nella prevenzione e terapia delle malattie neurodegenerative</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/prof-paolo-maria-rossini-direttore-del-dipartimento-di-neuroscienze-e_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />Non tutti i pazienti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI, una condizione intermedia tra il normale invecchiamento cerebrale e la demenza) sviluppano una demenza: alcuni, pur presentando numerosi fattori di rischio biologico e alterazioni di specifici biomarcatori, mostrano una sorprendente capacit&agrave; di resistenza alla progressione della malattia.<br />Il dato emerso non rappresenta una novit&agrave; assoluta ed &egrave; in linea con quanto confermato da un gruppo di ricercatori italiani che ha tuttavia sviluppato un approccio particolarmente innovativo. I risultati sono descritti nell&rsquo;articolo &ldquo;Electroencephalography-based signatures of cognitive resilience in individuals with stable mild cognitive impairment despite carrying a high-risk for dementia&rdquo; pubblicato sulla prestigiosa rivista statunitense Alzheimer&rsquo;s &amp; Dementia.<br />Lo studio, il cui primo autore &egrave; Chiara Pappalettera ingegnere biomedico e ricercatrice dell&rsquo;IRCCS San Raffaele di Roma, si inserisce nell&rsquo;ambito del progetto INTERCEPTOR, un ampio programma di ricerca avviato nel 2018 e finanziato dal Ministero della Salute e dall&rsquo;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), dedicato all&rsquo;identificazione precoce dei meccanismi che conducono allo sviluppo delle demenze.<br />&ldquo;La ricerca&rdquo; spiega il prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell&rsquo;Istituto romano, responsabile di Interceptor e dello studio, &ldquo;ha coinvolto 351 soggetti con disturbo cognitivo lieve, seguiti per tre anni&rdquo;. Al momento dell&rsquo;arruolamento i partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione estremamente approfondita: biomarcatori liquorali e plasmatici (amiloide e tau), genetica (APOE), neuroimmagini (risonanza magnetica e PET), elettroencefalogramma con studio della connettivit&agrave; cerebrale, oltre a test neuropsicologici e valutazioni cliniche complete.<br />Al termine del follow-up circa un terzo dei pazienti ha sviluppato una forma di demenza, il 22% una forma clinicamente riconducibile alla malattia di Alzheimer. Una quota significativa di soggetti, oltre il 52% di quelli con 2 importanti biomarcatori di rischio alterati (il volume dell'ippocampo misurato con la risonanza e la PET), non ha tuttavia mostrato alcuna progressione verso la demenza al termine dei 3 anni di follow-up.<br />&ldquo;&Egrave; stato a questo punto che ci siamo posti la domanda cruciale&rdquo;, prosegue Rossini, &ldquo;come mai soggetti con disturbo cognitivo lieve, quindi gi&agrave; a rischio, e con biomarcatori alterati come la PET e la volumetria dell'ippocampo non sviluppano la malattia?&rdquo;.<br />Per dare una prima risposta i ricercatori hanno confrontato l&rsquo;elettroencefalogramma dei pazienti che hanno sviluppato demenza con quello dei soggetti rimasti clinicamente stabili, definiti &ldquo;stabili resilienti&rdquo;. L&rsquo;analisi della connettivit&agrave; cerebrale (un metodo avanzatissimo di analisi del segnale elettroencefalografico) ha messo in evidenza pattern EEG distintivi nei soggetti resilienti.<br />&ldquo;Abbiamo osservato una maggiore capacit&agrave; di sincronizzazione e di connessione dei lobi frontali per specifici ritmi cerebrali, come se queste aree fossero fortemente interconnesse tra loro&rdquo;, spiega Rossini, &ldquo;inoltre abbiamo riscontrato differenze significative nel rapporto tra ritmo alfa e ritmo delta, in particolare a livello del lobo temporale destro. Il ritmo alfa &egrave; tipico del cervello vigile e rilassato, mentre il delta &egrave; pi&ugrave; rappresentativo delle fasi di sonno profondo&rdquo;.<br />Secondo i ricercatori, queste caratteristiche neurofisiologiche rappresentano veri e propri segni di resilienza cerebrale, meccanismi che consentono al cervello di compensare il danno potenziale associato ai fattori di rischio biologici, mantenendo pi&ugrave; a lungo le funzioni cognitive.<br />&ldquo;Lo studio dei fattori di resilienza rappresenta un approccio nuovo e strategico&rdquo;, conclude Rossini, &ldquo;non si tratta solo di ridurre il rischio, ma di identificare e potenziare ci&ograve; che rende il cervello capace di resistere. In futuro, questi meccanismi potrebbero diventare un target terapeutico, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la resilienza cerebrale e preservare l&rsquo;autonomia delle persone il pi&ugrave; a lungo possibile&rdquo;.<br />La ricerca propone cos&igrave; una nuova visione delle malattie neurodegenerative, non pi&ugrave; considerate esclusivamente come l&rsquo;esito inevitabile dell&rsquo;accumulo di fattori di rischio, ma come il risultato di un equilibrio dinamico tra rischio e resilienza. Una prospettiva che apre la strada a nuovi strumenti diagnostici, a strategie di prevenzione pi&ugrave; mirate e a percorsi di cura sempre pi&ugrave; personalizzati.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CUORE NUOVO A NATALE: DOPPIO TRAPIANTO AL BAMBINO GESÙ PER DUE CADIOPATICI DI 6 E 8 ANNI]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cuore-nuovo-a-natale-doppio-trapianto-al-bambino-gesu-per-due-cadiopatici-di-6-e-8-anni]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cuore-nuovo-a-natale-doppio-trapianto-al-bambino-gesu-per-due-cadiopatici-di-6-e-8-anni#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:14:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[cardiochirurgia]]></category><category><![CDATA[cardiologia]]></category><category><![CDATA[pediatria]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cuore-nuovo-a-natale-doppio-trapianto-al-bambino-gesu-per-due-cadiopatici-di-6-e-8-anni</guid><description><![CDATA[LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO - CUORE NUOVO A NATALE: DOPPIO TRAPIANTO AL BAMBINO GES&Ugrave; PER DUE CADIOPATICI DI 6 E 8 ANNIOperati tra il 18 e il 20 dicembre, i due bambini sono stati risvegliati il 24 dicembre e hanno potuto passare il Natale con le rispettive famiglie       	 		 			 				 					 						            					 								 					 						          					 								 					 						            					 							 		 	   CUORE NUOVO A NATALE: DOPPIO TRAPIANTO AL BAMBINO GES&Ugrave; PER DUE CADI [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">LE NOTIZIE PIU' BELLE PER FINIRE L'ANNO - CUORE NUOVO A NATALE: DOPPIO TRAPIANTO AL BAMBINO GES&Ugrave; PER DUE CADIOPATICI DI 6 E 8 ANNI</strong><br /><em style="color:rgb(0, 0, 0)">Operati tra il 18 e il 20 dicembre, i due bambini sono stati risvegliati il 24 dicembre e hanno potuto passare il Natale con le rispettive famiglie</em></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <div><div class="wsite-multicol"><div class="wsite-multicol-table-wrap" style="margin:0 -15px;"> 	<table class="wsite-multicol-table"> 		<tbody class="wsite-multicol-tbody"> 			<tr class="wsite-multicol-tr"> 				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/sala-operatoria-cardiochirurgia_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-medium " style="padding-top:5px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:10px;text-align:right"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/trapianto-di-cuore-1_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>				<td class="wsite-multicol-col" style="width:33.333333333333%; padding:0 15px;"> 					 						  <div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/trapianto-di-cuore-2_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>   					 				</td>			</tr> 		</tbody> 	</table> </div></div></div>  <div class="paragraph"><strong>CUORE NUOVO A NATALE: DOPPIO TRAPIANTO AL BAMBINO GES&Ugrave; PER DUE CADIOPATICI DI 6 E 8 ANNI</strong><br /><em>Operati tra il 18 e il 20 dicembre, i due bambini sono stati risvegliati il 24 dicembre e hanno potuto passare il Natale con le rispettive famiglie</em><br />&nbsp;<br />Due bambini, di <strong>6 e 8 anni</strong>, hanno ricevuto il regalo pi&ugrave; importante e atteso: un cuore nuovo. <strong>Marco e Andrea</strong>&nbsp;(nomi di fantasia) sono stati infatti <strong>trapiantati di cuore il 18 e il 20 dicembre</strong>&nbsp;all&rsquo;Ospedale Pediatrico Bambino Ges&ugrave; e hanno potuto cos&igrave; <strong>trascorrere il Natale con le rispettive famiglie.</strong> <em>&laquo;Ma qui da me Babbo Natale non ci viene?&raquo;</em>&nbsp;ha chiesto poco dopo il risveglio Marco, 6 anni, affetto da una <strong>cardiomiopatia restrittiva</strong>&nbsp;e in attesa di un cuore dal mese di ottobre. Andrea, di 8 anni, ha invece una <strong>cardiopatia congenita complessa gi&agrave; sottoposta ad intervento correttivo</strong>&nbsp;ed era <strong>in attesa di trapianto da un anno e mezzo</strong>.<br />&nbsp;<br />La condizione clinica di Andrea era particolarmente complessa. A causa della sua patologia e dei precedenti interventi aveva infatti sviluppato una <strong>sensibilizzazione</strong>&nbsp;continua del <strong>sistema immunitario</strong>&nbsp;che rendeva <strong>impossibile il trapianto</strong>. Per &ldquo;disattivare&rdquo; temporaneamente questa iperimmunit&agrave;, &egrave; stato utilizzato <strong>per la prima volta in campo pediatrico</strong>&nbsp;un <strong>nuovo farmaco</strong>&nbsp;che agisce sulle cellule della memoria immunitaria abbassando il numero di anticorpi e consentendo cos&igrave; il trapianto di cuore. <strong>Sia Marco che Andrea sono stati risvegliati la vigilia di Natale e hanno potuto cos&igrave; passare il giorno di Natale con i loro genitori</strong>.<br />&nbsp;<br />I trapianti sono stati realizzati rispettivamente da due differenti equipe cardiochirurgiche guidate dal dottor <strong>Lorenzo Galletti</strong>&nbsp;e dal dottor <strong>Adriano Carotti</strong>. I due bambini, seguiti presso il nostro ospedale dalla dottoressa <strong>Rachele Adorisio</strong>, sono entrambi ricoverati presso l&rsquo;unit&agrave; di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica guidata dal dottor <strong>Luca Di Chiara</strong></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Fertilità e tumori pelvici: al Gemelli primo caso in Italia di trasposizione uterina]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/fertilita-e-tumori-pelvici-al-gemelli-primo-caso-in-italia-di-trasposizione-uterina]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/fertilita-e-tumori-pelvici-al-gemelli-primo-caso-in-italia-di-trasposizione-uterina#comments]]></comments><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:04:45 GMT</pubDate><category><![CDATA[ginecologia]]></category><category><![CDATA[oncologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/fertilita-e-tumori-pelvici-al-gemelli-primo-caso-in-italia-di-trasposizione-uterina</guid><description><![CDATA[Le notizie pi&ugrave; belle per finire l'anno:&nbsp;Fertilit&agrave; e tumori pelvici: al Gemelli primo caso in Italia di trasposizione uterina -&nbsp;Obiettivo dell&rsquo;intervento realizzato da un&rsquo;equipe multidisciplinare del Gemelli &egrave; la preservazione della fertilit&agrave; in giovani donne affette da patologia oncologica colorettale.&nbsp;&#8203;       Primo caso in Italia di trasposizione uterina e successivo riposizionamento dell&rsquo;utero in una giovane donna che doveva af [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Le notizie pi&ugrave; belle per finire l'anno:</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Fertilit&agrave; e tumori pelvici: al Gemelli primo caso in Italia di trasposizione uterina -&nbsp;</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>Obiettivo dell&rsquo;intervento realizzato da un&rsquo;equipe multidisciplinare del Gemelli &egrave; la preservazione della fertilit&agrave; in giovani donne affette da patologia oncologica colorettale.</em></strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span>&#8203;</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/equipe-trasposizione-utero-policlinico-gemelli_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Primo caso in Italia di trasposizione uterina e successivo riposizionamento dell&rsquo;utero in una giovane donna che doveva affrontare una chemio-radioterapia per un tumore del retto. &Egrave; stato realizzato con successo nelle scorse settimane presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS da un&rsquo;equipe multidisciplinare. Il complesso intervento ha permesso alla paziente di affrontare le cure salvavita e di preservare la fertilit&agrave; non negandole la possibilit&agrave;, in futuro, di diventare madre. Il video-articolo relativo al trattamento della paziente &egrave; stato pubblicato sulla rivista &ldquo;International Journal of Gynecological Cancer&rdquo;&nbsp;</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&ldquo;Curare un tumore pu&ograve; avere un impatto sulla possibilit&agrave; di avere figli in futuro &ndash; sostiene&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Anna Fagotti</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">, direttrice della UOC di Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore -. Le terapie oncologiche, pur essendo fondamentali per guarire da tumori del retto, dell&rsquo;ano e del collo dell&rsquo;utero, possono compromettere in modo permanente la normale funzionalit&agrave; di utero e ovaie&rdquo;.</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">I dati epidemiologici dimostrano infatti che l&rsquo;incidenza dei tumori nei giovani sotto i 40 anni &egrave; in aumento (+2.6% all&rsquo;anno), soprattutto nelle donne, a cui si associa (in Europa) anche un aumento della mortalit&agrave; (+49%).&nbsp;</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">L&rsquo;intervento di trasposizione uterina</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Con la trasposizione uterina, l&rsquo;utero e le ovaie vengono temporaneamente spostati pi&ugrave; in alto, fuori dalla zona che deve essere irradiata, per proteggerne la funzionalit&agrave;. L&rsquo;operazione &egrave; stata realizzata con una tecnica robotica mini-invasiva, meno traumatica per la paziente. Dopo la cura del tumore, l&rsquo;utero &egrave; stato riportato nella sua posizione naturale e la donna ha ripreso il normale ciclo mestruale. &ldquo;Questo caso dimostra come le tecniche chirurgiche avanzate e la sinergia multidisciplinare possano aprire nuove possibilit&agrave; di trattamento, offrendo alle giovani pazienti oncologiche non solo una prospettiva di guarigione, - spiega la professoressa Fagotti - ma anche la possibilit&agrave; di realizzare un futuro progetto di maternit&agrave; con i propri organi riproduttivi. Al momento questo intervento &egrave; stato effettuato solo su una ventina di donne in tutto il mondo e due sono riuscite a portare a termine una gravidanza. Siamo orgogliosi - sottolinea la professoressa</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;Anna Fagotti</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;- di essere stati i pionieri di questa tecnica in Italia&rdquo;.