IL FUTURO DELLA LOTTA AL CANCRO I risultati dell'immunoterapia nei tumori gastro intestinali, terapie sottocutanee e nuove combinazioni di molecole Prof.ssa Sara Lonardi Il progetto "Senza Freni: viaggio nell'Immunoncologia" è realizzato con il contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb
"Senza Freni" è un viaggio nell’immunoncologia, la frontiera più avanzata della lotta al cancro, che si basa su terapie in grado di rimuovere il freno che il cancro mette al nostro sistema immunitario camuffandosi per non farsi riconoscere e attaccare dal nostro più potente scudo di difesa che è appunto il sistema immunitario. L’immunoncologia, premiata con Il Nobel della Medicina, riesce a sbloccare questo meccanismo, mettendo di nuovo in grado il sistema immunitario di aggredire e distruggere le cellule neoplastiche, libero di agire perché Senza freni appunto, quei freni che lo avevano di fatto addormentato lasciando che le cellule tumorali potessero proliferare liberamente. Questo nuovo paradigma di cura sta radicalmente cambiando l’approccio terapeutico in numerose neoplasie e nelle 6 puntate di Senza freni racconteremo i traguardi raggiunti e le sfide future. Lo faremo incontrando i maggiori esperti di immunoncologia che ci racconteranno come agiscono queste terapie, in quali tumori hanno avuto più successo e le prospettive future. Ne abbiamo parlato con la Prof.ssa Sara Lonardi, Direttore dell'Oncologia dell'Istituto Oncologico Veneto - Come consuetudine partiamo da una immagine, in questo caso un laboratorio futuristico con uso di intelligenza artificiale, big data e algoritmi. Alcuni di questi in realtà sono già presente, come possono aiutare nello spingere in avanti le frontiere dell’immunoncologia? - Per parlare di futuro non possiamo che parlare dei traguardi già raggiunti ad oggi, in quali neoplasie quali pazienti e delle sfide su cui vi state concentrando oggi, che presente abbiamo e che futuro possiamo aspettarci dall’immunoncologia? Un numero maggiore di neoplasie? Stadi più precoci di malattia? - Sicuramente in alcune neoplasie l’immunoncologia ha dato risultati direi insperati come nel caso del melanoma, che stato un po’ l’apripista, poi i tumori gastrici, il polmone, quali le neoplasie su cui si è avuto invece minor risposte, perché e quale strategia è allo studio per queste neoplasie? - Si sta andando sempre più verso una oncologia personalizzata che tenga conto di biomarcatori per definire meglio il profilo genetico molecolare del paziente e del tumore per avere una maggior probabilità di risposta. Quanto è importante il ruolo dell’anatomopatologo nella caratterizzazione del tumore in fase inziale ma anche per valutare nel tempo eventuale risposta o ripresa di malattia? - Immaginiamo di svolgere questa intervista fra 10 anni, cosa mi potrebbe rispondere sui risultati raggiunti dall’immunoncologia? Si parla molto di vaccini terapeutici in combinazione con l’immunoterapia, di cosa si tratta? - I primi tempi in cui si parlava di immunoncologia veniva definita come il quarto pilastro insieme a chemioterapia, radioterapia e chirurgia. Oggi in alcuni casi abbiamo raggiunto il traguardo di regimi chemofree, quali prospettive per schei terapeutici sempre meno legati alla chemioterapia? - In conclusione, si ricorda il primo o uno dei primi pazienti trattati con l’immunoterapia? Come gli ha spiegato il meccanismo d’azione di una terapia che era agli albori e che probabilmente non conosceva? Quale era la sua storia? Il progetto "Senza Freni: viaggio nell'Immunoncologia" è realizzato con il contributo non condizionante di Bristol Myers Squibb.