COLANGITE BILIARE PRIMITIVA LE NUOVE CLASSI DI FARMACI MIGLIORANO PROGNOSI E QUALITA’ DI VITA
Nel corso del 58° Meeting annuale dell’AISF, la Associazione Italiana per lo studio del fegato che si è recentemente tenuto a Roma presso il Centro Congressi dell’Auditorium della Tecnica un simposio è stato dedicato alla colangite biliare primitiva per fare il punto sulle novità terapeutiche. La Colangite Biliare Primitiva è una patologia rara del fegato, una malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione dei dotti biliari all’interno del fegato che colpisce prevalentemente le donne e che, se non adeguatamente trattata, può degenerare in fibrosi avanzata e nei casi più gravi cirrosi epatica.
Associata a sintomi delibitanti come una stanchezza cronica e un prurito continuo e invalidante ha un forte impatto sulla qualità della vita e spesso il ritardo diagnostico fa sì che i pazienti avvertano un profondo senso di frustrazione e solitudine.
La ricerca recentemente ha messo a punto nuove classi di farmaci in grado di migliorare sia la prognosi che la qualità di vita ed è quindi importante conoscere e riconoscere più precocemente possibile la malattia per trattarla adeguatamente.
La colangite biliare primitiva non colpisce solo il fegato ma può avere numerose comorbidità come ad esempio quelle cardiometaboliche ed è quindi essenziale avere un approccio multimodale e multidisciplinare che possa gestire in modo olistico il paziente.
I bisogni dei pazienti come una patologia rara come la colangite biliare primitiva sono molti e il ruolo delle associazioni pazienti è centrale per confrontarsi, ricevere informazioni e non sentirsi soli.
Ne abbiamo parlato con: Vincenza Calvaruso - Gastroenterologa dell’Università di Palermo Ana Lleo De Nalda - Professore Ordinario di Medicina Interna, Humanitas University, vice segretario EASL Davide Salvioni Presidente dell’Associazione AMAF