</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Un lavoro di squadra</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Il risultato &egrave; stato possibile grazie alla collaborazione tra diversi specialisti: ginecologi oncologi, radioterapisti e chirurghi generali. L&rsquo;intervento, a oggi eseguito solo in pochi centri nel mondo, &egrave; stato effettuato senza complicazioni ed &egrave; gi&agrave; stato ripetuto al Gemelli su una seconda paziente con esito altrettanto positivo.</span><br /><em style="color:rgb(0, 0, 0)">&ldquo;</em><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Siamo contenti di essere riusciti a completare l&rsquo;intervento tramite tecnica mini-invasiva e senza complicanze, grazie a un lavoro di squadra multidisciplinare arricchito da collaborazioni internazionali (tramite le quali abbiamo appreso questa tecnica) &ndash; afferma&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Nicol&ograve; Bizzarri</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">, dirigente medico presso l&rsquo;UOC di Ginecologia oncologica, ricercatore in Ginecologia e ostetricia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, primo operatore degli interventi di trasposizione e riposizionamento uterino -. E questo &egrave; solo l&rsquo;inizio di un percorso che speriamo possa aiutare molte altre donne. Ovviamente, la selezione della paziente candidata a questa procedura prevede una valutazione attenta dello stadio e delle potenzialit&agrave; riproduttive della donna&rdquo;.&nbsp;</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&ldquo;La significativa risposta alla radioterapia ci ha permesso di intervenire con la sola asportazione locale della cicatrice tumorale, senza necessit&agrave; di effettuare tagli o resezioni intestinali&rdquo; - spiega&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Roberto Persiani</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">, direttore della UOC di Chirurgia Oncologia Mini-invasiva del Policlinico Gemelli, professore associato di Chirurgia generale all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, che ha trattato la paziente per il tumore al retto.</span><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&ldquo;Oggi la radioterapia permette di preservare sempre pi&ugrave; gli organi a rischio - spiega&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Maria Antonietta Gambacorta</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">, direttrice del Dipartimento Diagnostica per Immagini e Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli IRCCS, professore ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica -. Questo &egrave; un requisito fondamentale per poter conservare la fertilit&agrave; delle giovani pazienti con patologia oncologica, soprattutto quando viene integrata con procedure chirurgiche innovative come la trasposizione uterina. &Egrave; cos&igrave; che riusciamo a proteggere non solo la salute, ma anche il futuro progetto di maternit&agrave; delle nostre pazienti. Inoltre, questo intervento non solo consente di guarire le pazienti preservandone la fertilit&agrave;, ma ha anche un forte valore per la salute pubblica riducendo il rischio di menopausa precoce con un risparmio di risorse per il sistema sanitario</span><em style="color:rgb(0, 0, 0)">&rdquo;.</em><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Nell&rsquo;occasione di questo risultato clinico ottenuto, tutta l&rsquo;equipe coinvolta nel trattamento ha voluto ricordare con affetto, profonda stima e sincera gratitudine il professor Giovanni Scambia, che &egrave; stato fonte di ispirazione per questo e per numerosi altri progetti di ricerca dedicati al miglioramento della salute delle donne.&nbsp;&nbsp;</span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[1° DICEMBRE - GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-laids]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-laids#comments]]></comments><pubDate>Mon, 01 Dec 2025 16:21:40 GMT</pubDate><category><![CDATA[hiv]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-laids</guid><description><![CDATA[1&deg; DICEMBRE - GIORNATA MONDIALE CONTRO L&rsquo;AIDSPromuovere salute, consapevolezza e dar voce alle persone con HIV: parte oggi la campagna "Choose You = La scelta sei Tu"       In occasione della Giornata Mondiale contro l&rsquo;AIDS, che si celebra ogni anno il 1&deg; dicembre, parte la campagna di sensibilizzazione &ldquo;Choose You = La scelta sei Tu&rdquo; di Gilead Sciences, rivolta alle persone che vivono con HIV In Italia nel 2024 ci sono stati 2.379 nuovi casi, un numero in aumento [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong><u style="color:rgb(0, 0, 0)">1&deg; DICEMBRE - GIORNATA MONDIALE CONTRO L&rsquo;AIDS</u></strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Promuovere salute, consapevolezza e dar voce alle persone con HIV: p</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">arte oggi la campagna "Choose You = La scelta sei Tu"</strong></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/images-2_orig.png" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><em>In occasione della Giornata Mondiale contro l&rsquo;AIDS, che si celebra ogni anno il 1&deg; dicembre, parte la campagna di sensibilizzazione &ldquo;Choose You = La scelta sei Tu&rdquo; di Gilead Sciences, rivolta alle persone che vivono con HIV </em><br /><ul><li><em>In Italia nel 2024 ci sono stati 2.379 nuovi casi, un numero in aumento rispetto agli anni precedenti ed &egrave; per questo che &egrave; necessario continuare a promuovere le attivit&agrave; di prevenzione e di accesso immediato alle cure</em></li></ul><ul><li><em>La campagna &ldquo;Choose You = La scelta sei Tu&rdquo; &egrave; promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 17 Associazioni di pazienti</em></li></ul> &nbsp;In occasione della <strong>Giornata Mondiale contro l'AIDS</strong>, Gilead Sciences annuncia il lancio di &ldquo;<strong>Choose You = La scelta sei Tu&rdquo;</strong>, la nuova campagna di sensibilizzazione rivolta alle persone con HIV per promuovere una salute e un benessere a lungo termine. Vivere con l&rsquo;HIV oggi non significa rinunciare alla qualit&agrave; della propria vita, ma scegliere di ascoltarsi, prendersi cura di s&eacute; e guardare al futuro con fiducia. Il primo passo &egrave; parlarne con il medico, e iniziare subito il trattamento, cos&igrave; da raggiungere il prima possibile la soppressione della carica virale e la non trasmissibilit&agrave; del virus.<br />L'HIV &egrave; ancora oggi una sfida sanitaria globale. Secondo i dati pi&ugrave; recenti, si stima siano oltre 40 milioni le persone che vivono con HIV nel mondo.1 In Italia, le nuove diagnosi hanno registrato un trend in aumento rispetto agli anni precedenti, con 2.379 nuovi casi nel 2024,2 mantenendo alta l'attenzione sulla necessit&agrave; di prevenzione, screening ma anche di accesso immediato alle cure e di miglioramento della qualit&agrave; di vita di chi vive con l&rsquo;infezione.<br />Oggi i progressi nel campo terapeutico hanno permesso di trasformare la gestione dell&rsquo;HIV. Grazie alle terapie antiretrovirali (ART), le persone con questa infezione possono condurre una vita lunga e in salute, con un&rsquo;aspettativa di vita equiparabile alla popolazione generale. Ma c&rsquo;&egrave; ancora molto lavoro da fare per abbattere la disinformazione, lo stigma e l&rsquo;autostigma che ancora circondano l&rsquo;HIV.<br />Un traguardo fondamentale &egrave; rappresentato dal principio scientifico di <strong>U=U </strong>(<strong>Undetectable = Untransmittable</strong>, ovvero <strong>Non rilevabile = Non trasmissibile</strong>), secondo il quale, assumere la terapia seguendo lo schema terapeutico prescritto, consente di ridurre la quantit&agrave; di virus nel sangue fino a raggiungere livelli non rilevabili dai test di laboratorio e quindi di non trasmetterlo ad altri.<br />"<em>U=U &egrave; la dimostrazione scientifica che la terapia non &egrave; solo un salvavita, ma uno strumento potentissimo di salute pubblica e di destigmatizzazione. Le persone con carica virale stabilmente soppressa possono vivere pienamente le proprie relazioni sociali e personali, senza il timore di trasmettere il virus. Questa certezza permette alle persone con HIV di guardare al proprio futuro con fiducia, senza rinunciare a s&eacute; stessi e alle proprie aspirazioni</em>" &ndash; dichiara<strong> Viviana Rizzo, Infettivologa dell&rsquo;Azienda Ospedaliera dei Colli - PO D. Cotugno di Napoli</strong><em>.</em><br />Con l'aumentare dell'aspettativa di vita, le esigenze delle persone con HIV sono cambiate. L'attenzione si &egrave; spostata sulla gestione delle <strong>comorbilit&agrave;</strong> legate all'et&agrave; e all'infiammazione cronica, e sul <strong>benessere psicologico, fisico ed emotivo</strong>. L'obiettivo non &egrave; pi&ugrave; solo tenere sotto controllo il virus, ma garantire una buona qualit&agrave; di vita nel lungo termine<em>.</em><br />&nbsp;<br /><em>"Oggi, trattare l'HIV significa prendersi cura della persona nella sua totalit&agrave;. &Egrave; fondamentale che il dialogo medico e paziente sia continuo e aperto, non solo sulle necessit&agrave; cliniche ma anche sulle esigenze personali. Questo consente di affrontare tempestivamente qualsiasi aspetto che possa influire sull&rsquo;efficacia dei trattamenti o sul benessere complessivo della persona, garantendo un percorso terapeutico su misura, capace di assicurare una buona qualit&agrave; di vita e di porre sempre il paziente al centro dell&rsquo;attenzione clinica&rdquo;</em> &ndash; spiega <strong>Davide Moschese, Infettivologo dell&rsquo;ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano. </strong><br />La campagna &ldquo;<strong>Choose You = La scelta sei Tu</strong>&rdquo; - promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 17 Associazioni di pazienti italiane - nasce proprio da questa consapevolezza. Attraverso le storie di persone con HIV che hanno scelto di mettere al centro i propri bisogni, sogni e obiettivi (<em>Choose You = La scelta sei Tu</em>), la campagna vuole ispirare, informare e promuovere un dialogo aperto con il medico, offrendo strumenti concreti per proteggersi, stare bene e vivere una vita piena. Sul sito <a href="http://www.chooseyouhiv.it/"><strong>www.chooseyouhiv.it</strong></a> sono disponibili materiali informativi e i video dei protagonisti della campagna che hanno deciso di raccontarsi per ispirare con la propria storia chi vive con questa infezione.<br /><em>&ldquo;Io scelgo la mia famiglia. Scelgo il mio lavoro. Scelgo gli amici. Io scelgo la vita che mi sto costruendo&rdquo;.</em><br /><em>&ldquo;Riuscire a parlare del fatto che avessi l&rsquo;HIV con i miei amici, e non solo, mi ha piano piano liberato da questo peso. &Egrave; stato davvero, davvero liberatorio&rdquo;. </em><br /><em>&ldquo;Io scelgo di non avere vergogna, perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; da avere vergogna. Alla fine, &egrave; un virus&rdquo;. </em><br /><em>&ldquo;La mia personale storia &egrave; molto legata all&rsquo;associazione che ho fondato. &Egrave; stato un modo per crescere per aiutarmi, e se &egrave; stato importante per me forse pu&ograve; essere importante anche per altri&rdquo;. </em><br />Sono le dichiarazioni di <strong>Daria, Salvio, Nicoletta e Sandro</strong>, i quattro protagonisti della campagna che hanno condiviso le loro esperienze di vita, dimostrando che &egrave; possibile non solo vivere con il virus, ma scegliere di diventare protagonisti della propria storia.<br />&ldquo;Choose You = La scelta sei Tu&rdquo; &egrave; una campagna globale creata insieme alle Associazioni Pazienti di tutto il mondo per fornire alle persone che vivono con HIV gli strumenti informativi per affrontare con consapevolezza un percorso di miglioramento della propria qualit&agrave; di vita e costruire un futuro di salute e benessere.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Casi di botulismo in Calabria e Sardegna]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/casi-di-botulismo-in-calabria-e-sardegna]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/casi-di-botulismo-in-calabria-e-sardegna#comments]]></comments><pubDate>Mon, 11 Aug 2025 07:11:16 GMT</pubDate><category><![CDATA[sanit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/casi-di-botulismo-in-calabria-e-sardegna</guid><description><![CDATA[Casi di botulismo in Calabria e SardegnaCarlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni Maugeri Pavia: &ldquo;Nessun allarme, ma attenzione alla preparazione delle conserve domestiche&rdquo;       Casi di botulismo in Calabria e SardegnaCarlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni Maugeri Pavia: &ldquo;Nessun allarme, ma attenzione alla preparazione delle conserve domestiche&rdquo;In relazione ai recenti casi di sospetta intossicazione da botulino in Calabria e Sardegna, il prof. Carlo Ales [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><u><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Casi di botulismo in Calabria e Sardegna</strong></u><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Carlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni Maugeri Pavia: &ldquo;Nessun allarme, ma attenzione alla preparazione delle conserve domestiche&rdquo;</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:555px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/carlo-locatelli-direttore-centro-antiveleni-dell-irccs-maugeri-pavia.jpg?1754896342" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong>Casi di botulismo in Calabria e Sardegna</strong><br /><strong>Carlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni Maugeri Pavia: &ldquo;Nessun allarme, ma attenzione alla preparazione delle conserve domestiche&rdquo;</strong><br />In relazione ai recenti casi di sospetta <strong>intossicazione da botulino</strong> in Calabria e Sardegna, il <strong>prof. Carlo Alessandro Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni Maugeri Pavia </strong>spiega che <em>&ldquo;&Egrave; una malattia rara: in Italia si registrano circa 40 casi l&rsquo;anno di intossicazione da botulino, un numero stabile da tempo e nella maggior parte dei casi dovuti a contaminazione di conserve casalinghe. I casi emersi in questi giorni appartengo a due cluster diversi. Nel primo evento avvenuto in Sardegna il cibo responsabile &egrave; stato identificato e si tratta di una salsa industriale. Il Ministero ha gi&agrave; diramato le allerte del caso attraverso le procedure che in Italia sono molto efficienti. Per il secondo evento in Calabria sono tuttora in corso analisi anche se tutti i pazienti hanno in comune un cibo consumato in un esercizio pubblico. I cibi vengono contaminati dalla tossina che il Clostridium botulinum produce in particolari condizioni&rdquo;.</em><br />Il <strong>botulismo</strong>, infatti, &egrave; un&rsquo;intossicazione causata dalla tossina prodotta dal <em>Clostridium botulinum</em>, <strong>il veleno pi&ugrave; potente conosciuto</strong>. I <strong>sintomi pi&ugrave; comuni</strong> sono annebbiamento e sdoppiamento della vista (diplopia), dilatazione delle pupille (midriasi bilaterale), difficolt&agrave; a mantenere aperte le palpebre (ptosi), difficolt&agrave; nell&rsquo;articolazione della parola (disartria), difficolt&agrave; di deglutizione, secchezza della bocca e delle fauci (xerostomia), stipsi. Nei casi pi&ugrave; gravi pu&ograve; verificarsi una graduale perdita di forza nei muscoli di braccia, gambe e in quelli coinvolti nella respirazione, fino ad arrivare alla paralisi dei muscoli respiratori e rendere necessaria l&rsquo;intubazione. I sintomi neurologici possono essere preceduti da manifestazioni gastroenteriche e compaiono con una latenza variabile da 6 ore a 7 giorni dall&rsquo;ingestione del cibo contaminato. Se non sopravvengono complicanze, la malattia &egrave; reversibile anche se nei casi pi&ugrave; gravi il recupero pu&ograve; essere molto lento.<br /><em>&ldquo;La tossina botulinica non si vede e spesso non altera il sapore dei cibi. L&rsquo;antidoto &egrave; efficace nella fase iniziale dell&rsquo;intossicazione, quando la tossina &egrave; ancora circolante. Mentre successivamente la tossina si lega ai nervi e il recupero &egrave; difficile e molto lento. La prevenzione &egrave; quindi fondamentale: sterilizzazione accurata, rispetto delle linee guida del Ministero della Salute e mai dare miele o conserve casalinghe ai bambini sotto l&rsquo;anno&rdquo;</em> ricorda Locatelli.<br />Il sistema di controllo alimentare in Italia &egrave; tra i pi&ugrave; rapidi ed efficaci in Europa, con ritiri immediati dei lotti contaminati e verifiche capillari nei locali pubblici. In seguito a quanto verificatosi in Calabria e Sardegna, sono state <strong>distribuite dosi di antidoto verso gli ospedali che potrebbero essere interessati da altri casi.</strong><br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>Come prevenire il botulismo? </strong>Seguire le linee guida (reperibili in rete) e di igiene per la preparazione dei cibi e delle conserve fatte in casa elaborate dal Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; in collaborazione con il Ministero della Salute, l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Teramo e il Centro Antiveleni Maugeri Pavia.<br /><strong>I sintomi a cui prestare attenzione.</strong> Se si ha il sospetto di aver ingerito cibo contaminato &egrave; bene monitorare eventuali sintomi quali annebbiamento e sdoppiamento della vista (diplopia), dilatazione delle pupille (midriasi bilaterale), difficolt&agrave; a mantenere aperte le palpebre (ptosi), difficolt&agrave; nell&rsquo;articolazione della parola (disartria), difficolt&agrave; di deglutizione, secchezza della bocca e delle fauci (xerostomia), stipsi. I sintomi iniziali sono molto aspecifici e comuni: &egrave; pertanto importante sottoporsi ad un accurato esame clinico da parte di un medico.<br /><strong>Cosa fare in caso di sospetta ingestione di cibo contaminato? </strong>Recarsi al Pronto Soccorso pi&ugrave; vicino o per le prime informazioni &egrave; possibile rivolgersi al Centro Antiveleni Maugeri Pavia al numero 0382 24444 (h24 &ndash; 7/7)<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TERAPIA GENICA PER LA CECITA']]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/terapia-genica-per-la-cecita]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/terapia-genica-per-la-cecita#comments]]></comments><pubDate>Thu, 31 Jul 2025 12:02:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[oculistica]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/terapia-genica-per-la-cecita</guid><description><![CDATA[Torna a vedere il primo paziente al mondo trattato con nuova terapia genica a &ldquo;doppio vettore&rdquo; per una rara malattia della retina       Recupera la vista un giovane 38enne con la sindrome di Usher di tipo 1B, una rara malattia genetica che si manifesta con cecit&agrave; e sordit&agrave;, sottoposto per la prima volta al mondo a un&rsquo;innovativa terapia genica presso la Clinica Oculistica dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;. A un a [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Torna a vedere il primo paziente al mondo trattato con nuova terapia genica a &ldquo;doppio vettore&rdquo; per una rara malattia della retina</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/paziente-2.jpeg?250" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong><em>Recupera la vista un giovane 38enne con la sindrome di Usher di tipo 1B, una rara malattia genetica che si manifesta con cecit&agrave; e sordit&agrave;, sottoposto per la prima volta al mondo a un&rsquo;innovativa terapia genica presso la Clinica Oculistica dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;. A un anno dall&rsquo;intervento, realizzato a luglio 2024, la vista &egrave; stata recuperata da vicino e da lontano, anche in condizioni di scarsa luminosit&agrave;. Si tratta della prima dimostrazione dell&rsquo;efficacia clinica della nuova terapia genica, che nell&rsquo;istituto partenopeo &egrave; stata applicata tra ottobre 2024 e aprile 2025 ad altri 7 pazienti, confermandone tollerabilit&agrave; e sicurezza. Napoli &egrave; il centro capofila della sperimentazione, l&rsquo;unico al mondo presso cui sono stati avviati i trattamenti per testare l&rsquo;efficacia di questo nuovo approccio.</em></strong><br />&nbsp;<br />&nbsp;&ldquo;<em>Ho accettato di essere il primo paziente, non solo per me, ma per tutti quelli che vivono le mie stesse difficolt&agrave;. Prima della terapia genica tutto era confuso, indistinto. Ora riesco a uscire la sera da solo, riconosco i colleghi, le forme degli oggetti, leggo i sottotitoli in TV anche da lontano, vedo le corsie del magazzino dove lavoro senza inciampare. Non &egrave; solo vedere meglio: &egrave; iniziare a vivere</em>&rdquo;. Questo &egrave; il commento del primo paziente al mondo trattato con un&rsquo;innovativa terapia genica per una rara malattia ereditaria della retina associata a sordit&agrave; e cecit&agrave; progressiva. Il 38enne italiano, operato a luglio scorso presso la Clinica Oculistica dell&rsquo;Universit&agrave; della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;, a distanza di un anno non &egrave; pi&ugrave; ipovedente ed &egrave; riemerso dal buio. Aveva una vista inferiore a un decimo e oggi non vede pi&ugrave; il mondo come se lo osservasse dal buco della serratura, ma riesce a percepire anche i contorni del campo visivo. Un risultato straordinario ottenuto grazie a un&rsquo;innovativa modalit&agrave; di terapia genica messa a punto dell&rsquo;Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli (TIGEM) che &egrave; stata impiegata anche su altri 7 pazienti italiani, trattati anch&rsquo;essi nel centro partenopeo, tra ottobre 2024 e aprile 2025. I dati preliminari di questi 7 casi, confermano tollerabilit&agrave; e sicurezza dell&rsquo;approccio e a essi si stanno per aggiungere ulteriori 7 pazienti che saranno operati a breve.&nbsp;<br />&nbsp;<br />&ldquo;<em>L&rsquo;intervento di terapia genica non &egrave;, in s&eacute;, particolarmente complesso</em>&nbsp;&ndash;&nbsp;<strong>spiega Francesca Simonelli, Ordinaria di Oftalmologia, Direttrice della Clinica Oculistica e Responsabile del Centro di Terapie Avanzate Oculari dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;&nbsp;</strong>-&nbsp;<em>Si svolge in anestesia generale e prevede di iniettare nello spazio al di sotto della retina due vettori virali distinti, che trasportano ciascuno met&agrave; dell&rsquo;informazione genetica necessaria per produrre la proteina che manca nei pazienti. Il recupero dall&rsquo;intervento &egrave; rapido e l&rsquo;effetto sull&rsquo;acuit&agrave; visiva &egrave; visibile gi&agrave; dopo pochi giorni: a due settimane di distanza, per esempio, il primo paziente trattato mostrava gi&agrave; un miglioramento della capacit&agrave; visiva e a un mese era in grado di vedere meglio anche in condizioni di scarsa luminosit&agrave;. A oggi, di fatto, gli &egrave; stata restituita la vista</em>&rdquo;.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Il primo paziente &egrave; stato trattato con la dose pi&ugrave; bassa prevista nello studio internazionale di fase I/II LUCE-1, sponsorizzato da AAVantgarde Bio, azienda biotecnologica nata nel 2021 come spin-off dell&rsquo;Istituto della Fondazione Telethon. Lo studio coinvolge, oltre all&rsquo;Universit&agrave; della Campania Luigi Vanvitelli, il&nbsp;Moorsfield Eye Hospital e la The Retina Clinic di Londra. La clinica partenopea a oggi &egrave; l&rsquo;unica al mondo ad avere iniziato i trattamenti, intervenendo anche su altri 7 pazienti con sindrome di Usher di tipo 1B che sono stati trattati per met&agrave; con la dose pi&ugrave; bassa di terapia genica, per met&agrave; con una dose intermedia. A breve saranno coinvolti nella sperimentazione altri 7 pazienti, nei quali sar&agrave; testato anche un terzo dosaggio pi&ugrave; elevato. &ldquo;<em>I dati preliminari raccolti sugli altri 7 pazienti trattati finora, confermano la sicurezza e tollerabilit&agrave; della terapia genica</em>&nbsp;&ndash;&nbsp;<strong>aggiunge Simonelli&nbsp;</strong>-.&nbsp;<em>Non si sono registrati eventi avversi seri a nessuna delle due dosi testate e l&rsquo;infiammazione oculare osservata in alcuni pazienti &egrave; poco frequente, limitata e si risolve con una terapia a base di corticosteroidi. Questi risultati molto incoraggianti costituiscono una speranza per tanti pazienti con malattie retiniche ereditarie. Il nuovo metodo, frutto della ricerca italiana, potr&agrave; aiutare a recuperare o preservare la funzione visiva di chi soffre della sindrome di Usher di tipo 1B, ma anche di pazienti con altre patologie ereditarie dell&rsquo;occhio che dipendono da difetti in geni che finora non potevano essere trasferiti attraverso le procedure standard di terapia genica</em>&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>LA NUOVA TERAPIA GENICA</strong><br />&nbsp;<br />&ldquo;<em>L&rsquo;innovativo trattamento che ha permesso un importante recupero della vista in questo giovane uomo, che oggi ci ha portato la sua testimonianza, &egrave; frutto di oltre dieci anni di ricerca condotta al TIGEM grazie al costante supporto della Fondazione Telethon -&nbsp;</em><strong>commenta Alberto Auricchio, direttore del TIGEM e della ricerca di AAVantgarde Bio, oltre che professore ordinario di Genetica medica all&rsquo;Universit&agrave; Federico II di Napoli</strong><em>. La terapia genica &egrave; oggi&nbsp;<strong>una realt&agrave; terapeutica per diverse malattie</strong>, ma ci sono ancora degli ostacoli che ne limitano l&rsquo;applicazione: tra questi c&rsquo;&egrave; la&nbsp;<strong>capienza limitata dei vettori virali</strong>, i virus modificati utilizzati per trasferire nelle cellule dei pazienti versioni corrette dei geni responsabili delle loro patologie</em>.<em>&nbsp;Nel nostro istituto abbiamo sviluppato&nbsp;l&rsquo;innovativa piattaforma che consente di superare questo limite tecnico e di&nbsp;poter applicare la terapia genica anche in malattie che dipendono da geni troppo &lsquo;grandi&rsquo; per essere inseriti nei vettori attuali</em>.&nbsp;<em>Una volta iniettati nella cellula, questi vettori contenenti ciascuno met&agrave; delle istruzioni per la proteina terapeutica consentono&nbsp;di produrla nella sua forma completa e funzionante. Oggi celebriamo i primi risultati positivi per la sindrome di Usher di tipo 1B: l&rsquo;auspicio &egrave; di poterli presto replicare anche in altre malattie oculari ereditarie dovute a geni troppo grandi, offrendo cos&igrave; un&rsquo;opportunit&agrave; di cura laddove finora era preclusa</em>&rdquo;.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>LA SINDROME DI USHER</strong><br />&nbsp;<br />La sindrome di Usher di tipo 1B &egrave; una malattia ereditaria rara, che si stima colpisca circa 20.000 persone tra Stati Uniti ed Europa.&nbsp;&Egrave; provocata da mutazioni del gene MYO7A e si manifesta con sordit&agrave; alla nascita, disfunzioni vestibolari e con la perdita progressiva della vista nei primi dieci anni di vita, a causa dello sviluppo di una retinite pigmentosa. &ldquo;<em>Mentre &egrave; possibile trattare la sordit&agrave;, non esistono terapie che possano curare la Retinite pigmentosa. La terapia genica, con cui si trasferiscono nei pazienti versioni corrette dei geni responsabili della loro malattia, &egrave; una possibilit&agrave; di intervento ma finora nella sindrome di Usher di tipo 1B era impraticabile a causa delle caratteristiche del gene MYO7A, troppo grande per essere trasferito con uno dei vettori virali usati oggi per correggere i difetti genetici oculari</em>&rdquo;,&nbsp;<strong>riferisce Simonelli</strong>.<br />&nbsp;<br />&ldquo;<em>La Sindrome di Usher rappresenta una delle sfide pi&ugrave; complesse della medicina moderna. Grazie al talento, alla competenza e alla collaborazione virtuosa tra Istituzioni, mondo accademico, ricerca e territorio, oggi celebriamo con orgoglio un risultato concreto e tangibile. Questo traguardo descrive l&rsquo;eccellenza della ricerca pubblica italiana e la sua straordinaria capacit&agrave; di trasformare visione e dedizione in progresso reale per il Paese. Il trattamento sperimentale di terapia genica a doppio vettore, applicato dalla Clinica Oculistica dell&rsquo;Universit&agrave; Vanvitelli rappresenta una pietra miliare nel campo delle malattie genetiche rare -&nbsp;</em><strong>afferma Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute -</strong><em>. Come Ministero della Salute, attraverso la Direzione Generale della Ricerca, sosteniamo con determinazione la ricerca. In ambito oculistico abbiamo finanziato un progetto dedicato al glioma del nervo ottico e con le risorse del PNRR abbiamo sostenuto altri 11 progetti. Il nostro impegno per&ograve; &egrave; sistemico: con oltre 524 milioni di euro destinati alla ricerca sanitaria attraverso il PNRR, stiamo promuovendo innovazione, equit&agrave; e sostenibilit&agrave; su tutto il territorio nazionale. Questo &egrave; il nostro compito: trasformare ogni scoperta in cura, ogni dato in azione, ogni visione in realt&agrave;</em>&rdquo;,&nbsp;<strong>sottolinea Campitiello</strong>.<br />&nbsp;<br /><em>&ldquo;L&rsquo;Universit&agrave; &egrave; un luogo privilegiato per la ricerca e la sperimentazione di nuove terapie e l&rsquo;Ateneo Vanvitelli si distingue da sempre per la presenza di ricercatori e scienziati di livello internazionale. In questo scenario, sono particolarmente orgoglioso che la nostra Clinica Oculistica, diretta dalla professoressa Simonelli, in sinergia con il TIGEM, abbia realizzato questo importante risultato &ndash;&nbsp;</em><strong>conclude il professore Gianfranco Nicoletti, Rettore dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;</strong><em>&nbsp;&ndash;. Ritengo infatti che la ricerca scientifica sia, per sua natura, al servizio della comunit&agrave;, in particolare quando consente il trattamento e la cura di patologie rare, ritenute finora incurabili, come la Sindrome di Usher, migliorando significativamente la qualit&agrave; della vita dei nostri pazienti e consentendo risultati clinici di avanguardia. Ringrazio quindi tutta l&rsquo;equipe della professoressa Simonelli che, con la sua professionalit&agrave; e dedizione, ha reso possibile questo importante obiettivo&rdquo;.</em><br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[NUOVE MOLECOLE PER IL DIABETE HANNO BENEFICI ANCHE SUL CUORE]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuove-molecole-per-il-diabete-hanno-benefici-anche-sul-cuore]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuove-molecole-per-il-diabete-hanno-benefici-anche-sul-cuore#comments]]></comments><pubDate>Thu, 31 Jul 2025 11:39:11 GMT</pubDate><category><![CDATA[cardiologia]]></category><category><![CDATA[nuovi farmaci]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuove-molecole-per-il-diabete-hanno-benefici-anche-sul-cuore</guid><description><![CDATA[NUOVE MOLECOLE PER IL DIABETE HANNO BENEFICI ANCHE SUL CUORE:&nbsp;Tirzepatide dimostra protezione cardiovascolare: lo Studio SURPASS-CVOT conferma&nbsp;i benefici dell&rsquo;agonismo duale GIP/GLP-1 nei pazienti con diabete di tipo 2&nbsp;e patologia cardiovascolare.&nbsp;&#8203;       Tirzepatide ha raggiunto l&rsquo;obiettivo primario di non inferiorit&agrave; rispetto a dulaglutide, registrando un tasso di eventi MACE-3 inferiore dell&rsquo;8%, ottenendo al contempo riduzioni superiori di em [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">NUOVE MOLECOLE PER IL DIABETE HANNO BENEFICI ANCHE SUL CUORE:&nbsp;Tirzepatide dimostra protezione cardiovascolare: lo Studio SURPASS-CVOT conferma&nbsp;i benefici dell&rsquo;agonismo duale GIP/GLP-1 nei pazienti con diabete di tipo 2&nbsp;e patologia cardiovascolare.</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span>&#8203;</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/download-2_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><em>Tirzepatide ha raggiunto l&rsquo;obiettivo primario di non inferiorit&agrave; rispetto a dulaglutide, registrando un tasso di eventi MACE-3 inferiore dell&rsquo;8%, ottenendo al contempo riduzioni superiori di emoglobina glicata (HbA1c) e peso corporeo. </em><br /><em>Nello studio, tirzepatide &egrave; stato associato a un tasso di mortalit&agrave; per tutte le cause inferiore del 16% rispetto&nbsp;a dulaglutide, suggerendo benefici per la salute pi&ugrave; ampi e completi.</em><br /><em>SURPASS-CVOT, che ha coinvolto oltre 13.000 pazienti, rappresenta il pi&ugrave; ampio e prolungato studio condotto<br />su tirzepatide e ha confermato il suo consolidato profilo di sicurezza e tollerabilit&agrave;.</em><br />&nbsp;Eli Lilly and Company ha annunciato oggi i risultati principali di SURPASS-CVOT, uno studio pionieristico di Fase 3 sugli esiti cardiovascolari che ha confrontato direttamente due terapie incretiniche in adulti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica conclamata. Tirzepatide, doppio agonista dei recettori GIP/GLP-1, &egrave; stato confrontato con dulaglutide, un agonista del recettore del GLP-1 che, nello studio REWIND, ha dimostrato un chiaro beneficio cardiovascolare. Nello studio SURPASS-CVOT, tirzepatide ha raggiunto l&rsquo;obiettivo primario, dimostrando una non inferiorit&agrave; nel tasso di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE-3), che includevano morte cardiovascolare, infarto del miocardio o ictus, rispetto a dulaglutide. Inoltre, pur non essendo stati applicati controlli per il tasso di errore tipo 1 corretto per la molteplicit&agrave;, tirzepatide ha mostrato benefici superiori su parametri chiave quali l&rsquo;emoglobina glicata (HbA1c), il peso, la funzione renale e la mortalit&agrave; per tutte le cause. Lo studio, che ha coinvolto oltre 13.000 partecipanti in 30 paesi e si &egrave; protratto per pi&ugrave; di quattro anni e mezzo, rappresenta il pi&ugrave; ampio e lungo studio mai condotto su tirzepatide.<br /><em>&laquo;</em><em>Come classe medica siamo lieti di accogliere i risultati positivi di SURPASS-CVOT&nbsp;</em>&ndash; spiega&nbsp;<strong>Francesco Giorgino</strong>, Professore Ordinario di Endocrinologia, Universit&agrave; degli Studi di Bari Aldo Moro e Direttore UO&nbsp;Endocrinologia, Policlinico di Bari &ndash;&nbsp;<em>Uno studio solido, costruito su un&rsquo;ampia&nbsp;popolazione di pazienti, oltre 13mila, con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata. Il diabete &egrave; una patologia cronica, sistemica e multifattoriale: avere a disposizione terapie di comprovata efficacia sulla correzione della iperglicemia e del peso eccessivo che offrano anche una protezione cardiovascolare, come tirzepatide ha dimostrato in questo studio, permette di gestire al meglio la complessit&agrave; della malattia</em><em>&raquo;.</em><br />Nello studio, il rischio di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus &egrave; risultato inferiore dell&rsquo;8% per tirzepatide rispetto a dulaglutide, soddisfacendo i criteri predefiniti di non inferiorit&agrave;. Tale risultato implica automaticamente una superiorit&agrave; rispetto a un ipotetico placebo. Inoltre, tirzepatide ha mostrato risultati coerenti su tutte e tre le componenti dell&rsquo;endpoint composito MACE-3. Il tasso di mortalit&agrave; per tutte le cause &egrave; stato inferiore del 16% con tirzepatide rispetto a dulaglutide&nbsp;<br /><br />&nbsp;<br />Un&rsquo;analisi di confronto indiretto pre-specificata su dati individuali abbinati provenienti dagli studi REWIND e SURPASS-CVOT ha dimostrato che tirzepatide ha ridotto il rischio di eventi MACE-3 del 28%&nbsp; e la mortalit&agrave; per tutte le cause del 39%&nbsp; rispetto a un placebo ipotetico.3 In un&rsquo;altra analisi chiave predefinita condotta su partecipanti a rischio elevato o molto elevato di malattia renale cronica, tirzepatide ha rallentato il declino del tasso di filtrazione glomerulare stimato&nbsp;<br /><em>&laquo;</em><em>L&rsquo;obiettivo principale dello studio SURPASS-CVOT era dimostrare una efficacia sul rischio cardiovascolare di soggetti con diabete di tipo 2 che gi&agrave; avevano sofferto di un precedente evento cardiovascolare, almeno paragonabile a quella di dulaglutide, farmaco gi&agrave; riconosciuto per i suoi benefici cardiaci. Il raggiungimento di tale obiettivo &egrave; la conferma della protezione cardiovascolare offerta da tirzepatide </em>&ndash; commenta&nbsp;<strong>Stefano Del Prato</strong>, Affiliate Professor, Centro di Ricerca Interdisciplinare Health Science, Scuola Universitaria Superiore Sant&rsquo;Anna di Pisa &ndash; <em>Si tratta&nbsp;di un risultato di grande rilievo, in quanto per la prima volta l&rsquo;efficacia cardiovascolare di un nuovo trattamento per il diabete di tipo 2 &egrave; stata confrontata con una terapia con comprovata evidenza di beneficio cardiovascolare, aprendo nuove prospettive per il trattamento integrato del diabete di tipo 2</em><em>&raquo;.</em><br /><br />Nello studio, tirzepatide ha determinato miglioramenti superiori nei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), nel peso corporeo e nei biomarcatori cardiovascolari, inclusi i lipidi plasmatici e la pressione arteriosa sistolica, rispetto a dulaglutide. Il profilo di sicurezza e tollerabilit&agrave; di tirzepatide e dulaglutide si &egrave; mantenuto in linea con quanto gi&agrave; noto per ciascun farmaco. Gli eventi avversi pi&ugrave; comunemente riportati nello studio SURPASS-CVOT per entrambi i trattamenti sono stati di natura gastrointestinale, generalmente di entit&agrave; lieve o moderata, e nella maggior parte dei casi si sono risolti una volta completata la fase di titolazione della dose. Durante lo studio, il 13,3% dei partecipanti trattati con tirzepatide ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi, rispetto al 10,2% dei partecipanti trattati con dulaglutide.<br /><em>&laquo;Annunciamo con soddisfazione i risultati positivi dello studio di outcome cardiovascolare SURPASS condotto su tirzepatide&raquo; </em>dichiara <strong>Elias Khalil</strong>, Presidente e Amministratore Delegato Italy Hub di Eli Lilly. <em>&laquo;I dati confermano che tirzepatide conserva il beneficio cardioprotettivo tipico degli agonisti del recettore GLP-1, offrendo al contempo vantaggi clinici pi&ugrave; ampi rispetto a un GLP-1 quale dulaglutide,</em> <em>tra cui una maggiore protezione renale e una riduzione del rischio di morte per tutte le cause. Queste evidenze, insieme all&rsquo;eccellente profilo di tirzepatide nel controllo glicemico e nella riduzione del peso corporeo, ne rafforzano il valore come opzione terapeutica solida e innovativa per le persone con condizioni cardiometaboliche&raquo;.</em><br />I risultati dettagliati dello studio SURPASS-CVOT verranno presentati nel corso del Congresso annuale dell&rsquo;European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2025, in programma a settembre, e saranno pubblicati su una rivista scientifica <em>peer-reviewed</em>. Lilly prevede di sottoporre questi dati alle autorit&agrave; regolatorie globali entro la fine dell&rsquo;anno.<br /><br /><strong>Informazioni su tirzepatide</strong><br />Tirzepatide &egrave; un agonista duale dei recettori GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente) e GLP-1 (peptide-1 glucagone simile), somministrato una volta a settimana. Tirzepatide &egrave; una singola molecola in grado di attivare i recettori endogeni per GIP e GLP-1, due ormoni incretinici naturali. Entrambi i recettori GIP e GLP-1 sono presenti in aree del cervello umano coinvolte nella regolazione dell&rsquo;appetito. Tirzepatide riduce l&rsquo;assunzione calorica e i suoi effetti sembrano mediati da un&rsquo;azione sull&rsquo;appetito. Sono attualmente in corso studi clinici su tirzepatide nella malattia renale cronica (CKD) e sulla morbilit&agrave;/mortalit&agrave; correlata all&rsquo;obesit&agrave; (MMO).<br />In Italia, tirzepatide &egrave; attualmente rimborsato per il trattamento degli adulti con diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta a dieta ed esercizio fisico, sia in monoterapia, quando l&rsquo;uso della metformina &egrave; ritenuto inappropriato per intolleranza o controindicazioni, sia in associazione ad altri farmaci per il trattamento del diabete. Inoltre, tirzepatide &egrave; disponibile e commercializzato in Italia per la gestione del peso corporeo, sia per la riduzione del peso sia per il mantenimento del peso, in pazienti adulti con indice di massa corporea (IMC) iniziale &ge; 30 kg/m&sup2; (obesit&agrave;) oppure con IMC compreso tra &ge; 27 kg/m&sup2; e &lt; 30 kg/m&sup2; (sovrappeso) in presenza di almeno una co-morbidit&agrave; correlata al peso (quali ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno, malattia cardiovascolare, prediabete o diabete mellito di tipo 2). Il trattamento deve essere associato a una dieta ipocalorica e a un aumento dell&rsquo;attivit&agrave; fisica.<br /><br /><strong>Informazioni su dulaglutide</strong><br />Dulaglutide &egrave; indicato per il trattamento di pazienti di et&agrave; pari o superiore a 10 anni affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato in aggiunta alla dieta e all&rsquo;esercizio fisico come monoterapia quando l&rsquo;uso di metformina &egrave; considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni; in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete.<br />.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MIELOMA MULTIPLO: approvate dall'UE nuove combinazioni con belentamab mafodotin]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-approvate-dallue-nuove-combinazioni-con-belentamab-mafodotin]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-approvate-dallue-nuove-combinazioni-con-belentamab-mafodotin#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 13:41:26 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><category><![CDATA[mieloma multiplo]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-approvate-dallue-nuove-combinazioni-con-belentamab-mafodotin</guid><description><![CDATA[MIELOMA MULTIPLO: approvate dall'UE nuove combinazioni con belentamab mafodotin per il trattamento del mieloma multiplo recidivante/refrattario&nbsp;Due studi&nbsp; &ldquo;testa a testa&rdquo; di fase III hanno dimostrato un'efficacia superiore, inclusa la sopravvivenza globale rispetto a una tripletta a base di daratumumab nello studio DREAMM-7Belantamab mafodotin, un anticorpo farmaco coniugato anti-BCMA, potrebbe trasformare il trattamento gi&agrave; dalla prima recidiva, laddove siano necess [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">MIELOMA MULTIPLO: approvate dall'UE nuove combinazioni con belentamab mafodotin per il trattamento del mieloma multiplo recidivante/refrattario</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><ul style="color:rgb(0, 0, 0)"><li><strong>Due studi&nbsp; &ldquo;testa a testa&rdquo; di fase III hanno dimostrato un'efficacia superiore, inclusa la sopravvivenza globale rispetto a una tripletta a base di daratumumab nello studio DREAMM-7</strong></li><li><strong>Belantamab mafodotin, un anticorpo farmaco coniugato anti-BCMA, potrebbe trasformare il trattamento gi&agrave; dalla prima recidiva, laddove siano necessarie ulteriori opzioni efficaci e accessibili</strong></li><li><strong>La sesta approvazione per le combinazioni di belantamab mafodotin mentre altre domande di registrazione sono all&rsquo;esame delle autorit&agrave; regolatorie dei principali mercati</strong>&nbsp;</li></ul></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/hq720_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />&nbsp;GSK ha annunciato oggi l'approvazione di belantamab mafodotin nell'Unione Europea (UE) per il trattamento del mieloma multiplo recidivante o refrattario sia in combinazione con bortezomib pi&ugrave; desametasone (BVd), in pazienti adulti che hanno ricevuto almeno una precedente terapia, sia in combinazione con pomalidomide pi&ugrave; desametasone (BPd) in pazienti che sono stati sottoposti almeno ad una precedente terapia a base di lenalidomide.<br />&nbsp;<br />L'approvazione si basa sui risultati superiori di efficacia dimostrati dalle combinazioni con belantamab mafodotin negli studi registrativi di fase III DREAMM-7 e DREAMM-8 nel trattamento del mieloma multiplo recidivante o refrattario. Entrambi gli studi hanno visto una sopravvivenza libera da progressione (PFS) e una sopravvivenza globale (OS) statisticamente e clinicamente significative per le triplette che includevano belantamab mafodotin rispetto alle triplette standard di cura e rispetto alla tripletta a base di daratumumab nello studio DREAMM-7.<br />&nbsp;<br />I profili di sicurezza e tollerabilit&agrave; delle combinazioni con il nostro anti BCMA sono risultati ampiamente coerenti con i profili noti dei singoli agenti.<br />&nbsp;<br />Hesham Abdullah, Senior Vicepresident, Responsabile Globale di Oncologia, Ricerca e Sviluppo di GSK, ha dichiarato: "L'approvazione odierna delle combinazioni con belentamab mafodotin rappresenta un momento di svolta per i pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario nell'UE. Belantamab mafodotin ha il potenziale per prolungare la remissione e la sopravvivenza, con un'efficacia superiore rispetto alle terapie standard nel nostro programma di studi clinici DREAMM e la possibilit&agrave; di essere somministrato sia in ambito accademico che comunitario".<br />&nbsp;<br />Ogni anno in Europa vengono diagnosticati pi&ugrave; di 50.000 casi di mieloma multiplo, che rappresentano oltre un quarto dell'incidenza globale. Belantamab mafodotin &egrave; l'unico anticorpo farmaco coniugato (ADC) anti-BCMA (antigene di maturazione delle cellule B) approvato per il mieloma multiplo, che offre ai pazienti un meccanismo d'azione differenziato che contribuisce potenzialmente a rallentare la progressione della malattia e prolungare la sopravvivenza.<br />Le combinazioni possono essere somministrate a diverse tipologie di pazienti in diversi contesti di trattamento oncologico, consentendo un'ampia accessibilit&agrave; a una terapia anti-BCMA.<br />&nbsp;<br />Mar&iacute;a-Victoria Mateos, MD, PhD, Responsabile dell'Unit&agrave; Mieloma e Sperimentazioni Cliniche del Dipartimento di Ematologia e Professoressa di Medicina presso l'Universit&agrave; di Salamanca, Spagna, ricercatrice principale dello studio DREAMM-7, ha dichiarato: "Con l'approvazione delle combinazioni nell'UE, ora disponiamo di ulteriori strumenti per mantenere i pazienti in remissione pi&ugrave; a lungo, preservare la qualit&agrave; di vita e prolungare la sopravvivenza. La solida efficacia supportata dagli studi DREAMM-7 e DREAMM-8, insieme alla somministrazione ambulatoriale gestibile in ambito accademico e comunitario, posiziona le combinazioni di belantamab mafodotin come un approccio terapeutico differenziato per i pazienti affetti da mieloma multiplo a partire dalla prima recidiva".<br />&nbsp;<br />Sia DREAMM-7 che DREAMM-8 hanno mostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi&nbsp; della PFS per le combinazioni con belantamab rispetto alle triplette standard nella seconda linea o nel trattamento successivo del mieloma multiplo. In DREAMM-7, la combinazione con belantamab mafodotin (n=243) ha quasi triplicato la PFS mediana rispetto al comparatore basato su daratumumab (n=251) (rispettivamente 36,6 mesi contro 13,4 mesi (hazard ratio [HR]: 0,41 [intervallo di confidenza al 95% (CI): 0,31-0,53], valore p &lt;0,00001). DREAMM-7 ha inoltre raggiunto l'endpoint secondario chiave della OS, mostrando una riduzione statisticamente e clinicamente significativa del 42% del rischio di morte a un follow-up mediano di 39,4 mesi a favore della combinazione con belentamab mafodotin rispetto al comparatore basato sempre su daratumumab (HR 0,58; 95% CI: 0,43-0,79; p=0,00023). La sopravvivenza globale mediana non &egrave; stata raggiunta in nessuno dei due bracci dello studio. Il tasso di OS a tre anni &egrave; stato del 74% nel braccio di combinazione con belantamab mafodotin e del 60% nel braccio di combinazione con daratumumab.<br />&nbsp;<br />Nello studio DREAMM-8, a un follow-up mediano di 21,8 mesi, al momento dell&rsquo;analisi primaria la PFS mediana non &egrave; stata ancora raggiunta (IC al 95%: 20,6-non ancora raggiunta [NR]) con la combinazione con belantamab mafodotin rispetto ai 12,7 mesi nella combinazione con bortezomib (IC al 95%: 9,1-18,5).<br />&nbsp;<br />Delle combinazioni con belantamab mafodotin hanno costantemente beneficiato un'ampia gamma di pazienti, inclusi quelli con caratteristiche o esiti prognostici sfavorevoli, con citogenetica ad alto rischio o quelli refrattari a lenalidomide. Entrambi gli studi hanno inoltre mostrato miglioramenti clinicamente significativi in tutti gli altri endpoint secondari di efficacia, tra cui risposte pi&ugrave; profonde e durature rispetto ai rispettivi comparatori.<br />&nbsp;<br />DREAMM-7 e DREAMM-8 hanno dimostrato che gli effetti collaterali oculari associati a belantamab mafodotin possono essere gestiti e reversibili con appropriate modifiche del dosaggio e follow-up. Ci&ograve; ha consentito ai pazienti di mantenere il beneficio e ha portato a bassi tassi di interruzione del trattamento a causa di effetti collaterali oculari (&le;9%) in entrambi gli studi. Gli eventi avversi non oculari pi&ugrave; comunemente segnalati (&gt;30% dei partecipanti) nel braccio di combinazione con belantamab mafodotin sono stati trombocitopenia (87%) e diarrea (32%) in DREAMM-7, e neutropenia (63%), trombocitopenia (55%) e COVID-19 (37%) in DREAMM-8.<br />&nbsp;<br />Le combinazioni di belantamab mafodotin sono approvate per il mieloma multiplo recidivante o refrattario negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone, nonch&eacute; in altri paesi, tra cui la Svizzera (sulla base dei risultati dello studio DREAMM-8). Le domande di autorizzazione sono attualmente in fase di valutazione in tutti i principali mercati globali, inclusi Stati Uniti e Cina (sulla base dei risultati dello studio DREAMM-7, con la designazione di terapia innovativa per la combinazione e la revisione prioritaria per la domanda).<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>Informazioni sul mieloma multiplo </strong><br />&nbsp;<br />Il mieloma multiplo &egrave; il terzo tumore del sangue pi&ugrave; comune a livello globale ed &egrave; generalmente considerato trattabile ma non guaribile. Ogni anno vengono diagnosticati a livello globale circa 180.000 nuovi casi di mieloma multiplo. La ricerca su nuove terapie &egrave; necessaria poich&eacute; il mieloma multiplo diventa comunemente refrattario ai trattamenti disponibili. Molti pazienti con mieloma multiplo vengono trattati in un contesto oncologico comunitario, il che determina un'urgente necessit&agrave; di nuove terapie efficaci con effetti collaterali gestibili che possano essere somministrate al di fuori di un centro accademico.<br />&nbsp;<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Arriva il Quantum Metabolic Avatar, gemello digitale del metabolismo umano basato su calcoli quantistici]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/arriva-il-quantum-metabolic-avatar-gemello-digitale-del-metabolismo-umano-basato-su-calcoli-quantistici]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/arriva-il-quantum-metabolic-avatar-gemello-digitale-del-metabolismo-umano-basato-su-calcoli-quantistici#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 13:32:32 GMT</pubDate><category><![CDATA[tecnologia e medicina]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/arriva-il-quantum-metabolic-avatar-gemello-digitale-del-metabolismo-umano-basato-su-calcoli-quantistici</guid><description><![CDATA[Arriva il Quantum Metabolic Avatar, gemello digitale del metabolismo umano basato su calcoli quantisticiSviluppato dai fisici dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, campus di Roma, l&rsquo;avatar simula l&rsquo;evoluzione del metabolismo usando algoritmi quantistici e dati reali di dieta, movimento e altri parametri influenti&#8203;       Per la prima volta, usando algoritmi quantistici &egrave; stato creato un avatar del metabolismo umano per studiare tutte le possibili reazioni biochimiche me [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Arriva il Quantum Metabolic Avatar, gemello digitale del metabolismo umano basato su calcoli quantistici</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>Sviluppato dai fisici dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, campus di Roma, l&rsquo;avatar simula l&rsquo;evoluzione del metabolismo usando algoritmi quantistici e dati reali di dieta, movimento e altri parametri influenti</em></strong><br />&#8203;</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:429px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/teamfisica.jpg?1753536924" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><strong>Per la prima volta, usando algoritmi quantistici &egrave; stato creato un avatar del metabolismo umano per studiare tutte le possibili reazioni biochimiche metaboliche all'interno del nostro corpo, con la possibilit&agrave; di sviluppare avatar personalizzati per pazienti con svariate malattie, dal diabete alla suscettibilit&agrave; al sovrappeso, sui quali testare le terapie per scegliere la migliore. In pratica siamo di fronte a un &ldquo;gemello digitale&rdquo; che impara, si adatta, e simula come funziona il nostro corpo quando mangiamo, ci muoviamo o cambiamo stile di vita. </strong><br />Battezzato &ldquo;Quantum Metabolic Avatar&rdquo;, &egrave; stato sviluppato dal team del professor <strong>Giuseppe Maulucci</strong>, Associato di Fisica per le scienze della vita, l'ambiente e i beni culturali e direttore del Laboratorio di Intelligenza metabolica presso il Dipartimento di Neuroscienze dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, campus di Roma. Si tratta del frutto di un lavoro pubblicato su <em>Expert Systems with Applications,</em> insieme con i colleghi della UOC Fisica per le Scienze della Vita della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS diretta dal&nbsp;professor <strong>Marco De Spirito</strong>, Ordinario di Fisica per le scienze della vita, l'ambiente e i beni culturali all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica, che spiega: &ldquo;L&rsquo;informatica quantistica ha oggi pochissime applicazioni pratiche nel mondo reale, e ancora meno nel campo della medicina. Questo progetto rappresenta uno dei primi esempi concreti di utilizzo della computazione quantistica su dati fisiologici reali, con potenziali ricadute dirette sulla salute delle persone. &Egrave; un traguardo che segna non solo un avanzamento scientifico, ma anche un passo verso una medicina personalizzata, predittiva e intelligente&rdquo;.<br />Il gruppo include giovani ricercatori dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS&nbsp;<strong>Cassandra&nbsp;Serantoni, Michele Maria De Giulio, Alessia Riente</strong>, e partner industriali impegnati nello sviluppo di tecnologie per la salute digitale (Stefano Capezzone, Rosita Esposito,&nbsp;Fastal S.r.L. e Chirale S.r.L.).<br />Il Quantum Metabolic Avatar &egrave; un modello intelligente, alimentato da dati reali di persone vere, ma ci&ograve; che lo rende speciale &egrave; che non si basa sull&rsquo; intelligenza artificiale classica, spiega il professor <strong>Maulucci</strong>. &ldquo;Noi lo abbiamo fatto viaggiare sui binari della meccanica quantistica, usando computer quantistici, disponibili oggi attraverso connessioni cloud. Immaginate di avere a disposizione un &ldquo;super-cervello&rdquo; che non pensa in modo lineare, ma che riesce a esplorare tantissimi scenari contemporaneamente, come se guardasse tutte le possibili strade che il metabolismo potrebbe prendere &mdash; in un solo sguardo - aggiunge. Nel nostro avatar metabolico, inseriamo informazioni quotidiane: la dieta di una persona, quanto si muove, come varia il suo peso. E il sistema prova a prevedere &mdash; con una settimana di anticipo &mdash; dove sta andando il suo corpo. &Egrave; come un navigatore metabolico: anzich&eacute; dirti il percorso in auto, ti dice dove andr&agrave; il tuo metabolismo se continui su quella strada. E la bellezza &egrave; che questo sistema pu&ograve; imparare anche da pochi dati, anche se i dati sono &ldquo;sporchi&rdquo;, incompleti, irregolari &mdash; proprio come succede nella vita vera. Mentre gli algoritmi classici, per dare buoni risultati, hanno bisogno di dati ordinati e abbondanti (come un treno su binari perfetti), gli algoritmi quantistici si comportano pi&ugrave; come un fuoristrada, capace di avanzare anche su terreni difficili, e vedere strade alternative&rdquo;.<br />BACKGROUNDSe un algoritmo classico &egrave; come un treno che corre su un solo binario, esplorando una sola soluzione possibile alla volta, un algoritmo quantistico &egrave; come un treno magico capace di percorrere simultaneamente tutti i binari, esplorando in parallelo tutte le soluzioni possibili a un problema. Questo &egrave; possibile grazie a due straordinarie propriet&agrave; della fisica quantistica: la sovrapposizione e l&rsquo;entanglement, spiega il professore. Un qubit, cio&egrave; l&rsquo;unit&agrave; base dell&rsquo;informazione in un computer quantistico (l&rsquo;equivalente quantistico del bit), non &egrave; solo acceso o spento, 0 o 1, come nei computer tradizionali. Un qubit pu&ograve; essere in una combinazione di entrambi gli stati allo stesso tempo: questa &egrave; la sovrapposizione. &Egrave; come se in un quiz tu potessi contemporaneamente scegliere tutte le risposte, aspettando che sia la realt&agrave; &mdash; o la misurazione &mdash; a svelare quella giusta. E poi quando pi&ugrave; qubit vengono interconnessi tra loro in modo profondo, allora anche se li separi fisicamente, il loro comportamento resta collegato. &Egrave; come se due strumenti musicali, anche in stanze diverse, suonassero in perfetta armonia senza bisogno di comunicare: se uno cambia nota, l&rsquo;altro si adegua all&rsquo;istante. Questo fenomeno, chiamato entanglement, permette agli algoritmi quantistici di cogliere relazioni complesse tra dati che i modelli classici non riescono nemmeno a immaginare.<br /><strong>LO STUDIO </strong><br />Nel lavoro gli esperti sono partiti da dati fisiologici reali: ad esempio, i cibi mangiati da una persona, il suo consumo energetico, come &egrave; cambiato il suo peso negli ultimi sette giorni. Questi dati vengono trasformati in una &ldquo;forma quantistica&rdquo;: codificati in diverse probabilit&agrave; all&rsquo;interno di uno stato quantico. Questa informazione viene poi &lsquo;metabolizzata&rsquo; dai computer quantistici e il risultato &egrave; un &ldquo;vettore quantico&rdquo;, &ldquo;cio&egrave; un insieme di probabilit&agrave; che ci raccontano qual &egrave; la direzione in cui si sta muovendo il metabolismo di quella persona. Ad esempio, ci pu&ograve; dire quanto peser&agrave; tra una settimana, o se &egrave; in una fase in cui il corpo tende ad accumulare energia o a bruciarla, o se aumenter&agrave; la sua massa magra, o se il suo microbiota muter&agrave; &ndash; spiegano i professori. &Egrave; una previsione intelligente, costruita su una dinamica temporale che non si limita a ripetere il passato, ma lo interpreta per generare futuri possibili, tutti valutati in parallelo. In pratica consente di vedere pi&ugrave; strade nello stesso momento, e scegliere quella che funziona meglio per rappresentare la realt&agrave; biologica di ciascuno&rdquo;.<br />LE PROSPETTIVEL&rsquo;ambizione &egrave; che ogni persona potr&agrave; avere il suo avatar metabolico personale, un modello che lo rappresenta in modo dinamico, unico. Questo gemello digitale potr&agrave; aiutarci a rispondere a domande complesse come &lsquo;perch&eacute; questa persona ingrassa facilmente anche se mangia poco? Perch&eacute; un&rsquo;altra fatica a dimagrire nonostante la dieta? Quale farmaco sarebbe pi&ugrave; adatto al suo metabolismo? Quale dieta potrebbe proteggerla da malattie future?&rsquo; &ldquo;In questo senso, il nostro avatar diventa un alleato della medicina di precisione. Non pi&ugrave; trattamenti standard, ma strategie costruite su misura, come un abito sartoriale cucito sul corpo e sulla biologia di ciascuno. Potremmo inoltre usare questi modelli per testare digitalmente &mdash; in silico &mdash; l&rsquo;effetto di nuovi farmaci o di integratori, prima ancora che vengano somministrati a un paziente. Non per sostituire gli studi clinici, ma per renderli pi&ugrave; rapidi, mirati, sicuri&rdquo;.<br />&ldquo;Abbiamo gi&agrave; messo alla prova il nostro avatar su dati reali, raccolti da persone monitorate quotidianamente con bilance intelligenti, dispositivi indossabili e app. In quasi tutti i casi, il modello quantistico ha superato il modello classico in precisione, soprattutto quando i dati erano pochi o rumorosi. &Egrave; un segnale molto forte: questi sistemi potrebbero davvero funzionare in ambienti clinici reali, dove i dati non sono mai perfetti&rdquo;, spiega <strong>Maulucci</strong>.&nbsp;&nbsp;<br />I prossimi passi sono emozionanti. &ldquo;Vogliamo estendere l&rsquo;avatar anche ad altri processi metabolici, come il comportamento del glucosio, dei lipidi, o del microbiota intestinale. Inoltre, vogliamo costruire una versione generalizzata, che possa funzionare anche su persone nuove, anche se non abbiamo dati storici dettagliati. L&rsquo;obiettivo &egrave; renderlo pronto per l&rsquo;utilizzo pratico, come strumento di supporto per il clinico e per il paziente&rdquo;, aggiunge.&nbsp;&nbsp;<br />Il Quantum Metabolic Avatar &egrave; uno dei primi esempi di uso della quantistica su dati reali, fisiologici, legati alla salute quotidiana di persone comuni. Rispetto all&rsquo;intelligenza artificiale classica, che oggi &egrave; gi&agrave; nei reparti ospedalieri, la quantistica ha ancora bisogno di tempo per diffondersi. Ma quel tempo &egrave; iniziato ora, e non &egrave; un futuro lontano: &egrave; gi&agrave; in corso.&nbsp;</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[INFEZIONE DA HIV, LA PREVENZIONE CON LENACAPAVIR CAMBIA LA STORIA]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/infezione-da-hiv-la-prevenzione-con-lenacapavir-cambia-la-storia]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/infezione-da-hiv-la-prevenzione-con-lenacapavir-cambia-la-storia#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 12:44:08 GMT</pubDate><category><![CDATA[hiv]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/infezione-da-hiv-la-prevenzione-con-lenacapavir-cambia-la-storia</guid><description><![CDATA[INFEZIONE DA HIV, LA PREVENZIONE CAMBIA LA STORIAPARERE POSITIVO&nbsp;PER LA SOMMINISTRAZIONE SEMESTRALE DI LENACAPAVIR PER LA PREVENZIONE DELL'HIV DA PARTE DEL COMITATO PER I MEDICINALI PER USO UMANO (CHMP) DELL'AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI (EMA) NELL'AMBITO DI UNA PROCEDURA ACCELERATA&nbsp;&ndash;&nbsp;Se approvato, lenacapavir sarebbe la prima e unica opzione di PrEP somministrabile due volte all'anno nell'Unione Europea&nbsp;&ndash; Parere positivo ricevuto anche per la procedura EU-M4al [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">INFEZIONE DA HIV, LA PREVENZIONE CAMBIA LA STORIA</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">PARERE POSITIVO</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">PER LA SOMMINISTRAZIONE SEMESTRALE DI LENACAPAVIR PER LA PREVENZIONE DELL'HIV DA PARTE DEL COMITATO PER I MEDICINALI PER USO UMANO (CHMP) DELL'AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI (EMA) NELL'AMBITO DI UNA PROCEDURA ACCELERATA</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>&ndash;&nbsp;</em></strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>Se approvato, lenacapavir sarebbe la prima e unica opzione di PrEP somministrabile due volte all'anno nell'Unione Europea</em></strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>&ndash; Parere positivo ricevuto anche per la procedura EU-M4all dell&rsquo;EMA, per facilitare la disponibilit&agrave; nei Paesi a reddito basso e medio-basso</em></strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/aids-donna_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><strong>&nbsp;</strong>Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha adottato un parere positivo nell'ambito di una procedura accelerata che raccomanda lenacapavir, l'inibitore iniettabile del capside dell'HIV-1 dell'azienda, per l'uso come profilassi pre-esposizione (PrEP) per ridurre il rischio di HIV-1 acquisito sessualmente negli adulti e negli adolescenti con aumentato rischio di acquisizione dell'HIV-1.<br />&nbsp;<br />La raccomandazione per l&rsquo;autorizzazione all'immissione in commercio (MAA) sar&agrave; ora esaminata dalla Commissione Europea che valuter&agrave; il lenacapavir come potenziale nuova strategia preventiva contro l'HIV in tutti i 27 Stati membri dell'Unione Europea, nonch&eacute; in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Inoltre, se approvato, a lenacapavir sar&agrave; concesso un ulteriore anno di esclusiva di mercato nell'Unione Europea (UE) a seguito della nuova indicazione.<br />&nbsp;<br />Il CHMP ha inoltre adottato un parere positivo nell&rsquo;ambito della procedura Medicinali per tutti (EU-M4all), che consente una valutazione semplificata per la prequalificazione del medicinale da parte dell'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS) e faciliter&agrave; le registrazioni nazionali nei paesi a reddito basso e medio-basso (LLMIC).<br />&nbsp;<br />Nonostante i continui &nbsp;i dati dell'analisi primaria hanno mostrato che la somministrazione di lenacapavir per via sottocutanea due volte all'anno ha portato a zero infezioni da HIV su 2.134 partecipanti, a una riduzione del 100% delle infezioni da HIV e a una superiorit&agrave; nella prevenzione delle infezioni da HIV rispetto alla somministrazione orale una volta al giorno &nbsp;di emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil fumarato 300 mg (F/TDF) nelle donne cisgender nell'Africa subsahariana. Nello <a href="https://cts.businesswire.com/ct/CT?id=smartlink&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.gilead.com%2Fnews%2Fnews-details%2F2024%2Fgilead-presents-full-purpose-2-data-results-for-twice-yearly-lenacapavir-for-hiv-prevention-at-hiv-glasgow&amp;esheet=54257682&amp;newsitemid=20250520465880&amp;lan=en-US&amp;anchor=PURPOSE+2+trial&amp;index=6&amp;md5=9249be8d81ad64a52dab27c8a0a16b25" target="_blank">studio PURPOSE 2</a> (NCT04925752), ci sono state due infezioni da HIV su 2.179 partecipanti del gruppo di trattamento con lenacapavir per via sottocutanea due volte all'anno, dimostrando che il 99,9% dei partecipanti non ha contratto l'infezione da HIV e la superiorit&agrave; nella prevenzione delle infezioni da HIV rispetto alla somministrazione orale una volta al giorno di emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil fumarato 300 mg in un gruppo ampio e geograficamente diversificato di uomini cisgender e persone transgender di genere non binario. In entrambi gli studi, lenacapavir ha dimostrato una superiorit&agrave; nella prevenzione delle infezioni da HIV rispetto all'incibase dell'HIV (bHIV) ed &egrave; stato generalmente ben tollerato, senza che siano stati identificati segnali di sicurezza significativi o nuovi<em>.</em> I dati di entrambi gli studi sono stati pubblicati sul <em>New England Journal of Medicine </em>e, in parte sulla base dei risultati dello studio, nel dicembre 2024 la rivista <em>Science</em> ha nominato lenacapavir "Breakthrough of the Year" per il 2024&rdquo;.<br />&nbsp;<br />Gilead sta attuando una strategia globale di accesso, sostenuta da attivisti per la salute e organizzazioni, che d&agrave; priorit&agrave; alla rapidit&agrave; di accesso e abilita i percorsi pi&ugrave; efficienti per la registrazione, l'approvazione e l'accesso a lenacapavir due volte all'anno per la PrEP.<br />&nbsp;<br /><strong><u>Informazioni su Lenacapavir</u></strong><br />&nbsp;<br />Lenacapavir &egrave; approvato in diversi paesi per il trattamento dell'HIV multiresistente negli adulti, in combinazione con altri antiretrovirali. Lenacapavir &egrave; anche approvato negli Stati Uniti per ridurre il rischio di HIV acquisito sessualmente negli adulti e negli adolescenti di peso (&ge;35 kg) che sono a rischio di acquisizione dell'HIV.<br />&nbsp;<br />Il meccanismo d'azione multistadio di lenacapavir &egrave; distinto da quello di altre classi di agenti antivirali attualmente approvate. Mentre la maggior parte degli antivirali agisce su una sola fase della replicazione virale, il lenacapavir &egrave; progettato per inibire l'HIV in pi&ugrave; fasi del suo ciclo di vita e non presenta <em>in vitro</em> resistenza crociata nota rispetto ad altre classi di farmaci esistenti.<br />&nbsp;<br />Lenacapavir &egrave; in fase di valutazione come opzione a lunga durata d'azione in molteplici studi clinici, sia in corso che pianificati, in fasi iniziali e avanzate del programma di ricerca sulla prevenzione e il trattamento dell'HIV di Gilead. Lenacapavir &egrave; in fase di sviluppo come base per potenziali future terapie per l'HIV con l'obiettivo di offrire opzioni sia orali che iniettabili a lunga durata d'azione con diverse frequenze di somministrazione, in combinazione o come agente singolo, per rispondere alle esigenze e alle preferenze individuali delle persone e delle comunit&agrave; affette da HIV. La rivista <em>Science</em> ha nominato lenacapavir "Scoperta scientifica dell'anno 2024.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CARDIOMIOPATIE: IN ARRIVO IL PRIMO DOCUFILM “UN CUORE GRANDE]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cardiomiopatie-in-arrivo-il-primo-docufilm-un-cuore-grande]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cardiomiopatie-in-arrivo-il-primo-docufilm-un-cuore-grande#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 12:36:44 GMT</pubDate><category><![CDATA[cardiologia]]></category><category><![CDATA[progetti speciali]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/cardiomiopatie-in-arrivo-il-primo-docufilm-un-cuore-grande</guid><description><![CDATA[CARDIOMIOPATIE: IN ARRIVO IL PRIMO DOCUFILM &ldquo;UN CUORE GRANDE&rdquo;,&nbsp;QUATTRO STORIE ESEMPLARI DI SPERANZA, FIDUCIA E DETERMINAZIONERacconta le esperienze di Giorgia, Cristina, Antonio e Benedetta per dimostrare come sia possibile vivere appieno nonostante una malattia difficile, che per&ograve; oggi si pu&ograve; gestire. Scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato e realizzato grazie al contributo non condizionante di Bristol Myers SquibbLa proiezione e la Masterclass all&r [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><strong>CARDIOMIOPATIE: IN ARRIVO IL PRIMO DOCUFILM &ldquo;UN CUORE GRANDE&rdquo;,&nbsp;</strong><strong>QUATTRO STORIE ESEMPLARI DI SPERANZA, FIDUCIA E DETERMINAZIONE</strong><br /><em>Racconta le esperienze di Giorgia, Cristina, Antonio e Benedetta per dimostrare come sia possibile vivere appieno nonostante una malattia difficile, che per&ograve; oggi si pu&ograve; gestire. Scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato e realizzato grazie al contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb</em></strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">La proiezione e la Masterclass all&rsquo;edizione 2025 del Giffoni Film Festival</strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/2025-07-23-141727-6-18-374_orig.webp" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong><strong>CARDIOMIOPATIE: IN ARRIVO IL PRIMO DOCUFILM &ldquo;UN CUORE GRANDE&rdquo;,&nbsp;</strong><strong>QUATTRO STORIE ESEMPLARI DI SPERANZA, FIDUCIA E DETERMINAZIONE </strong><br /><em>Racconta le esperienze di Giorgia, Cristina, Antonio e Benedetta per dimostrare come sia possibile vivere appieno nonostante una malattia difficile, che per&ograve; oggi si pu&ograve; gestire. Scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato e realizzato grazie al contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb<br /></em></strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">La proiezione e la Masterclass all&rsquo;edizione 2025 del Giffoni Film Festival</strong><strong></strong><br /><br /><em>&nbsp;</em>&ldquo;Un Cuore Grande&rdquo; &egrave; il primo docufilm che ha al centro le storie di chi convive con una forma di cardiomiopatia. Sono malattie che interessano il muscolo cardiaco (miocardio) alterandone la struttura e la funzione. Tra queste la cardiomiopatia ipertrofica &egrave; la forma pi&ugrave; comune e pu&ograve; causare sintomi debilitanti e gravi complicazioni. Sensazioni ben conosciute dalle oltre 100mila persone che in Italia presentano questa forma di patologia cardiaca. Eppure, molte di loro non si sono fatte fermare da un&rsquo;aritmia, da un arresto cardiaco rianimato, dall&rsquo;impianto di un defibrillatore o da un trapianto di cuore. Quattro storie di determinazione, speranza e fiducia per un futuro migliore raccontate nel docufilm andato in onda su LA7d e disponibile in streaming su LA7. In occasione dell&rsquo;edizione 2025 del Giffoni Film Festival &egrave; organizzata una proiezione speciale della pellicola seguita da una Masterclass in collaborazione con Giffoni Innovation HUB. Il docufilm, scritto da <strong>Donatella Romani </strong>e diretto da<strong> Roberto Amato</strong> &egrave; prodotto da Telomero Produzioni. Il doppio evento si tiene al Palazzo Cinema di Giffoni e al Talk post-proiezione parteciperanno il prof. <strong>Franco Cecchi</strong>, Presidente AICARM APS &ndash; Associazione Italiana Cardiomiopatie &ndash; e i pazienti protagonisti, tra gli altri, del docufilm. L&rsquo;iniziativa gode del patrocinio di AICARM APS (Associazione Italiana Cardiomiopatie) ed &egrave; realizzata con il contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb.<br />&ldquo;Un Cuore Grande&rdquo; intende raccontare esperienze positive di chi ha voluto guardare al di l&agrave; della malattia e vivere una vita piena, costruendo i propri sogni ogni giorno. &ldquo;Le cardiomiopatie sono malattie spesso familiari, ereditarie e possono essere diagnosticate in ogni fascia d&rsquo;et&agrave; &ndash; sottolinea il prof. <strong>Iacopo Olivotto</strong>, Responsabile Centro Cardiomiopatie AOU Careggi e Meyer di Firenze e Docente del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell&rsquo;Universit&agrave; di Firenze -. Vengono diagnosticate soprattutto in adulti tra i 30 e i 50 anni e sono responsabili di buona parte delle morti improvvise giovanili, di aritmie e pi&ugrave; raramente, di trapianto di cuore. Soprattutto, sono spesso responsabili di scompenso cardiaco che &egrave; al momento la terza causa di ricovero ospedaliero in Italia. La pi&ugrave; diffusa &egrave; la cardiomiopatia ipertrofica che si caratterizza per un ispessimento delle pareti del cuore. &Egrave; frequentemente provocata dalla presenza di alcune specifiche mutazioni genetiche che possono essere trasmesse anche ai figli&rdquo;. &ldquo;Nonostante indubbi problemi, limitazioni e complicanze,&nbsp; oggi &egrave; possibile convivere&nbsp; con una cardiomiopatia &ndash; sottolinea il prof. <strong>Franco Cecchi</strong>, Presidente di AICARM APS &ndash; Associazione Italiana Cardiomiopatie -. &Egrave; quanto dimostra, con grande chiarezza, il docufilm che presentiamo oggi e che ha il merito di accendere i riflettori su queste malattie cardiache ancora poco conosciute. Per fortuna, grazie ai continui progressi della scienza e della ricerca, &egrave; possibile gestire la patologia in modo pi&ugrave; efficace, migliorando significativamente la qualit&agrave; e l&rsquo;aspettativa di vita dei pazienti e offrendo nuove prospettive per il futuro&rdquo;.<br />&ldquo;Il momento della diagnosi &egrave; molto delicato perch&eacute; dobbiamo far comprendere ai pazienti che insieme percorreremo un lungo percorso per gestire al meglio la patologia, un percorso in cui loro dovranno essere protagonisti, imparando a trovare un equilibrio fra i limiti della patologia e la possibilit&agrave;, grazie anche all&rsquo;innovazione terapeutica, di vivere una vita piena&rdquo; sottolinea <strong>Samuela Carigi</strong> Cardiologa presso l&rsquo;Ospedale Infermi di Rimini.<br />Il docufilm racconta la storia di <strong>Giorgia</strong>, attrice che dopo un arresto cardiaco a 20 anni ora passa la sua vita fra un set e l&rsquo;altro. Un&rsquo;altra protagonista &egrave;<strong> Cristina </strong>che a 13 anni, dopo la diagnosi, ha dovuto rinunciare allo sport agonistico. Tuttavia, ha scoperto la passione per i rally e ha girato il mondo. <strong>Antonio</strong> invece da quando ha scoperto che i suoi figli non avevano ereditato il gene mutato &egrave; riuscito a sentire meno il peso della malattia. Infine, c&rsquo;&egrave; <strong>Benedetta </strong>che sognava di fare il medico fin da piccola. Tuttavia, dopo la morte del padre, per una cardiomiopatia che lo ha portato al trapianto, e proprio quando stava per iscriversi alla facolt&agrave; di medicina, ha vacillato per qualche mese. Poi &egrave; tornata sui suoi passi e oggi si impegna perch&eacute; la scienza possa dare risposte ad altre famiglie come la sua. A fianco delle quattro testimonianze, l&rsquo;attrice <strong>Pamela Villoresi</strong> con la sua voce racconta il momento esatto in cui i protagonisti hanno visto la loro vita cambiare improvvisamente.<br />&ldquo;Ascoltare le storie dei protagonisti di &ldquo;Un Cuore Grande&rdquo; &egrave; stato un grande privilegio &ndash; concludono<strong> Donatella Romani e Roberto Amato</strong> -. Vedere come tutti siano riusciti a non farsi paralizzare dalla paura che da un momento all&rsquo;altro possa succedere qualcosa, ci fa riflettere su come trovare un equilibrio. Anche quando il destino ti mette davanti ad un ostacolo apparentemente insuperabile &egrave; possibile andare avanti se i tuoi sogni sono pi&ugrave; grandi dei limiti e la tua voglia di vivere &egrave; pi&ugrave; forte delle difficolt&agrave;. Emozioni, lacrime e risate hanno accompagnato le riprese del docufilm e l&rsquo;ironia di Giorgia, l&rsquo;entusiasmo di Cristina, la determinazione di Benedetta e la serenit&agrave; di Antonio sono ricordi preziosi. Hanno tutti appunto &ldquo;un cuore grande&rdquo; e non solo perch&eacute; la cardiomiopatia tende ad ingrossarlo. Hanno soprattutto un grande cuore, pieno di passione e gioia di vivere e questo rappresenta un messaggio straordinario per tutti noi&rdquo;.<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Accesso alle cure: il Patient Access Monitor 2025 propone un sistema più equo e proattivo]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/accesso-alle-cure-il-patient-access-monitor-2025-propone-un-sistema-piu-equo-e-proattivo]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/accesso-alle-cure-il-patient-access-monitor-2025-propone-un-sistema-piu-equo-e-proattivo#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 12:32:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[sanit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/accesso-alle-cure-il-patient-access-monitor-2025-propone-un-sistema-piu-equo-e-proattivo</guid><description><![CDATA[Accesso alle cure: il Patient Access Monitor 2025 propone un sistema pi&ugrave; equo e proattivoAccesso tempestivo, equo e sostenibile alle cure: &egrave; questo l&rsquo;obiettivo del&nbsp;Secondo Patient Access Monitor, che &egrave; stato presentato al convegno &ldquo;Patient Access &ndash; From Journey to System&rdquo;, promosso dal&nbsp;Patient Access Think Tank&nbsp;con la Senatrice&nbsp;Daniela Sbrollini.       Patient Access significa garantire a ogni persona &ndash; indipendentemente da c [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Accesso alle cure: il Patient Access Monitor 2025 propone un sistema pi&ugrave; equo e proattivo</strong><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">Accesso tempestivo, equo e sostenibile alle cure: &egrave; questo l&rsquo;obiettivo del&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Secondo Patient Access Monitor</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">, che &egrave; stato presentato al convegno &ldquo;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Patient Access &ndash; From Journey to System</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&rdquo;, promosso dal&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Patient Access Think Tank&nbsp;</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">con la Senatrice&nbsp;</span><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Daniela Sbrollini</strong><span style="color:rgb(0, 0, 0)">.</span></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:11px;*margin-top:22px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/patient-access.jpg?1753533243" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><span style="color:rgb(8, 8, 9)"></span><br /><strong>Patient Access </strong>significa garantire a ogni persona &ndash; indipendentemente da condizione sociale, genere, luogo di residenza o patologia &ndash; <strong>la possibilit&agrave; concreta di accedere, nel momento giusto, alle cure appropriate</strong>, superando barriere strutturali, economiche, culturali e comportamentali.<br />La Senatrice Daniela Sbrollini, promotrice dell&rsquo;iniziativa, ha dichiarato: <em>&ldquo;La salute &egrave; un diritto costituzionale e un bene collettivo. In un contesto segnato da squilibri regionali, sfide epidemiologiche, emergenze croniche e innovazioni tecnologiche, diventa cruciale lavorare insieme per rimuovere le barriere che negano o rallentano l&rsquo;accesso alle cure. Il Patient Access Monitor &egrave; un contributo prezioso a questo percorso.&rdquo; </em><br />Il Patient Access Monitor &egrave; frutto di un lavoro congiunto tra accademici, societ&agrave; scientifiche, istituzioni e associazioni civiche e di pazienti e affronta criticit&agrave; trasversali: dalla cronicit&agrave; all&rsquo;innovazione digitale, dalle malattie rare alla salute mentale, dall&rsquo;equit&agrave; di genere alle nuove vulnerabilit&agrave; sociali.<br />Tra i temi esposti durante l&rsquo;incontro, &egrave; stata lanciata l&rsquo;iniziativa che il <strong>Patient Access Think Tank propone per ridurre il ritardo diagnostico dell&rsquo;emicrania, una condizione che colpisce milioni di persone ma che spesso resta sottodiagnosticata.</strong>&nbsp;Solo il 40% dei pazienti riceve una diagnosi entro sei mesi, con frequenti accessi impropri al pronto soccorso. Il progetto propone un approccio integrato di interventi comportamentali e organizzativi per migliorare diagnosi precoce, accesso alle cure e formazione dei professionisti. Tra i prossimi passi, l&rsquo;avvio di un pilota regionale con percorsi diagnostici semplificati, l&rsquo;ampliamento delle indagini su fattori scatenanti e il monitoraggio dell&rsquo;efficacia dei trattamenti innovativi attraverso dati real world.<br />Grande attenzione &egrave; stata posta anche al tema del <strong>Virus Sinciziale Respiratorio (RSV)</strong>, che rappresenta un serio problema di salute pubblica. Durante la presentazione del documento, si &egrave; evidenziato che <strong>in un anno in Italia si registrano circa 25.000 ricoveri tra i bambini sotto i 5 anni, l&rsquo;80% dei quali nel primo anno di vita. Anche gli anziani sono colpiti duramente, con 15.000&ndash;22.000 ricoveri e tassi di mortalit&agrave; superiori al 7%.</strong> Il burden economico &egrave; significativo, gravando sul SSN e sui caregiver. Tuttavia, la consapevolezza clinica resta bassa, soprattutto negli adulti.<br />Il Patient Access Think Tank propone di aggiornare le definizioni di caso e rafforzare la sorveglianza (es. RespViNet). Negli ultimi anni, sono stati compiuti significativi progressi nella prevenzione dell'RSV, con l'introduzione di vaccini per la protezione di anziani e neonati (attraverso la vaccinazione della donna in gravidanza) e anticorpi monoclonali. &Egrave; urgente integrare i dati RSV nella pianificazione sanitaria e promuovere studi di costo-efficacia per migliorare la prevenzione.<br />Altri aspetti analizzati durante la sessione riguardavano le <strong>disuguaglianze di accesso </strong>(genere, et&agrave;, territorio, patologie trascurate), <strong>le unit&agrave; comportamentali, la sanit&agrave; territoriale e digitale, la transizione verso una medicina proattiva </strong>basata su prevenzione e anticipazione.<br />Il Monitor 2025 invita a un cambio di paradigma: salute come bene pubblico e trasversale alle politiche.<br />&nbsp;<br /><strong>Un evento ad alto profilo </strong><br />Tra i relatori: Istituto Superiore di Sanit&agrave;, Societ&agrave; Scientifiche, Fondazione Onda, Uniamo, Salute Donna ODV, FAVO, esperti di sanit&agrave; pubblica e rappresentanti parlamentari.<br />Attraverso <strong>Work Package tematici</strong>, il Monitor 2025 &egrave; stato <strong>realizzato grazie ad un contributo non condizionato di Dr. Falk, HAL-Allergy, Karl Storz, Kolinpharma, Pfizer</strong>.&nbsp;<br /><span style="color:rgb(8, 8, 9)"></span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Nuovi risultati favorevoli in fase 3 per orforglipron nel diabete di tipo 2]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuovi-risultati-favorevoli-in-fase-3-per-orforglipron-nel-diabete-di-tipo-2]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuovi-risultati-favorevoli-in-fase-3-per-orforglipron-nel-diabete-di-tipo-2#comments]]></comments><pubDate>Mon, 23 Jun 2025 11:26:33 GMT</pubDate><category><![CDATA[diabete]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/nuovi-risultati-favorevoli-in-fase-3-per-orforglipron-nel-diabete-di-tipo-2</guid><description><![CDATA[Nuovi risultati favorevoli in fase 3 per orforglipron, primo GLP-1 orale di Lilly: riduzione dell&rsquo;emoglobina glicata superiore e perdita di peso clinicamente significativa rispetto al placeboLa compressa a somministrazione orale giornaliera ha ridotto l&rsquo;emoglobina glicata (A1C) in media dall&rsquo;1,3% all&rsquo;1,6% a seconda del dosaggio, con miglioramenti osservati gi&agrave; a partire dalla quarta settimana, in adulti con diabete di tipo 2.&nbsp;&#8203;       In un endpoint secon [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">Nuovi risultati favorevoli in fase 3 per orforglipron, primo GLP-1 orale di Lilly: riduzione dell&rsquo;emoglobina glicata superiore e perdita di peso clinicamente significativa rispetto al placebo</strong><br /><em style="color:rgb(0, 0, 0)">La compressa a somministrazione orale giornaliera ha ridotto l&rsquo;emoglobina glicata (A1C) in media dall&rsquo;1,3% all&rsquo;1,6% a seconda del dosaggio, con miglioramenti osservati gi&agrave; a partire dalla quarta settimana, in adulti con diabete di tipo 2.</em><br /><span style="color:rgb(0, 0, 0)">&nbsp;</span>&#8203;</div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/diabete_orig.jpeg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><em>In un endpoint secondario, orforglipron ha inoltre determinato, alla dose pi&ugrave; elevata, una perdita media di peso pari a 7,9% (16,0 libbre, circa 7 kg) entro la quarantesima settimana.&nbsp;</em><em>Il profilo di sicurezza di orforglipron &egrave; risultato in linea con le altre molecole della classe dei GLP-1</em><br />&nbsp;<br />&nbsp;<br />Eli Lilly ha annunciato oggi i risultati completi dello studio ACHIEVE-1, una sperimentazione clinica di Fase 3 volta a valutare la sicurezza e l&rsquo;efficacia di orforglipron, primo GLP-1 orale di Lilly, rispetto al placebo in adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato mediante dieta ed esercizio fisico. Orforglipron &egrave; il primo farmaco orale non peptidico agonista del recettore del GLP-1 RA (Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonist) ad aver completato con successo uno studio di Fase 3.<br /><br />I dati dettagliati dello studio ACHIEVE-1 confermano i dati positivi gi&agrave; comunicati ad aprile nei topline results dello studio. Alla quarantesima settimana, tutti e tre i dosaggi di orforglipron (3 mg, 12 mg, 36 mg) hanno raggiunto l&rsquo;endpoint primario, dimostrando una riduzione dell&rsquo;emoglobina glicata superiore rispetto al placebo. Ai dati gi&agrave; noti si aggiunge l&rsquo;evidenza della velocit&agrave; di azione di orforglipron nella riduzione dell&rsquo;emoglobina glicata. Inoltre, le dosi di 12 mg e 36 mg hanno mostrato riduzioni clinicamente e statisticamente significative del peso corporeo rispetto al placebo. Nello studio, orforglipron ha presentato un profilo di sicurezza simile a quello della classe GLP-1e gli eventi avversi pi&ugrave; frequentemente riportati sono stati di tipo gastrointestinale.<br /><br />Grazie a questi risultati, presentati nell&rsquo;ambito dell&rsquo;85&ordf; edizione delle Scientific Sessions dell&rsquo;American Diabetes Association (ADA) 2025, orforglipron, che pu&ograve; essere assunto senza restrizioni su cibo e acqua, si presenta come opzione terapeutica importante per i pazienti che preferiscono la formulazione orale. Orforglipron ha infatti raggiunto l&rsquo;endpoint primario di riduzione dell&rsquo;emoglobina glicata superiore rispetto al placebo alla quarantesima settimana, con una diminuzione compresa tra l&rsquo;1,3% e l&rsquo;1,6% rispetto a un valore basale dell&rsquo;8,0%, secondo l&rsquo;estimand (obiettivo) di efficacia. Tra gli endpoint secondari chiave, fino al 76,2% dei partecipanti trattati con orforglipron ha raggiunto il target terapeutico definito dall&rsquo;ADA di emoglobina glicata &lt;7%, il 66,0% ha raggiunto un valore di emoglobina glicata &le;6,5% e il 25,8% ha ottenuto un valore &lt;5,7%, riconosciuto come valore nella norma. I miglioramenti nei livelli di emoglobina glicata sono stati osservati gi&agrave; a partire dalla quarta settimana e sono stati accompagnati da riduzioni analoghe della glicemia a digiuno.<br />In un altro endpoint secondario chiave, i partecipanti che hanno assunto la dose pi&ugrave; elevata di orforglipron hanno registrato una perdita media di peso pari a 7,9% (16,0 libbre). Sebbene nello studio ACHIEVE-1 non si sia osservato un plateau nella perdita di peso, ci aspettiamo che studi di durata pi&ugrave; estesa, come quelli del programma ATTAIN, potranno fornire una valutazione completa della sicurezza e dell&rsquo;efficacia di orforglipron per il trattamento dell&rsquo;obesit&agrave;.<br />&nbsp;<br />&laquo;<em>Lo studio ACHIEVE-1 ha dimostrato che orforglipron, una nuova piccola molecola agonista del recettore GLP-1 orale, ha ottenuto riduzioni clinicamente significative dell&rsquo;emoglobina glicata e del peso corporeo nell&rsquo;arco di 40 settimane in adulti con diabete di tipo 2</em> &ndash; ha dichiarato il <strong>Dr. Julio Rosenstock</strong>, consulente scientifico senior presso Velocity Clinical Research al Medical City Dallas, professore clinico di medicina alla University of Texas Southwestern Medical Center e ricercatore responsabile dello studio &ndash; <em>Il miglioramento glicemico precoce, osservabile gi&agrave; dopo quattro settimane, rafforza il potenziale terapeutico di orforglipron come trattamento orale efficace a base di GLP-1 per l&rsquo;intervento nelle fasi iniziali del diabete di tipo 2. &raquo;.</em><br />&nbsp;&nbsp;<br /><em>&laquo;I nuovi dati pubblicati dello studio ACHIEVE-1 posizionano orforglipron come un&rsquo;importante opzione terapeutica per i pazienti che preferiscono farmaci orali rispetto a quelli iniettabili, anche grazie alla possibilit&agrave; di assumerlo senza restrizioni nell&rsquo;assunzione di cibo o acqua</em> &ndash; ha dichiarato <strong>Elias Khalil</strong>, presidente e CEO dell&rsquo;Italy Hub di Lilly &nbsp;&ndash; <em>Questa compressa a somministrazione quotidiana, si sta dimostrando in grado di offrire una riduzione clinicamente rilevante dell&rsquo;emoglobina glicata e del peso corporeo, con un profilo di sicurezza simile a quello delle terapie GLP-1 iniettabili. Mentre attendiamo con interesse gli ulteriori risultati del programma ACHIEVE, accogliamo con orgoglio questo nuovo capitolo dell&rsquo;impegno di Lilly nell&rsquo;area del diabete e continuiamo a lavorare per rendere disponibile presto questa opzione terapeutica ai pazienti italiani&raquo;.</em><br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MIELOMA MULTIPLO, TRIPLICATA SOPRAVVIVENZA LIBERA DA PROGRESSIONE CON UNA TERAPIA A TRE FARMACI]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-triplicata-sopravvivenza-libera-da-progressione-con-una-terapia-a-tre-farmaci]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-triplicata-sopravvivenza-libera-da-progressione-con-una-terapia-a-tre-farmaci#comments]]></comments><pubDate>Sat, 14 Jun 2025 12:46:25 GMT</pubDate><category><![CDATA[ematologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/mieloma-multiplo-triplicata-sopravvivenza-libera-da-progressione-con-una-terapia-a-tre-farmaci</guid><description><![CDATA[MIELOMA MULTIPLO, TRIPLICATA SOPRAVVIVENZA LIBERA DA PROGRESSIONE CON UNA TERAPIA A TRE FARMACILo studio DREAMM 7 ha dimostrato che belantamab, in combinazione con altri due farmaci, triplica la sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con mieloma multiplo rispetto alla terapia standard, portandola a 36,6 mesi e riducendo del 42% il rischio di morte.&#8239;Nel trial DREAMM 8, belantamab &ndash; in una diversa combinazione a tre farmaci &ndash; ha mostrato un aumento significativo della sopr [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">MIELOMA MULTIPLO, TRIPLICATA SOPRAVVIVENZA LIBERA DA PROGRESSIONE CON UNA TERAPIA A TRE FARMACI</strong><br /><ul style="color:rgb(0, 0, 0)"><li><strong>Lo studio DREAMM 7 ha dimostrato che belantamab, in combinazione con altri due farmaci, triplica la sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con mieloma multiplo rispetto alla terapia standard, portandola a 36,6 mesi e riducendo del 42% il rischio di morte.</strong></li><li><strong>&#8239;Nel trial DREAMM 8, belantamab &ndash; in una diversa combinazione a tre farmaci &ndash; ha mostrato un aumento significativo della sopravvivenza libera da malattia nei pazienti alla prima recidiva, raggiungendo 32,6 mesi. Dopo un anno, l&rsquo;83% dei pazienti trattati era ancora in vita.</strong></li></ul></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:493px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/published/ilsangue-600x420.jpg?1749905332" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong>MIELOMA MULTIPLO, TRIPLICATA SOPRAVVIVENZA LIBERA DA PROGRESSIONE CON UNA TERAPIA A TRE FARMACI</strong><br /><ul><li><strong>Lo studio DREAMM 7 ha dimostrato che belantamab, in combinazione con altri due farmaci, triplica la sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con mieloma multiplo rispetto alla terapia standard, portandola a 36,6 mesi e riducendo del 42% il rischio di morte.</strong></li><li><strong>&#8239;Nel trial DREAMM 8, belantamab &ndash; in una diversa combinazione a tre farmaci &ndash; ha mostrato un aumento significativo della sopravvivenza libera da malattia nei pazienti alla prima recidiva, raggiungendo 32,6 mesi. Dopo un anno, l&rsquo;83% dei pazienti trattati era ancora in vita.</strong></li></ul>Oltre due anni in pi&ugrave; di sopravvivenza libera da malattia: 36,6 mesi rispetto ai 13,4 della terapia standard e una riduzione del 42% del rischio di decesso a un follow-up mediano di 39,4 mesi. Sono i numeri valutati da un comitato di revisione indipendente dello studio DREAMM 7 (494 pazienti arruolati), che &ndash; per chi soffre di mieloma multiplo, il secondo tumore del sangue per incidenza con 6590 nuove diagnosi registrate ogni anno in Italia &ndash; significano una svolta importante nella cura. Lo studio ha confrontato la combinazione belantamab mafodotin, bortezomib pi&ugrave; desametasone (BVd) con la terapia attualmente d&rsquo;elezione costituita da daratumumab, bortezomib e desametasone (DVd) in pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario, gi&agrave; trattati in precedenza e andati in progressione.<br />&nbsp;<br />Le evidenze del DREAMM 7, il valore cio&egrave; dimostrato dalla tripletta con belantamab rispetto allo standard of care, si vede anche nel DREAMM 8, studio clinico di fase III multicentrico, in aperto, randomizzato, di cui ulteriori aggiornamenti vengono presentati ad EHA. Nel caso specifico ad essere valutata &egrave; stata l'efficacia e la sicurezza di belantamab mafodotin in combinazione con pomalidomide pi&ugrave; desametasone (BPd) rispetto a bortezomib, pomalidomide e ancora desametasone (PVd). Trecentodue i partecipanti: tutti erano stati precedentemente esposti a lenalidomide ed in larga parte erano anche refrattari. Cosa &egrave; emerso? Un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della cosiddetta progression free survival, che abbiamo visto anche prima. A un follow-up mediano di 28 mesi, la PFS mediana ha raggiunto i 32,6 mesi con la tripletta BPd rispetto a 12,5 mesi del braccio di controllo PVd. Alla fine di un anno, l&rsquo;80% dei pazienti nel gruppo trattato con BPd rispetto al 67%PVd nel gruppo di combinazione PVd era vivo e non era andato incontro a progressione.&nbsp;<br />&nbsp;<br />Il DREAMM 7 e il DREAMM8 arrivano al Congresso Europeo di Ematologia di Milano (12-15 giugno) forti del recente via libera alle combinazioni con belantamab del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell&rsquo;EMA che ne ha raccomandato l'approvazione, prevista in Europa nel terzo trimestre del 2025. Sulla scorta di questi numeri potrebbe quindi essere ridefinito il trattamento gi&agrave; dalla prima recidiva, dove cio&egrave; sono necessarie opzioni pi&ugrave; efficaci.<br />Un ulteriore elemento da non sottovalutare: belantamab mafodotin ha il vantaggio della somministrazione ambulatoriale e non richiede pre-medicazione o ospedalizzazione.<br />&nbsp;<br />&ldquo;I risultati di DREAMM-7 &ndash; afferma il prof. Alessandro Corso, direttore Struttura Complessa di Ematologia, Direttore di Dipartimento di Oncologia dell&rsquo;Ospedale di Legnano ASST Ovest Milanese &ndash; mostrano come belantamab mafodotin in combinazione con BorDex rappresenti un miglioramento significativo rispetto al regime a base di daratumumab in un contesto di trattamento del mieloma multiplo di seconda linea, anche in pazienti refrattari alla lenalidomide, farmaco ampiamente usato in prima linea. DREAMM-8 mostra invece di essere molto efficace anche in un setting di pazienti molto difficili da trattare cio&egrave; quelli refrattari sia a lenalidomide che a daratumumab. Insomma &ndash; conclude Corso &ndash; le terapie anti-BCMA in generale stanno contribuendo a migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da mieloma multiplo ed in particolare belantamab mafodotin mostra il vantaggio di una somministrazione in Day Hospital anche in centri ospedalieri pi&ugrave; periferici&rdquo;.<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[21 GIUGNO GIORNATA NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO LEUCEMIE, LINFOMI E MIELOMA]]></title><link><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/21-giugno-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-leucemie-linfomi-e-mieloma1575249]]></link><comments><![CDATA[https://www.medicinaeinformazione.com/-news/21-giugno-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-leucemie-linfomi-e-mieloma1575249#comments]]></comments><pubDate>Sat, 14 Jun 2025 12:20:54 GMT</pubDate><category><![CDATA[ail]]></category><category><![CDATA[ematologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.medicinaeinformazione.com/-news/21-giugno-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-leucemie-linfomi-e-mieloma1575249</guid><description><![CDATA[21 GIUGNO&nbsp;GIORNATA NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO&nbsp;LEUCEMIE, LINFOMI E MIELOMAUna Giornata per informare, sensibilizzare e stare accanto ai pazienti ematologici.SABATO 21 GIUGNO, DALLE 8 ALLE 20,&nbsp;QUARANTA EMATOLOGI RISPONDERANNOAL NUMERO VERDE AIL - PROBLEMI EMATOLOGICI&nbsp;800 22 65 24       &nbsp;SOGNANDO ITACAIniziativa di vela-terapia riabilitativa che accompagna i pazienti onco-ematologici nel percorso di cura, contribuendo al miglioramentodella loro qualit&agrave; di vita.&nb [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><u>21 GIUGNO&nbsp;</u></strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">GIORNATA NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO&nbsp;</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">LEUCEMIE, LINFOMI E MIELOMA</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><em>Una Giornata per informare, sensibilizzare e stare accanto ai pazienti ematologici.</em></strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">SABATO 21 GIUGNO, DALLE 8 ALLE 20,&nbsp;</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">QUARANTA EMATOLOGI RISPONDERANNO</strong><br /><strong style="color:rgb(0, 0, 0)">AL NUMERO VERDE AIL - PROBLEMI EMATOLOGICI&nbsp;</strong><strong style="color:rgb(0, 0, 0)"><u>800 22 65 24</u></strong></div>  <div>  <!--BLOG_SUMMARY_END--></div>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.medicinaeinformazione.com/uploads/1/0/6/4/10644757/ail-giornata-nazionale-2025-slide-numero-verde_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br />&nbsp;<br /><strong><u>SOGNANDO ITACA</u></strong><br /><strong>Iniziativa di vela-terapia riabilitativa che accompagna i pazienti onco-ematologici nel percorso di cura, contribuendo al miglioramento</strong><br /><strong>della loro qualit&agrave; di vita.</strong><br />&nbsp;<br /><strong>Sabato 21 giugno</strong> <strong>2025</strong> si celebra la <strong>20&ordf; edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma</strong>, posta sotto l&rsquo;Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri. Un appuntamento importante promosso da <strong>AIL &ndash; Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma</strong>, per sensibilizzare l&rsquo;opinione pubblica, raccontare i progressi della Ricerca Scientifica e supportare da vicino i pazienti affetti da patologie ematologiche, adulti e bambini.<br /><br /><strong><u>LINEA DIRETTA CON GLI EMATOLOGI &ndash; Numero Verde AIL 800 22 65 24</u></strong>Per tutta la giornata di <strong>sabato 21 giugno</strong>, <strong>dalle <strong>8.00 alle 20.00</strong></strong>, sar&agrave; attivo il <strong>Numero Verde AIL &ndash; Problemi Ematologici <u>800 22 65 24</u></strong>. AIL rinnova e rafforza il proprio impegno offrendo una consulenza diretta e gratuita: <strong>q<strong><u>uaranta ematologi</u></strong><strong> saranno a disposizione per rispondere alle domande di pazienti e caregiver</strong></strong><strong>,</strong> fornire informazioni sulle malattie del sangue e indicazioni sui centri di cura presenti su tutto il territorio nazionale.<br /><br /><strong><u>SOGNANDO ITACA</u></strong>Iniziativa simbolo della Giornata Nazionale &egrave; <strong>&ldquo;Sognando Itaca&rdquo;</strong>, progetto di vela-terapia nato nel 2006 e dedicato alla riabilitazione psicologica dei pazienti oncoematologici. Un&rsquo;iniziativa che unisce mare, laghi, solidariet&agrave; e cura, offrendo ai pazienti un&rsquo;esperienza condivisa con medici, infermieri, psicologi e skipper professionisti, lontano dagli ambienti ospedalieri.<br />Come Ulisse nel suo viaggio verso Itaca, i pazienti affrontano un percorso impegnativo e spesso incerto. Questa esperienza li aiuta a scoprire nuove risorse interiori, a rafforzare il senso di comunit&agrave; e a migliorare la qualit&agrave; della loro vita.<br /><strong>Gli &ldquo;<em>Itaca Day</em>&rdquo;</strong>, organizzati dalle sezioni provinciali AIL in diversi porti italiani, rappresentano il cuore pulsante dell&rsquo;iniziativa: giornate di navigazione, ascolto e condivisione, aperte alla partecipazione di pazienti e operatori sanitari. <strong>Il calendario sempre aggiornato degli &ldquo;<em>Itaca Day&rdquo;</em> su www.ail.it.</strong><br />&nbsp;<br /><strong><em>Itaca Day 2025</em></strong><br />&nbsp;<br /><strong>Agropoli&nbsp;</strong>7/8 giugno 2025,&nbsp;<strong>Ancona&nbsp;</strong>21 giugno 2025.&nbsp;<strong>Brenzone del Garda&nbsp;</strong>7 settembre 2025,&nbsp;<strong>Desenzano del Garda&nbsp;</strong>22 giugno 2025,&nbsp;<strong>Gargnano&nbsp;</strong>20 settembre 2025,&nbsp;<strong>Lecce&nbsp;</strong>10 luglio 2025,&nbsp;<strong>Livorno&nbsp;</strong>21 giugno 2025,&nbsp;<strong>Lugano&nbsp;</strong>24 maggio 2025,&nbsp;<strong>Mandello del Lario&nbsp;</strong>21 giugno 2025,&nbsp;<strong>Marina di Ravenna&nbsp;</strong>13 settembre 2025,&nbsp;<strong>Mazara del Vallo&nbsp;</strong>7 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Napoli&nbsp;</strong>18 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Peschiera del Garda&nbsp;</strong>1 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Porto Caleri / Rosolina Mare&nbsp;</strong>11/ 18 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Porto di Giulianova&nbsp;</strong>8 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Reggio Calabria&nbsp;</strong>21 giugno 2025 ,&nbsp;<strong>Rimini&nbsp;</strong>8 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Salerno&nbsp;</strong>28 giugno 2025,&nbsp;<strong>Sal&ograve;&nbsp;</strong>27 giugno 2025,&nbsp;&nbsp;<strong>Sarnico&nbsp;</strong>12 luglio 2025,&nbsp;<strong>Sulzano&nbsp;</strong>14 giugno, 13 settembre 2025,&nbsp;<strong>Taranto&nbsp;</strong>21 giugno 2025,&nbsp;<br /><strong>Torbole&nbsp;</strong>data da definire,&nbsp;<strong>Torre Canne (Fasano)&nbsp;</strong>21 giugno 2025,&nbsp;<strong>Trani (BAT)&nbsp;</strong>21 giugno 2025,&nbsp;<strong>Trieste</strong><br />21 giugno 2025,&nbsp;<strong>Venezia&nbsp;</strong>6 giugno 2025,&nbsp;<strong>Verbania&nbsp;</strong>12 luglio 2025<br />&nbsp;<br /><strong><u>INIZIATIVE SUL TERRITORIO</u></strong><br />Anche quest&rsquo;anno, grazie al grande impegno delle <strong>83 sezioni provinciali AIL</strong> e all&rsquo;entusiasmo di oltre <strong>17.000 volontari</strong>, verranno realizzate <strong>numerose iniziative in tutta Italia</strong> per informare, sensibilizzare e raccogliere fondi a sostegno della Ricerca e dell&rsquo;assistenza ai malati.<br />Il calendario completo degli eventi &egrave; disponibile su: <strong>www.ail.it.</strong><br /><strong><u>CONFERENZA STAMPA NAZIONALE</u></strong><strong>Gioved&igrave; <strong>19 giugno alle ore 11.00 a Roma</strong></strong>, presso la <strong>Sala Minerva di Palazzo De Carolis</strong> (c/o UniCredit &ndash; via Lata,3) e in diretta streaming sul canale YouTube di AIL si terr&agrave; la Conferenza Stampa nazionale organizzata in occasione della Giornata.<br />Il tema dell&rsquo;edizione 2025 sar&agrave;: <strong><em>&ldquo;Dalla Ricerca alla Cura: l&rsquo;azione di AIL nella lotta ai tumori del sangue. Ricerca scientifica, innovazione terapeutica e assistenza ai pazienti.&rdquo;</em></strong><br />Parteciperanno importanti ematologi e rappresentanti delle societ&agrave; scientifiche per riflettere sui risultati raggiunti e sulle sfide ancora da affrontare.<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong><em><u>Molte vite ricominciano dalla ricerca</u></em></strong><br /><strong>Per scoprire di pi&ugrave;: WWW.AIL.IT</strong><br /><strong>#GiornataNazionaleAIL</strong><br /><strong>#GN2025</strong><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item></channel></rss>